Differenza tra diffamazione e calunnia

Anche se apparentemente possono sembrare simili, ci sono delle nette differenze tra diffamazione e calunnia. Ecco qual è il loro significato e perché è importante non confonderle.

Differenza tra diffamazione e calunnia

Spesso si rischia di confondere il significato della diffamazione con quello della calunnia; d’altronde queste due figure giuridiche sono molto simili tra di loro dal momento che entrambe fanno riferimento al concetto di reputazione dell’individuo.

Tuttavia anche se diffamazione e calunnia possono sembrare simili presentano delle differenze sostanziali tra di loro, tant’è che queste figure sono descritte in due diversi articoli del Codice Penale. La prima infatti è un reato contro la persona, mentre la seconda contro l’amministrazione della giustizia.

Capire quando si può parlare di diffamazione e quando invece si tratta di calunnia è molto importante, così da sapere come muoversi nel caso in cui la vostra reputazione rischi da essere danneggiata da un’offesa o da un’accusa mossa nei vostri confronti.

Vediamo quindi in quali casi è opportuno presentare una querela per diffamazione e quando invece dovete difendervi contro una calunnia.

Significato diffamazione

L’articolo 595 del Codice Penale descrive il delitto di diffamazione come quel comportamento messo in atto da colui che offende l’altrui reputazione in assenza della persona offesa e in presenza di almeno altre due persone.

Come anticipato il bene giuridico che viene tutelato dal reato di diffamazione è la reputazione, ovvero l’opinione sociale dell’onore di una persona.

Per questo motivo a chi è vittima di diffamazione è consentito difendersi presentando una querela; è importante ricordare, infatti, che il reato di diffamazione non è procedibile d’ufficio dal momento che per poter avviare un procedimento penale (e di conseguenza per avere una condanna) è necessario che si proceda con l’istanza di punizione davanti all’autorità giudiziaria (presentando quindi una denuncia o una querela). Nel dettaglio, la querela è consentita entro i tre mesi da quando la vittima della diffamazione è venuta a conoscenza del fatto contestato.

Il reato di diffamazione è punito con una pena pecuniaria di importo variabile dai 258€ ai 2.582€; inoltre, nel caso in cui l’offesa contestata consista nell’attribuzione di un fatto determinato in alternativa alla pena pecuniaria c’è quella che consiste nella permanenza domiciliare da 6 a 30 giorni, ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da 10 giorni a 3 mesi.

Infine, qualora l’offesa sia stata recato col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità la pena è della reclusione da 6 mesi a 3 anni o una multa di importo non inferiore ai 516€.

Significato della calunnia

Dalla diffamazione bisogna distinguere la calunnia. In questo caso la reputazione della vittima non viene lesa per colpa di alcune offese pronunciate in presenza di due o più persone; per esserci calunnia, infatti, è necessario che una persona vi incolpi di un determinato reato presentando una denuncia o una querela contro di voi, pur sapendo che siete innocenti.

A tal proposito la giurisprudenza ha chiarito più volte che per esserci calunnia non è necessario che il procedimento penale nei confronti della persona innocente sia effettivamente iniziato, dal momento che è sufficiente la mera “potenzialità che un tale procedimento si avvii” (quindi basta la denuncia o la querela).

Si ha calunnia anche quando una persona simula a carico di un’altra le tracce di un reato.

Descritto dall’articolo 368 del Codice Penale il reato di calunnia è punito con una sanzione molto severa, ovvero con la reclusione da 2 a 6 anni. La pena inoltre viene aumentata nel caso in cui si incolpi qualcuno di un reato particolarmente grave: nel dettaglio, se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a 5 anni la sanzione prevede la reclusione da 4 a 12 anni, mentre se dal fatto deriva una condanna all’ergastolo la reclusione va dai 6 ai 20 anni.

C’è un’altra differenza sostanziale tra diffamazione e calunnia: quest’ultima è procedibile anche d’ufficio, quindi non è necessario che la persona offesa presenti a sua volta una querela all’autorità giudiziaria per dare avvio al procedimento penale. Inoltre, a differenza della diffamazione, è procedibile d’ufficio anche oltre il termine dei 3 mesi.

Bisogna ricordare, però, che affinché ci sia la condanna per il reato di calunnia è necessario dimostrare non solo che le accuse nei vostri confronti non siano fondate, ma anche che colui che vi ha incolpato fosse certo della vostra innocenza. Solo in tal caso, infatti, sarà possibile ricevere un risarcimento per il danno subito dal condannato per calunnia.

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