Nel corso dell’ultimo fine settimana, i mercati sembrano essersi lasciati alle spalle i timori, guardando al futuro con ottimismo. L’S&P 500 ha superato i massimi e tutto sembrava volgere per il meglio quando è arrivato il crollo improvviso di quasi un punto percentuale oggi.
L’evento che ha scosso i mercati finanziari è stato, ancora una volta, la possibilità di un’escalation nella guerra commerciale globale.
Gli investitori si trovano ora a fronteggiare un periodo di forte volatilità, e i principali indicatori di rischio stanno segnalando, ancora una volta, livelli di tensione in crescita. E se quanto appena accaduto fosse l’inizio di un nuovo mercato ribassista?
Volatilità in rialzo: segnali di turbolenza
L’indice VIX, spesso considerato il termometro della paura sui mercati azionari, ha registrato un incremento dell’8% durante la sessione di giovedì. Interessante notare, invece, come il VSTOXX, che misura la volatilità dei mercati europei, e il MOVE, che rappresenta la volatilità delle obbligazioni statunitensi, abbiano mantenuto un andamento laterale. Persino l’oro, spesso visto come un bene rifugio, sta sperimentando un aumento della volatilità.
Si delinea quindi uno scenario particolare, che alimenta i sospetti riguardo specificamente all’S&P 500.
S&P 500, 1D
Grafico a candele giornaliere dell'indice S&P 500. Fonte: baha.com
Valute: il dollaro cede terreno, l’euro torna a ruggire
Sul mercato valutario, il Dollar Index DXY mostra i primi segnali di debolezza, nonostante il forte apprezzamento degli ultimi mesi. Anche questa rappresenta una significativa divergenza rispetto alle dinamiche valutarie recenti, ponendo l’attenzione degli analisti sull’S&P 500 piuttosto che sul resto dei mercati globali.
Azioni in calo: Stati Uniti sotto pressione
L’indice S&P 500 è crollato di quasi l’1% nella giornata di giovedì, un ribasso tutt’altro che banale. Ciò che però accentua le preoccupazioni del mercato è il livello tecnico presso cui l’indice principale delle borse statunitensi ha registrato questa contrazione: i propri massimi assoluti. Dopo aver rotto con forza e decisione il livello dei 6.100 punti, l’indice sembrava destinato a continuare a salire; invece, è subito crollato, cogliendo di sorpresa l’intero mercato azionario.
Un’altra evidenza interessante è il fatto che l’EU50, indice delle borse europee, è invece salito di quasi lo 0,30% nella giornata di giovedì. Questa divergenza dovrebbe far scattare un campanello d’allarme: perché i trader stanno vendendo l’S&P 500?
I mercati sottovalutano il rischio tariffario?
Ancora una volta, i timori sono legati alle tariffe. Nella giornata di mercoledì, Trump ha annunciato la sua intenzione di discutere nuove tariffe il mese prossimo, riguardanti il legname e i prodotti forestali, oltre a quelle su automobili, semiconduttori e prodotti farmaceutici. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto alle tariffe già introdotte nelle ultime settimane.
Ma c’è di più: la risalita dei beni rifugio tradizionali, come oro, argento e Treasury, fa pensare a una possibile escalation del conflitto in Ucraina. Anche su questo fronte, Trump è stato risoluto, definendo Putin un «dittatore» e invitandolo a porre fine al conflitto.