DiMartedì e #Cartabianca: tiene banco la bocciatura UE, ma Di Maio mostra tranquillità

Un martedì 23 ottobre ricco sul fronte talk, con la bocciatura della manovra di bilancio italiana da parte dell’UE a tenere banco a #Cartabianca e DiMartedì. Di Maio da Floris: “C’è tempo”

DiMartedì e #Cartabianca: tiene banco la bocciatura UE, ma Di Maio mostra tranquillità

Un martedì particolarmente pieno sul fronte talk show questa sera.

Tra Mediaset e Rai, infatti, sono di scena in contemporanea due delle trasmissioni più seguite, maggiormente in grado di catalizzare al loro interno le principali figure politiche del momento, con uno sguardo attento alla cronaca più discussa.

Rai 3 offre una nuova puntata del contenitore giornalistico #Cartabianca, diretto da Bianca Berlinguer, mentre La 7 con il suo DiMartedì dà spazio ancora una volta a una folta schiera di politici di diverse appartenenze, a partire dalle 21,15 con la conduzione di Giovanni Floris.

DiMartedì: il vicepremier Di Maio non preoccupato dalla bocciatura UE

Tra gli ospiti di Giovanni Floris su La7 a DiMartedì Massimo Bitonci, Elsa Fornero, Cesare Damiano ed Eugenio Scalfari.

Proprio quest’ultimo, firma storica del quotidiano Repubblica, ha speso in apertura di trasmissione parole molto chiare, riferite al Pd e al Movimento 5 Stelle.
Secondo Scalfari infatti il populismo di Salvini ha preso piede proprio grazie alla disillusione di tanti elettori del Partito democratico “che non ne potevano più di un Renzi al comando da solo”.

Di conseguenza - ha continuato il giornalista - se nel Partito democratico le cose cambiassero sarebbero in molti a voltare le spalle a Di Maio, che identifica implicitamente sulla stessa linea del leader della lega.

Atteso anche l’intervento di Marco Travaglio, oggi condannato a pagare un risarcimento di 95.000 euro per le parole del Fatto Quotidiano su Tiziano Renzi. Travaglio ha sottolineato l’importanza della reazione sui mercati dopo il no alla manovra italiana da parte della UE.

Questione che apre all’ospite della serata che, per questioni di ruolo, spicca su tutti gli altri, ovvero il vicepremier Luigi Di Maio, che ha tutti gli occhi puntati addosso dopo la bocciatura della manovra di bilancio da parte della UE.

Si tratta infatti di una mossa senza precedenti, in grado di spingere in basso i mercati di tutto il mondo e di generare nemerosi interrogativi e preoccupazioni sul governo 5 Stelle-Lega, che entro tre settimane dovrà modificare e poi ripresentare la manovra a Bruxelles.

Il ministro del lavoro ha spiegato che “non arriveranno le cavallette” a seguito della bocciatura dell’Ue, e l’esecutivo avrà tempo per interloquire con la Commissione.

Di Maio ha inoltre evidenziato l’importanza di una vera fine all’epoca dell’austerity, con la restituzione di risorse agli italiani che possano portare alla spinta sempre più intensa verso una crescita.

Chiare le parole del vicepremier sulla questione moneta unica, con un intervento tutt’altro che euroscettico:

“Finché ci sarà il M5S non usciremo dall’euro, non ci sono i numeri né la volontà. A breve ci saranno le elezioni europee e non sono solo gli italiani a non essere d’accordo con le politiche di Bruxelles. I mercati vogliono molto più bene all’Italia di quanto gliene vogliano molti commissari dell’Unione Europea”.

Un Luigi Di Maio che ha parlato anche di reddito di cittadinanza, rispondendo indirettamente alle critiche di chi lo vedrebbe come un provvedimento pro-fannulloni, sottolineando come si tratti di una misura che - al contrario - “ruota intorno al lavoro”, e tutti quelli che ne beneficeranno avranno dei “doveri nei confronti dello Stato”.

#Cartabianca: 6 italiani su 2 vogliono restare nell’euro

Anche il consueto appuntamento su Rai 3 con #Cartabianca, diretto da Bianca Berlinguer, sta offrendo diversi spunti relativi alla bocciatura odierna della manovra di bilancio italiana da parte della UE.

Connesso a quest’ultima, appare particolarmente rilevante finora un sondaggio che mostra come, al momento, il rapporto tra contrari e favorevoli all’uscita dell’euro in Italia sia circa di 6 a 2.

Si assesta infatti al 64% la quota di italiani che vorrebbero restare tra il novero di Paesi che hanno in adozione la moneta unica, contro il 22% che intende uscire al più presto dall’Eurozona e un 11% che non ha una precisa opinione sulla cosa.

Intanto c’è attesa per nuove analisi del caso Cucchi nello studio di Bianca Berlinguer. Il tutto dopo la seguitissima intervista alla sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, realizzata la scorsa settimana, e l’emergere di un nuovo nome nel registro degli indagati per falso, quello appartenente al maggiore Luciano Soligo, che al momento copre il ruolo di comandante della compagnia Talenti Montesacro, una zona della capitale.

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Argomenti:

Italia Luigi Di Maio

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