Dividendi 2024, conviene comprare azioni prima del D-day?

Claudia Cervi

16/05/2024

Il 20 maggio 2024 gran parte delle società del FTSE Mib staccherà il dividendo, con dividendi in crescita fino al 2025 (secondo uno studio di Allianz Group). Ecco le strategie da adottare.

Dividendi 2024, conviene comprare azioni prima del D-day?

Il 20 maggio è una data cruciale per i dividendi 2024: sono 21 le società del FTSE Mib che staccheranno i propri dividendi. Diventa dunque essenziale capire quali aziende siano coinvolte e valutare se conviene acquistare le loro azioni prima del “D-Day”. Secondo uno studio di Allianz Global, nel 2024 i dividendi in Europa sono cresciuti del 6,5% con un dividend yield medio del 3,67% (dal 3,47% nel 2023). In Italia, il dividend yield è del 5,63% (dal 5,43% nel 2023), una cifra che fa gola a molti investitori a caccia di rendimenti.

Vediamo di seguito tutti i dettagli delle società che distribuiranno dividendi il 20 maggio, con un focus particolare sulle banche italiane, come Intesa Sanpaolo e BPER Banca. Scopriamo insieme se conviene investire in azioni prima di questa data strategica.

Dividendi 2024: chi stacca il dividendo il 20 maggio

In questa tabella, riportiamo l’elenco delle società del FTSE Mib che staccano il dividendo il 20 maggio 2024:

TitoloDividendoData stacco cedolaData pagamentoDividend yield
A2A 0,0958 20/05/2024 22/05/2024 5,0%
Amplifon 0,2900 20/05/2024 22/05/2024 0,9%
Azimut 1,4000(1 euro in contanti+ 40cent in azioni proprie) 20/05/2024 22/05/2024 5,4%
Banca MPS 0,2500 20/05/2024 22/05/2024 5,4%
Bca Pop Sondrio 0,5600 20/05/2024 22/05/2024 7,1%
BPER Banca 0,3000 20/05/2024 22/05/2024 6,3%
Brunello Cucinelli 0,9100 20/05/2024 22/05/2024 1,0%
Diasorin 1,1500 20/05/2024 22/05/2024 1,2%
Eni 0,23 (Quarta tranche- div. complessivo 0,9400 euro) 20/05/2024 22/05/2024 6,3%
ERG 1,0000 20/05/2024 22/05/2024 3,8%
FinecoBank 0,6900 20/05/2024 22/05/2024 4,7%
Generali Assicurazioni 1,2800 20/05/2024 22/05/2024 5,3%
Interpump Group 0,3200 20/05/2024 22/05/2024 0,8%
Intesa Sanpaolo 0,152(Saldo - div. complessivo 0,2960 euro) 20/05/2024 22/05/2024 8,3%
Inwit 0,4800 20/05/2024 22/05/2024 4,7%
Italgas 0,3520 20/05/2024 22/05/2024 6,7%
Mediobanca 0,5100(Acconto) 20/05/2024 22/05/2024 6,1%
Moncler 1,1500 20/05/2024 22/05/2024 1,8%
Recordati 0,63 (Saldo - div. complessivo 1,2000 euro) 20/05/2024 22/05/2024 2,4%
Tenaris 0,4 dollari (Saldo - div complessivo 0,6000 dollari) 20/05/2024 22/05/2024 3,8%
Unipol Gruppo 0,3800 20/05/2024 22/05/2024 4,4%

Il 20 maggio 2024 si preannuncia come una giornata cruciale per Piazza Affari, con ben 21 società del FTSE Mib pronte a staccare il dividendo. Tra queste, spiccano nomi di rilievo come Eni, Intesa Sanpaolo, Banca Mps e BPER, che distribuiranno dividendi complessivi, tranche, acconti e saldi. Gli investitori appassionati di cedole dovrebbero segnare questa data sul calendario, poiché rappresenta un’importante opportunità di rendimento.

