In alcuni casi le donazioni ricevute dai figli devono essere restituite ai genitori. Ecco quando sono annullate.
I genitori fanno molto spesso regali ai figli, anche di grosse entità. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di splendidi gesti di solidarietà e sostegno che i figli hanno tutto il diritto di accettare. D’altra parte, anche le donazioni ai figli non sono sempre così sicure come si potrebbe pensare. In alcuni casi possono essere annullate, al pari di ogni altra donazione, e quindi bisogna restituire i soldi ai genitori. Il vincolo familiare, infatti, non è da solo sufficiente a compensare la carenza dei requisiti previsti dalla legge.
È sempre necessario rispettare alcuni criteri per la validità delle donazioni, anche quando sono destinate ai figli. La questione è stata più volte affrontata anche dalla Corte di Cassazione, a dimostrazione del fatto che ancora tantissime persone commettono degli errori in tal senso. La peggiore delle ipotesi si verifica quando i genitori sono ormai deceduti e non possono più risolvere le criticità o comunque rifiutare la restituzione dei soldi, che andranno invece ripartiti tra tutti gli eredi in base alle norme successorie. È proprio quanto accaduto in una recente vicenda affrontata dalla Cassazione, che ora approfondiamo.
Serve il notaio per le donazioni ai figli dal conto corrente
La sentenza n. 23868/2025 della Cassazione ha obbligato una donna a restituire una somma prelevata dal conto corrente cointestato tra due coniugi defunti, suoi parenti. Con la pronuncia degli Ermellini possiamo capire facilmente perché questa donazione è stata annullata, ma approfondendo la vicenda possiamo comprendere altrettanto chiaramente perché l’erede (e i genitori stessi) abbiano commesso questo sbaglio.
Innanzitutto, la parente in questione aveva la delega bancaria sul conto corrente dei familiari e pertanto poteva eseguire in autonomia le operazioni bancarie desiderate, nell’interesse degli intestatari. In secondo luogo, prima di morire i correntisti avevano chiaramente espresso la volontà che quel denaro andasse alla parente, concordando entrambi su questa disposizione.
Così la donna ha emesso degli assegni circolari a proprio favore per un valore totale di 100.000 euro, a suo dire rispettando così la volontà dei coniugi di farle un regalo. Sapendo della donazione desiderata e avendo la delega, l’erede si è direttamente appropriata del denaro senza alcun passaggio ulteriore, venendo poi costretta a restituirlo.
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Avrebbe dovuto sapere, infatti, che la delega bancaria autorizza ad agire esclusivamente per conto del titolare, altrimenti si configura un abuso. Le donazioni che superano il modico valore, valutato in base alle disponibilità economiche delle parti, devono inoltre essere effettuate mediante un atto notarile. Quest’ultimo resta indispensabile anche quando avviene mediante un’operazione bancaria, che non costituisce una donazione indiretta, come invece sosteneva la donna.
Nulla sarebbe cambiato se si fosse trattato della figlia dei correntisti, al più che avrebbe potuto considerare il prelievo come anticipo dell’eredità o che sarebbero mancati interessati a intentare una causa. In ogni caso, in queste situazioni bisogna essere molto scrupolosi, perché eseguire operazioni sul conto altrui senza provarne il consenso espone a conseguenze penali.
Restituire le donazioni ai genitori
La sentenza citata aiuta a richiamare gli esempi più importanti relativi alla restituzione della donazione ai genitori, ma oltre alla mancanza dell’atto notarile che rende nulla la donazione superiore al modico valore (o immobiliare), anche i donanti possono chiedere la restituzione in caso di ingratitudine o sopravvenienza di un figlio (per quanto raro se anche il donatario è un figlio).
Gli altri eredi, come fratelli e sorelle, potrebbero inoltre impugnare le donazioni che violano le quote di legittima previste dalla legge, come caso più importante. Nel complesso, quando non si tratta di piccoli regali è sempre preferibile rivolgersi a un esperto per formalizzare la donazione ed evitare controversie assai spiacevoli, soprattutto quando si rischia di venir meno alle proprie volontà.
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