E così, dopo Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, anche il Regno Unito ha messo in atto un suo sistema di autorizzazione elettronico per chi chiede di entrare nel suo territorio.
La nuova normativa, preannunciata da mesi ed entrata in vigore dal 2 aprile scorso, è denominata ETA (Electronic Travel Authorisation).
Si tratta di una previa autorizzazione (elettronica) a viaggiare verso il Regno Unito, riservata agli stranieri non residenti esentati dall’obbligo di visto per soggiorni brevi di non oltre sei mesi.
I documenti di cui i cittadini dell’Unione Europea hanno bisogno per ottenere un’autorizzazione di viaggio elettronica per il Regno Unito sono passaporto in corso di validità, un indirizzo email attivo e una carta di credito, di debito o conto PayPal abilitati per gli acquisti on line (che serve per pagare la tassa di registrazione). i richiedenti sono inoltre tenuti a compilare un questioario.
Inizialmente le autorità del Regno Unito prevedevano di far pagare l’ETA solo 10 sterline (contro i 21 dollari della statunitense ESTA (Electronic System for Travel Authorization), ma poi hanno pensato bene di portare la quota a £16 (€19,54). Per la gioia dei turisti, soprattutto quelli che non sguazzano nell’oro e viaggiano con prole al seguito.
La motivazione principale della decisione di adottare il nuovo sistema è che esso darà al Regno Unito un maggiore controllo dei confini, consentendo di bloccare l’ingresso a potenziali minacce. Né più né meno gli stessi obiettivi dell’americana ESTA.
Obiettivi sicuramente sacrosanti, tanto è vero che anche l’Unione Europea si sta attrezzando, con il suo Entry/Exit System (EES), atteso per il prossimo mese di ottobre e l’ETIAS (European Travel Information and Authorization System), che entrerà in vigore nell’ultimo trimestre del 2026. Si tratta di due sistemi complementari ma distinti. Il primo registrerà i dati biometrici (impronte digitali e foto) e le informazioni di ingresso/uscita dei cittadini di paesi terzi esenti da visto (come USA, Canada, Regno Unito, ecc.) che viaggiano nell’area Schengen e sostituirà il timbro passaporto manuale con un sistema digitale. Il secondo sarà un sistema di autorizzazione elettronica pre-vaggio (simile all’ESTA e all’ETA) per viaggiatori esenti da visto.
Nei piani dell’Unione Europea, l’ETIAS avrà un costo molto più contenuto degli omologhi USA e UK: soli 7 euro, e per giunta sarà gratuito per i minori di anni 18 e per gli over 70. Una promessa, quella del costo ridotto e delle esenzioni, che se mantenuta farà onore, una volta tanto, alla vecchia Europa. Infatti resta francamente poco comprensibile il motivo per il quale dei sacrosanti problemi di sicurezza di Stati Uniti e Regno Unito debbano farsi carico coloro che già contribuiscono alle economie di quei paesi entrandovi a scopo turistico o per altri motivi leciti.
E’ vero che da sempre i governi si arrabattano per trovare modi, anche astuti, per finanziare i costosi servizi legati ai visitatori (controlli alle frontiere, infrastrutture aeroportuali, ecc.). Ed è altrettanto vero che l’ESTA e l’ETA, assolvendo alla funzione di pre-scremare i viaggiatori prima del loro arrivo negli USA e nel Regno Unito, riducono i rischi per la sicurezza di tutti, inclusi i turisti. I governi sostengono i costi per mantenere il sistema (analisi delle domande, database, antifrode, ecc.), e la tassa aiuta appunto a finanziare questo processo.
In ogni caso, come si suol dire, ognuno è padrone a casa sua, e nessuno costringe nessuno a recarsi dove più gli aggrada, anche quando qualcuno tende ad approfittarsi un po’ troppo di chi viaggia, tipo… avete presente la celebre scena del film Non ci resta che piangere, con il duo Benigni/Troisi alle prese con l’inflessibile gabelliere, che ripete instancabilmente “Chi siete? cosa portate? Ma quanti siete? Un fiorino!”. Con un tono che, alla fin fine, voleva dire che non gli interessasse un fico secco di chi o di cosa si trattasse di far entrare, l’essenziale era che il viaggiatore sborsasse il fiorino. Nel tardo medioevo la gabella era 1 fiorino. Oggi si aggira sui 20 euro, pagamento con carta di credito/debito.
Certo, nel frattempo c’è stato l’11 Settembre, e il mondo, si sa, è diventato meno sicuro, sono in atto migrazioni di massa, si combattono guerre ovunque e nessuno si fida più di nessuno, neanche se porta soldi, lavoro per gli alberghi, i ristoranti, i negozi, ecc. Bisogna rassegnarsi, compilare moduli online, smanettare sullo smartphone, e, soprattutto, pagare la gabella.