Variante Delta, dubbi sulla validità dei tamponi rapidi: «Vanno esclusi dal green pass»

Emiliana Costa

11/11/2021

11/11/2021 - 14:44

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Allerta sulla validità dei tamponi rapidi: i test antigenici presentano un 30% dei falsi negativi. Scatta la richiesta di eliminarli dal green pass. Entriamo nel dettaglio.

Variante Delta, dubbi sulla validità dei tamponi rapidi: «Vanno esclusi dal green pass»

I tamponi rapidi sono sicuri per il rilascio del green pass? A sollevare dubbi è stata la comunità scientifica, con gli esperti che considerano il test antigenico il «punto debole» della catena. Chiedendo una conseguente «correzione del green pass». Il tampone rapido, infatti, presenta un 30 per cento di falsi negativi, dando un «falso senso di sicurezza». Oggi per ottenere il green pass, basta un test rapido. Ma gli scienziati continuano a sollevare dubbi. Entriamo nel dettaglio.

«Correggere il green pass», la posizione di Ricciardi

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ha evidenziato come «il tampone antigenico presenti un 30% di falsi negativi, dando un falso senso di sicurezza, specie con la variante Delta. Se si entra con un test falso negativo in un luogo dove ci sono persone suscettibili, l’infezione si verifica». Per questa ragione, anticipa il consigliere del ministro della Salute «con il passare del tempo si dovrà pensare alla correzione del green pass».

A preoccupare sempre più gli scienziati è l’impennata di tamponi antigenici che si è scatenata dopo il 15 ottobre, data in cui è diventato obbligatorio il green pass per i lavoratori. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, nella prima settimana ne sono stati effettuati ben 2,1 milioni, con un aumento del +78%. Per il momento, però, al Comitato tecnico scientifico (Cts) non sarebbe stato ancora chiesto un parere sulla validità dei test rapidi. Per una modifica immediata dei green pass.

Le posizioni della politica sulla modifica del green pass

La spinta per la modifica del green pass dovrebbe venire dalla politica. Ecco la posizione del deputato di Forza Italia Andrea Mandelli: «Guardiamo con attenzione la curva dell’epidemia. Il green pass è uno strumento di libertà che consente di portare avanti il paese e l’economia».

Di tutt’altra posizione la Lega, che ha fatto sua la battaglia per portare la validità dei test rapidi a 72 ore (tre giorni invece degli attuali due), per andare incontro alle esigenze delle aziende.

Infine, c’è la posizione del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher che chiede «misure selettive» per i no vax: «In Alto Adige l’andamento della pandemia non è soddisfacente. Abbiamo chiesto a Roma di consentire vantaggi per i vaccinati come del resto già avviane in alcuni Paesi europei, ad esempio l’Austria». Ma il cosidetto «lockdown per i no-vax» non viene preso in considerazione. «Non è praticabile in Italia», ha spiegato Franco Locatelli, coordinatore del Cts.

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