Secondo il calendario di Borsa Italiana, le società blue chip che staccheranno il dividendo il 20 maggio provengono da diversi settori. Nel comparto energetico, Eni distribuirà la quarta tranche del suo dividendo, mentre Tenaris pagherà il saldo di 0,4 dollari dopo l’acconto di 0,2 dollari pagato a novembre 2023. Le utilities, con A2A, ERG e Italgas, saranno protagoniste insieme a colossi del settore lusso come Brunello Cucinelli e Moncler. Anche il settore sanitario non mancherà all’appello con Amplifon e Recordati, così come il settore delle infrastrutture con INWIT e quello industriale con Interpump.

Banche italiane che staccano il dividendo a maggio

Il settore bancario italiano sarà particolarmente attivo il 20 maggio, con diverse banche pronte a distribuire dividendi. Intesa Sanpaolo (ISP) è in prima linea, avendo quasi raddoppiato il dividendo rispetto all’anno precedente. Anche Monte dei Paschi di Siena (BMPS), che ha anticipato di quasi due anni il ritorno all’utile e alla distribuzione del dividendo, sarà protagonista.

Un’altra novità è rappresentata da Mediobanca (MB), che per la prima volta introdurrà un anticipo di dividendo a maggio, pari a 0,51 euro per azione, per un valore complessivo di 421 milioni di euro. Questa decisione è in linea con il Piano Strategico 2023-2026 della banca e prevede il saldo a novembre.

BPER (BPE) e Popolare di Sondrio (BPSO), entrambe coinvolte recentemente in operazioni di consolidamento del settore, distribuiranno anch’esse dividendi il 20 maggio. Infine, non possiamo dimenticare le società del risparmio gestito come Azimut (AZM) e Finecobank (FBK), e le compagnie assicurative Generali (G) e Unipol (UNI), che contribuiranno ulteriormente a rendere il 20 maggio una giornata di grande interesse per gli investitori.

Conviene comprare azioni prima del D-Day?

La domanda cruciale per gli investitori è se convenga acquistare azioni prima del D-Day. Per rispondere, è necessario comprendere il funzionamento dei dividendi e le dinamiche di mercato che si innescano in prossimità delle date di stacco.

Il dividendo rappresenta una porzione di utile che una società distribuisce ai propri azionisti. Non tutte le società, pur essendo in utile, scelgono di distribuirlo, preferendo reinvestire gli utili o consolidare il proprio bilancio. L’approvazione della distribuzione del dividendo avviene tramite delibera del consiglio di amministrazione e ratifica da parte dell’assemblea degli azionisti.

Dal punto di vista dell’investitore, i dividendi offrono una fonte di reddito sicura e prevedibile, particolarmente apprezzata in tempi di incertezza economica e politica. Tuttavia, il giorno di stacco del dividendo, il prezzo delle azioni tende a calare di un importo pari al dividendo stesso, riflettendo la distribuzione di capitale. Questo fenomeno può scoraggiare gli investitori a breve termine ma rappresenta un’opportunità per chi guarda al lungo periodo.

Investire in azioni prima del D-Day può essere vantaggioso se si prevede che la società abbia buone prospettive di crescita e una politica di dividendi sostenibile. Un dividendo elevato può essere un segnale di buona salute aziendale, ma è importante valutare la solidità del business sottostante per evitare la cosiddetta “trappola del dividendo”. Inoltre, i dividendi sono soggetti a tassazione, con un’aliquota del 26%, che va considerata nel calcolo del rendimento netto.

In conclusione, l’acquisto di azioni prima del 20 maggio può essere una strategia efficace se supportata da un’analisi approfondita delle aziende coinvolte e delle loro prospettive future. Gli investitori dovrebbero bilanciare il desiderio di ottenere un reddito immediato con la necessità di mantenere una visione a lungo termine, valutando attentamente le condizioni di mercato e l’affidabilità delle società in cui intendono investire.