Trainati dal boom dell’intelligenza artificiale e dall’espansione del cloud computing, anche in Italia i data center stanno vivendo una crescita senza precedenti.
Trainati dal boom dell’intelligenza artificiale e dall’espansione del cloud computing, anche in Italia i data center stanno vivendo una crescita senza precedenti. Questi impianti si stanno moltiplicando sul territorio nazionale, con una concentrazione geografica ben precisa e un impatto energetico che gli esperti definiscono ormai strutturale per il sistema elettrico del Paese.
Le stime precise sul numero di data center attualmente attivi in Italia non sono univoche, perché cambiano a seconda della fonte presa in considerazione. Questo è già un segnale significativo: manca ancora una mappatura ufficiale e condivisa del settore. Secondo il report Teha-A2A, nel 2024 erano censiti 168 data center in Italia. Altre rilevazioni più recenti, aggiornate a ottobre 2025, parlano invece di 209 impianti attivi. Il Politecnico di Milano stima un numero compreso tra 170 e 200 strutture. Al di là della cifra precisa, tutte le fonti concordano su un punto: il settore è in forte espansione, con il numero di grandi data center praticamente triplicato tra il 2019 e il 2024.
Dove si trovano e quanto consumano
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Sulla localizzazione, invece, il quadro è molto più chiaro. Milano e la sua area metropolitana rappresentano senza dubbio il principale hub italiano. La città concentra tra i 33 e i 73 data center, a seconda della fonte consultata, e arriva a rappresentare fino al 46% della potenza nazionale installata. La sola Lombardia ospita quasi la metà di tutte le strutture presenti in Italia. Al secondo posto si trova Roma, con circa 21 impianti, seguita da Torino con 11. Lombardia e Piemonte rappresentano quindi una parte rilevante del totale nazionale, mentre Lazio, Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna completano la geografia dei poli emergenti.
Questi data center sono ormai fondamentali nell’economia digitale moderna, ma per funzionare richiedono un consumo elevato di energia elettrica. Secondo le stime più recenti, il consumo energetico nazionale dei data center si aggira tra i 3,9 e i 7 terawattora all’anno. Questo valore corrisponde a circa l’1,9-2% del fabbisogno elettrico nazionale complessivo.
La potenza installata ha raggiunto quota 513 MW nel 2024, con proiezioni che indicano una salita a 609 MW già nel 2025. Non è un dettaglio secondario: circa il 70% dei data center italiani ha una potenza nominale superiore ai 10 MW, il che significa che deve essere collegato direttamente alle infrastrutture di alta tensione. Questo tipo di connessione è molto più oneroso e complesso da ottenere rispetto a quella di media o bassa tensione, ed è proprio qui che si concentrano alcune delle maggiori criticità di sistema.
Anche analizzando le richieste di connessione alla rete elettrica presentate dagli operatori per la realizzazione di nuovi impianti, emerge una crescita molto forte. Se nel 2020 queste richieste si fermavano a circa 15 GW, nel 2023 il valore era già salito a 45 GW, per poi toccare i 69 GW alla fine del 2025.
Le proiezioni di lungo periodo indicano una crescita ancora più marcata. Entro il 2035 la capacità installata potrebbe passare dagli attuali 609 MW a 2,3 GW, quindi quasi quattro volte tanto. In termini di incidenza sui consumi elettrici nazionali, le stime indicano che entro il 2030 i data center potrebbero arrivare a pesare per circa il 6% del totale. Entro il 2035, questa quota potrebbe salire fino al 12% dei consumi elettrici nazionali.