Forex: dov’è diretto il dollaro dopo gli ultimi dati economici?

Tommaso Scarpellini

15 Febbraio 2024 - 09:04

Il valore del dollaro continua ad aumentare, mentre il mercato abbandona l’idea che a marzo il FOMC possa annunciare il primo taglio dei tassi d’interesse. Quali scenari sul mercato del Forex?

Forex: dov’è diretto il dollaro dopo gli ultimi dati economici?

Gli ultimi dati economici hanno spostato l’attenzione degli operatori di borsa sull’andamento del dollaro americano, che da mesi continua a registrare un incremento di valore rispetto alle altre valute. Questo afflusso di capitali verso il biglietto verde è motivato dalla convinzione, ormai consolidata sul mercato, che la Federal Reserve (Fed) non procederà a riduzioni dei tassi d’interesse nemmeno in occasione del meeting del Federal Open Market Committee (FOMC) di marzo. Questo viene confermato anche dagli ultimi dati economici, come il tasso d’inflazione del 2023, che dipinge uno scenario economico ancora distante dagli obiettivi delle banche centrali.

Molti si interrogano quindi sulla sostenibilità di questa tendenza rialzista del dollaro.

Cosa spinge il dollaro verso nuovi rialzi?

All’inizio del 2024, i mercati erano pervasi dalla convinzione che l’anno avrebbe ospitato uno o più tagli dei tassi d’interesse. Questa aspettativa, alimentata dalla Federal Reserve e particolarmente enfatizzata da Powell durante la riunione del FOMC di fine 2023, è stata però rapidamente messa in discussione da vari fattori. Innanzitutto, ragioni di natura economica hanno giocato un ruolo chiave, seguite dalle dichiarazioni dei funzionari delle banche centrali dei paesi sviluppati. Questi, adottando un approccio «data dependent», si sono mostrati poco inclini a promuovere tagli dei tassi d’interesse nell’immediato futuro. Il dato sull’inflazione del 2023, reso noto martedì, ha rivelato una realtà inconfutabile: la battaglia contro l’inflazione non è ancora stata vinta, con il CPI che ha toccato il 3,1%, un livello superiore alle previsioni degli analisti, che si attestavano al 2,9%. Questo risultato, insieme ad altri annunciati nei mesi precedenti, ha stimolato un riallocamento delle risorse sui mercati: i rendimenti dei Treasury sono nuovamente aumentati, seppur leggermente, e il dollaro statunitense ha registrato una risalita. Tale afflusso di capitali verso il dollaro riflette chiaramente le rinnovate aspettative del mercato.

Quando vedremo i primi ribassi nel dollaro?

Guardando alla situazione attuale, emerge la domanda: quanto potrà prolungarsi la tendenza rialzista del dollaro? La risposta, se ci si concentra esclusivamente sull’andamento della politica monetaria, può essere trovata nelle aspettative del mercato relative ai primi tagli dei tassi d’interesse. Se si prevede che i primi tagli possano avvenire già nel 2024, basandosi sull’ipotesi che una prospettiva ribassista sulle dimensioni dei tagli dei tassi di fine anno possa influenzare negativamente il valore del dollaro, lo scenario di mercato attuale potrebbe avere una durata limitata. Un ridimensionamento dei rendimenti dei Treasury statunitensi potrebbe riportare il mercato a una condizione simile a quella di fine 2023, con i bond in crescita e l’indice DXY in calo. Al contrario, se dovesse consolidarsi l’idea che i tassi d’interesse abbiano raggiunto un livello di neutralità, con un tasso d’inflazione stabile al 3%, sarebbe più complesso prevedere un trend ribassista duraturo del dollaro.

Dollar Index, 1W Dollar Index, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice del dollaro. Fonte: teletrader.com