Riforma Scuola 2026: come funziona il diploma in 4 anni per istituti tecnici e professionali. Scopri il modello 4+2, i nuovi laboratori e il legame con gli ITS.
Dal prossimo anno scolastico il diploma si potrà ottenere in 4 anni, anziché 5. La novità fa parte di una riforma più ampia che investe l’istruzione tecnica e professionale ed introduce, tra le altre cose, un percorso di scuola superiore di soli quattro anni collegato a due ulteriori anni negli ITS Academy: il percorso permette di ottenere in sei anni sia il diploma che la specializzazione.
Anche se le prime sperimentazioni sono partite nell’anno scolastico 2024/2025 coinvolgendo circa 170 istituti tecnici e professionali, l’anno scolastico 2025/2026 ha visto un ampliamento degli istituti coinvolti. Per entrare a regime definitivamente, è necessario che siano emanati i decreti attuativi e l’allineamento con gli ITS Academy.
Cos’è il diploma in 4 anni?
Con la modifica prevista dalla riforma si ottiene il diploma di istituto tecnico o professionale in 4 anni. Il diploma quadriennale è equivalente a quello quinquennale per l’accesso al lavoro e consente l’iscrizione all’università o agli ITS Academy senza test d’accesso, analogamente al titolo quinquennale.
Proseguendo gli studi presso gli ITS Academy con il biennio di specializzazione si ottiene il Diploma Tecnico Superiore. Va fatto notare che nel diploma quadriennale sono garantiti gli stessi apprendimenti previsti nei percorsi di cinque anni: è diversa la distribuzione delle ore e cambiano gli obiettivi didattici. Lo studente non fa meno scuola, ma fa settimane o giornate più lunghe (o ricorre alla didattica digitale integrata) per coprire le 1056 ore mancanti del quinto anno.
Per gli istituti tecnici e per i professionali la riforma prevede meno teoria e più laboratori, in questo modo si agevola l’apprendimento sul campo. Nelle ore di laboratorio, in ogni caso, è prevista la compresenza dei docenti pratici e teorici della stessa materia. Alla lezione frontale sono alternate anche lezioni tenute con strumenti didattici innovativi. Vengono aumentate le esperienze formative in azienda e sono previsti, in alcuni casi, anche contratti di apprendistato.
Allinearsi alle richieste del mercato del lavoro
L’obiettivo della riforma è quello di allineare le competenze acquisite dagli studenti con quelle richieste dal mercato del lavoro e per farlo la suddivisione dell’istruzione tecnica viene suddivisa in due settori:
- quello economico (amministrazione, finanza e marketing, turismo, beni culturali e ambientali);
- quello tecnologico-ambientale che sarà suddiviso nelle seguenti aree:
- meccanica, meccatronica ed energia;
- trasporti e logistica (con articolazioni che spaziano dalle costruzioni aeronautiche alla conduzione di apparati marittimi);
- elettronica ed elettrotecnica;
- informatica e telecomunicazioni;
- grafica e comunicazione;
- chimica, materiali e biotecnologie;
- sistema moda;
- agraria, agroalimentare e agroindustria;
- costruzioni, ambiente e territorio.
Per ognuno degli indirizzi i quadri orari sono suddivisi tra area di indirizzo generale, comune, e area di indirizzo flessibile.
4 anni, ma stesse ore
Il monte ore del quinto anno (1056 ore) viene spalmato sui quattro anni precedenti: il tempo scuola, quindi, non viene tagliato ma compresso nei 4 anni necessari all’ottenimento del diploma.
La scuola mantiene una quota ore di autonomia che cresce: 66 ore in prima per arrivare alle 231 ore dell’ultimo anno. Questa quota ore viene utilizzata per attività legate a progetti specifici, laboratori e territorio.
L’elemento chiave della riforma, in ogni caso, è il coinvolgimento del mondo del lavoro. Esperti delle imprese entreranno in aula per partecipare alle progettazioni dei corsi. Inoltre viene prevista la nascita dei campus, ovvero delle reti che collegano gli istituti agli ITS Academy, università, imprese e centri di formazione.
Gli impatti post diploma
Quest’ultima integrazione serve a fare in modo che dal diploma alla specializzazione lo studente segua un percorso continuo e che le dieci aree tecnologiche degli ITS Academy siano collegate riducendo il divario tra le competenze fornite dalla scuola e quelle richieste dal mercato del lavoro. In questo modo i percorsi di studio riescono a soddisfare anche le richieste delle professioni emergenti.
Lo scopo principale della riforma è quello di rendere i percorsi di studio coerenti con le esigenze locali e nazionale e garantire ai giovani una maggiore possibilità di trovare un’occupazione qualificata potendo scegliere, dopo il diploma, se entrare nel mondo del lavoro, iscriversi all’università o proseguire gli studi con gli ITS Academy.
In questo modo gli istituti tecnici e professionali si trasformano in una vera e propria filiera formativa che sforna studenti con competenze avanzate in soli 4 anni di studio.
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