Due ingegneri hanno inventato una macchina che produce benzina sintetica usando aria, acqua ed elettricità

Ilena D’Errico

6 Luglio 2026 - 22:16

Arriva una macchina che produce benzina sintetica con aria, acqua ed elettricità, pensata da due ingegneri per garage e usi domestici. Ecco di cosa si tratta.

Due ingegneri hanno inventato una macchina che produce benzina sintetica usando aria, acqua ed elettricità

La corsa all’elettrico sta da tempo avanzando in parallelo agli investimenti nei combustibili sintetici, un dietrofront solo apparente rispetto agli obiettivi ambientali, anzi un’esigenza urgente anche se difficile da soddisfare. In questo contesto, il successo di due ingegneri svedesi fa tornare l’ottimismo. Hanno inventato una macchina che produce benzina sintetica usando aria, acqua ed elettricità con la startup Aircela. Pur se piccola come un frigorifero e per ora ferma a livelli di produzione contenuti, la macchina di Aircela può fare la differenza nel momento storico attuale. Ecco perché.

Dove le batterie falliscono

La transizione energetica globale è una necessità improrogabile per l’ambiente, perciò le industrie devono inevitabilmente fare i conti con il cambiamento e adeguarsi per fare spazio a un’economia a zero emissioni. Per quanto riguarda veicoli e trasporti la strada maestra è rappresentata dall’elettrificazione diretta, che per prestazioni, costi e impatto non sembra avere paragoni. Ma per quanto si continui a ripetere, anche correttamente, che il futuro passa dalle batterie, non bisogna cadere in semplificazioni fuorvianti.

Le batterie non sono ancora una soluzione complessiva per i trasporti, sia perché i magneti per il motore elettrico non sono ancora emancipate dalle terre rare (con tutti i problemi ambientali, economici e geopolitici che ne conseguono), sia perché l’elettrico puro non è adatto a tutti i settori. C’è un enorme patrimonio di motori a combustione che non è possibile ignorare e provarci finirebbe soltanto con il rallentare la transizione ecologica, basti pensare alle auto d’epoca e ai veicoli ad alte prestazioni per le competizioni.

Ma ci sono anche aspetti logistici che non si conciliano, almeno per ora, con i veicoli elettrici in senso stretto, dal trasporto aereo pesante alla navigazione marittima, passando per le reti di soccorso in aree remote. In un momento in cui è così importante distaccarsi dai combustibili fossili ma le batterie non arrivano ovunque soluzioni come quella di Aircela sono, è proprio il caso di dirlo, una boccata d’aria fresca.

Benzina sintetica grazie ad acqua, aria ed elettricità

Gli ingegneri svedesi Mia ed Eric Dahlgren hanno fondato la startup Aircela a New York con obiettivi molto chiari: riuscire a produrre benzina sintetica quasi ovunque nel mondo, con risorse a disposizione di tutti, e colmare così il gap tra elettrico e combustione. Il principio di base non è affatto nuovo o sensazionale, sicuramente gli appassionati di motori ricorderanno di alternative analoghe che sono state tentate nel tempo.

Il processo prende il nome di Mtg (Methanol to gasoline), perché si basa proprio sulla produzione del metanolo (unendo anidride carbonica e idrogeno) e nella sua raffinazione nei combustibili. Nulla di sconvolgente, gli e-fuel sono noti da tempo e Porsche stessa ne produce già grandi quantità nello stabilimento pilota «Haru Oni» a Punta Arenas, in Cile. L’invenzione degli ingegneri Dahlgren, però, si distingue dal modello tracciato negli anni, rivolgendosi direttamente ai conducenti e promettendo loro libertà e autonomia senza rinunce.

Perché è importante

La macchina di Aircela aspira l’aria per catturare l’anidride carbonica, che separa attraverso una reazione chimica, e usa corrente da fonti rinnovabili per l’elettrolisi che separa l’idrogeno. Mezzi e risorse ben differenti dagli enormi e costosi impianti produttivi, che promettono di rendere in futuro i combustibili raffinati accessibili a tutti in sicurezza. Il carburante così prodotto, equiparabile alla benzina classica, può essere usato direttamente con i motori termici senza ulteriori passaggi. Questa soluzione domestica richiede ancora dei perfezionamenti, visto che la produzione arriva a 3,6 litri giornalieri e 64 litri immagazzinabili nel serbatoio interno, neanche un pieno intero per buona parte delle moto.

Per quanto riguarda il consumo elettrico, di 75 kWh al gallone (poco più di 3,6 litri per l’appunto) la convenienza economica si disperderebbe con costi come quelli europei. Tuttavia, gli ingegneri puntano ad aumentare l’efficienza, dimezzando l’energia elettrica richiesta e ottimizzando gli spazi per l’accumulo, anche se resta indispensabile l’affidamento a energia rinnovabile (altrimenti l’impatto ambientale sarebbe superiore ai combustibili tradizionali) e possibilmente autoprodotta, con pannelli solari ad esempio, per un risparmio notevole.

La strada è ancora lunga, ma la startup è sicura di poter lavorare ancora per democratizzare il sistema e iniziare a vendere la macchina su larga scala. I primi acquirenti dovranno invece pagare un corrispettivo intorno ai 20.000 dollari, partecipando all’esordio del cambiamento. Viene così finalmente proposta una soluzione quasi alla portata di tutti, confermando allo stesso tempo che ci sono soluzioni complementari all’elettrico su cui puntare.