Dubai sta regalando 700 euro ai residenti che invitano ospiti

Alessandro Nuzzo

25 Luglio 2026 - 17:02

Per fronteggiare il calo di visitatori alimentata dal conflitto tra USA e Iran, gli Emirati Arabi Uniti hanno ideato il programma «A Dubai Invite»: ecco come funziona.

Dubai sta regalando 700 euro ai residenti che invitano ospiti

Dubai ha deciso di pagare i propri residenti per convincere amici e parenti a visitarla. È la strategia dietro «A Dubai Invite», il nuovo programma lanciato dal Dipartimento dell’Economia e del Turismo dell’emirato per rilanciare un settore che, dopo mesi di tensioni militari nella regione, sta faticando a tornare ai livelli pre-crisi. Ecco come funziona il programma.

Chi risiede negli Emirati Arabi Uniti può registrare online, tramite il sito Visit Dubai, i dettagli di parenti o amici che intendono visitare l’emirato tra il 20 luglio e il 31 ottobre 2026. Ogni residente può nominare fino a cinque visitatori, con la possibilità di presentare candidature aggiuntive separatamente. Una volta che l’ospite atterra a Dubai, il suo ingresso viene verificato automaticamente, e il residente riceve via email un pacchetto di benefit dal valore complessivo superiore a 3.000 dirham - circa 716 euro - riscattabile fino al 31 dicembre 2026.

Il pacchetto comprende sconti fino al 45% su soggiorni in hotel di lusso come il ME Dubai by Meliá e il Meliá Desert Palm, ingressi gratuiti in parchi a tema come Aquaventure World e IMG Worlds of Adventure, oltre a offerte su ristoranti e trasporti, con la partecipazione di brand come IHG Hotels & Resorts, Careem e Hala. Ogni residente può ottenere al massimo tre pacchetti nel corso della campagna, mentre ogni visitatore può essere segnalato una sola volta. Le iscrizioni si chiudono il 30 settembre, anche se gli ospiti nominati hanno tempo fino al 31 ottobre per arrivare effettivamente a Dubai e far scattare il beneficio. Il programma non copre visti e voli, che restano a carico dei visitatori.

Perché Dubai ne ha bisogno

Dietro l’iniziativa c’è una crisi turistica concreta, alimentata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Secondo Moody’s, la guerra rischiava di svuotare fino al 90% degli hotel di lusso della città, un colpo da decine di miliardi di dollari di mancati introiti per un settore che genera normalmente 19,5 milioni di visitatori l’anno, incluse molte celebrità internazionali. Proprio all’apice della stagione estiva, gli Emirati sono stati tra le vittime indirette più colpite dai missili e dai droni iraniani caduti nei pressi di alcune strutture alberghiere, spingendo diversi turisti a lasciare precipitosamente il paese. Da allora, buona parte della clientela alberghiera è composta da residenti locali piuttosto che da visitatori stranieri.

Il governo aveva già stanziato 586 milioni di euro in aiuti diretti al settore turistico per contenere i danni, includendo la sospensione temporanea della tassa municipale del 7% e della tassa hotel notturna da 5,45 dollari, ma la cifra si è rivelata insufficiente a invertire la tendenza. «A Dubai Invite» nasce quindi come misura complementare, con un obiettivo diverso rispetto ai classici sussidi: coinvolgere direttamente la popolazione locale, trasformando ogni residente in un potenziale ambasciatore della città. Con oltre 200 nazionalità che convivono nell’emirato, molti residenti mantengono legami familiari e sociali diretti con l’estero, un canale che Dubai punta ora a sfruttare, puntando sul fatto che un consiglio di un parente o un amico resta ancora una delle leve più efficaci per decidere una vacanza, molto più di qualunque campagna pubblicitaria tradizionale.

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