«Sono stanco»: il libro che affonda Biden e rilancia le preoccupazioni sull’età avanzata

Enrica Perucchietti

13 Settembre 2023 - 08:00

Il nuovo libro del giornalista Franklin Foer riporta in primo piano le preoccupazioni sull’età avanzata e la condizione psicofisica di Biden, che in privato avrebbe rivelato di essere «stanco».

«Sono stanco»: il libro che affonda Biden e rilancia le preoccupazioni sull’età avanzata

L’età avanzata e i presunti problemi psicofisici del presidente Joe Biden sono diventati argomenti di discussione sempre più frequenti nel dibattito politico statunitense.

Solo qualche giorno fa vi riportavamo i risultati di un sondaggio del WSJ, secondo cui il 73% degli americani lo ritiene troppo anziano, solo il 42% approva il suo governo, e solo il 39% ha un’opinione favorevole su di lui.

Ora, il libro «The Last Politician: Inside Joe Biden’s White House and the Struggle for America’s Future» del giornalista dell’Atlantic Franklin Foer riporta in primo piano tali preoccupazioni, gettando luce sulla condizione del presidente più anziano nella storia degli Stati Uniti che punta a un secondo mandato a 80 anni suonati.

La frase «Sono stanco» che, come riportato nel libro, sarebbe stata pronunciata proprio da Biden in privato, sembra riflettere una realtà che molti osservatori avevano già notato.

La questione dell’età di un presidente è stata sollevata anche in passato per altri leader anziani, ma ciò non dovrebbe essere l’unico criterio per giudicare la capacità di un presidente di svolgere il suo lavoro in modo efficace.

Ma a pesare sulla percezione pubblica del presidente in carica sono le gaffe ripetute, gli evidenti problemi psicofisici, la percezione che sia debole e mentalmente «bollito», il nomignolo coniato dal rivale tycoon, «Sleepy Joe».

Il libro di Franklin Foer solleva anche interrogativi sulle abitudini quotidiane di Biden.

È «sorprendente» che Biden «abbia così poche riunioni mattutine o presieda così pochi eventi pubblici prima delle 10 del mattino», scrive Foer, per poi affondare il colpo: «La sua immagine pubblica riflette il declino fisico e l’ottundimento delle facoltà mentali a cui nessuna pillola o regime di esercizio fisico può ovviare».

L’osservazione che il presidente abbia così poche riunioni mattutine o eventi pubblici prima delle 10 del mattino può essere vista come una manifestazione del suo presunto declino fisico e mentale. Anche se il ritmo di lavoro del presidente è soggetto a varie considerazioni, è importante affrontare queste preoccupazioni con trasparenza e chiarezza.

Tuttavia, la reazione della Casa Bianca alle domande e alle preoccupazioni riguardo all’età e alle prestazioni di Biden sembra essere piuttosto seccata.

La portavoce Karine Jean-Pierre ha respinto le domande dei giornalisti con tono irritato e ha respinto l’idea che il presidente possa essere stanco o che la Casa Bianca lo tratti come un «bambino». Questo atteggiamento può alimentare ulteriormente le preoccupazioni e la percezione pubblica di una mancanza di trasparenza.

Nel contesto delle elezioni future, i Democratici temono un possibile «momento McConnell», in cui il presidente potrebbe mostrare segni evidenti di deterioramento fisico o mentale in un momento critico.

Questo potrebbe mettere in pericolo le sue speranze di rielezione e influenzare notevolmente il futuro della politica americana.