Disinfettante ritirato per rischio infezioni: marca e lotto

Marta Tedesco

26 Maggio 2020 - 15:54

L’Agenzia del Farmaco ha richiamato dei lotti di disinfettante per presenza di microbipericolosi. Ecco la marca e i lotti del medicinale ritirato e vietato.

Disinfettante ritirato per rischio infezioni: marca e lotto

Il disinfettante NEOXINAL è stato ritirato dal mercato per la possibile presenza di batteri.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha disposto il divieto di alcuni lotti del medicinale antisettico a seguito dell’allarme giunto dall’Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios (AEMPS) che ha già richiamato il prodotto.

Come riportato sul sito alla sezione “Sportello dei diritti”, alla base del ritiro, disposto a scopo precauzionale, vi è la “possibile contaminazione microbica da parte del batterio Serratia Marcescens presente nei lotti con principio attivo Clorexidina Digluconato”. La Serratia è un batterio che può provocare infezioni di entità anche gravi nell’uomo.

Ecco quali sono i lotti di disinfettante vietati e i rischi per la salute.

Disinfettante ritirato: marca e lotti a rischio

Il NEOXINAL è un medicinale utilizzato per la pulizia e la disinfezione della cute lesa, come ferite e ustioni. È un farmaco a base di Clorexidina Digluconato Soluzione, appartenente alla categoria degli antisettici e nello specifico biguanidi ed amidine. Il prodotto è commercializzato in Italia dall’azienda Nuova Farmec S.r.l. e i 4 lotti ritirati sono:

  • NEOXINAL*SOL CUT 400BUST 25ML – AIC 032812099
  • NEOXINAL ALCOL*20FL500ML0,5+70 – AIC 037894033
  • NEOXINAL ALCOL*24FL250ML0,5+70 – AIC 037894021
  • NEOXINAL ALCOL*12FL 1L 0,5+70% – AIC 037894019

Batteri nel disinfettante: i rischi per la salute

La Serratia è un genere batterico appartenente alle Enterobacteriaceae. È presente solitamente nel suolo, nelle acque di superficie o di scarico, sulle piante, negli animali (in particolare negli insetti) e nell’uomo. Le infezioni più diffuse sono quelle provocate dalla specie chiamata Serratia marcescens, sono più rare invece quelle dovute alle altre specie del batterio.

Il rischio di contrarre un’infezione da Serratia è maggiore in ambito ospedaliero, magari in seguito a un lungo ricovero, all’inserimento di cateteri o di strumenti medici che agevolano la funzionalità respiratoria, ma anche dopo trasfusioni di sangue o a seguito di infusioni endovenose contaminate.

L’infezione del batterio può provocare sintomi come febbre, brividi, insufficienza respiratoria, shock settico. Tra le malattie associate a questo tipo di infezioni si possono annoverare: infezioni al tratto respiratorio, al tratto urinario, infezioni cutanee e oculari (congiuntivite, infezioni all’occhio e al dotto lacrimale). Ma può essere causa anche di patologie più gravi come meningite, osteomielite, endocardite, otite e parotite.

L’infezione può rivelarsi particolarmente pericolosa in soggetti più fragili come gli immunodepressi, gli anziani, i bambini e le persone che hanno subito traumi. Per contrastare la Serratia generalmente viene somministrata ai pazienti una terapia antibiotica.

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