Ecco i 3 settori con oltre il 60% di buy rating che mettono in discussione gli ultimi ribassi

Tommaso Scarpellini

26 Marzo 2025 - 07:49

Durante uno dei peggiori ribassi degli ultimi anni, emergono 3 settori con oltre il 60% di buy rating. Esattamente il contrario di quanto atteso. Stiamo assistendo a un «finto» ribasso?

Ecco i 3 settori con oltre il 60% di buy rating che mettono in discussione gli ultimi ribassi

Chi lo avrebbe mai detto? Durante uno dei ribassi più spaventosi degli ultimi anni, le banche d’affari non solo non hanno ritoccato al ribasso i loro giudizi, ma in alcuni casi hanno addirittura rafforzato le loro raccomandazioni di acquisto. In un contesto dominato da volatilità, timori di recessione e (mean reversion), alcuni comparti azionari stanno ricevendo un supporto inaspettato da parte degli analisti.

Sì, il sentiment generale rimane depresso, seppur con qualche timido segnale di miglioramento. Tuttavia, i fondamentali analizzati dalle principali case di investimento non sembrano giustificare un completo dietrofront. Ed è questo che rende la situazione ancora più interessante.

Grazie ai dati forniti da FactSet, che monitora oltre 12.000 rating azionari sull’S&P 500, possiamo farci un’idea precisa su dove stia andando il consenso degli analisti. Spoiler: più del 50% delle raccomandazioni continuano ad essere buy, una percentuale sorprendentemente alta per un mercato in correzione, e addirittura superiore alla media degli ultimi 5 anni.

Un contesto paradossale

Il contesto macro rimane fragile. Il dibattito si sta spostando sempre più su temi come stagflazione, rallentamento economico e persino una possibile recessione entro i prossimi 12 mesi. Non mancano certo gli ingredienti per un mercato orso. Eppure, proprio ora, emergono dei settori in cui gli analisti continuano a vedere valore, e, cosa ancor più rilevante, lo fanno con convinzione.

In questo scenario un po’ schizofrenico, dove i listini oscillano tra l’ottimismo dei dati sull’occupazione e il pessimismo di chi legge ogni aumento dei tassi come un freno all’economia, ci sono 3 comparti che si distinguono per una quota particolarmente elevata di rating d’acquisto.

1. Energia

In cima alla classifica troviamo un comparto che, a prima vista, sorprende: l’Energetico. Oltre il 60% dei rating sull’energia sono buy. Un dato davvero interessante se si pensa che il tema energetico è stato fortemente penalizzato negli ultimi mesi, complici le tensioni geopolitiche.

Eppure, il comparto energia sta beneficiando di una nuova narrativa. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, si è tornato a parlare di un aumento della produzione interna. L’espressione «Trump ha aperto i rubinetti» sta facendo il giro delle cronache economiche americane: si riferisce alla prospettiva che una politica pro-estrazione e pro-shale possa rimettere in moto il comparto USA. Quindi dovrebbero esserci nuovi venti bearish per questo segmento. Eppure non è così: probabilmente il motivo va ricercato nel fatto che il settore energia presenta oggi i P/E più bassi tra gli 11 settori dell’S&P 500. Se si abbraccia la logica della mean reversion, ovvero una rotazione settoriale dai titoli con P/E elevati a quelli con valutazioni più contenute, allora l’energia diventa improvvisamente appetibile.

Da qui la raffica di buy rating.

2. Information Technology

Secondo comparto per incidenza di buy rating: l’Information Technology. Qui, in realtà, le sorprese sono poche. Il tech è da anni il protagonista indiscusso dei mercati, anche se ultimamente ha subito qualche scossone. I titoli a più alta capitalizzazione hanno visto contrazioni importanti, ma senza che gli analisti si affrettassero a declassarli.

Anzi, semmai è aumentata la percentuale di hold rating, ovvero una cauta conferma delle posizioni, senza scivolare nel pessimismo. E questo è indicativo: anche in presenza di una fase di mean reversion, con i prezzi che si stanno riportando verso multipli più sostenibili, gli EPS attesi non sono stati ridimensionati significativamente.

Prendiamo il caso di Microsoft. Il 95% degli analisti mantiene un buy rating, e nessuno consiglia la vendita. Lo stesso vale per Amazon, anche se con qualche punto percentuale in meno. Nvidia, regina del comparto AI, gode ancora di una maggioranza netta di raccomandazioni d’acquisto, nonostante i forti ribassi recenti.

Tutto questo suggerisce una cosa: il tech resta un pilastro. Forse i multipli erano esagerati, e forse qualche correzione era inevitabile, ma la visione di lungo periodo non cambia, almeno per le banche d’affari.

3. Communication Services

Al terzo posto troviamo un settore che, dopo anni di appannamento, sta tornando sotto i riflettori: i Communication Services. Anche qui, oltre il 60% dei rating sono di acquisto.

Chi ha davvero il coraggio di dire Sell?

I dati di FactSet ci dicono una cosa chiara: nonostante tutto, gli analisti continuano a credere nel mercato azionario USA, o almeno in alcuni dei suoi comparti più iconici. Il fatto che, anche in una fase di ribasso, oltre la metà dei rating siano ancora di acquisto, dovrebbe far riflettere.

In un mondo dove la paura la fa da padrona e la volatilità è alle stelle, i buy rating su energia, tecnologia e comunicazione sono una voce fuori dal coro. Una voce che non urla, ma parla chiaro: i fondamentali non sono crollati, e in alcuni casi le valutazioni stanno diventando persino interessanti.

Naturalmente, non mancano i rischi. Se dovesse materializzarsi una vera recessione, o una stagflazione duratura, il mercato potrebbe soffrire ulteriormente. Le statistiche parlando di un potenziale drowdown superiore al 10%. Ma il fatto che non si vedano ondate di sell rating è già un segnale positivo.