L’argento ha superato per la prima volta nella storia quota 90 dollari l’oncia. Ma dietro questa quotazione record si nasconde un rischio.
Il 2026 si sta rivelando l’anno dei record per l’argento, che per la prima volta nella storia ha superato quota 90 dollari l’oncia. Dall’inizio dell’anno la quotazione del metallo è salita del 26% e, rispetto al 2025, ha fatto segnare un impressionante +145%. Se è vero che il 2025 è stato un anno record per i metalli preziosi, i numeri dell’oro restano inferiori a quelli dell’argento: il bene rifugio per eccellenza ha registrato un +7% da inizio 2026 e un +65% nel corso del 2025. Insomma, l’argento sta performando decisamente meglio dell’oro e sempre più investitori iniziano a chiedersi se possa davvero diventare un bene rifugio contro l’inflazione, al pari del metallo giallo.
L’oro, da millenni, garantisce a chi lo possiede una riserva di valore, grazie a una quotazione storicamente stabile e a una naturale resistenza alla svalutazione. L’argento, invece, è sempre stato considerato il «fratello minore» dell’oro: un metallo secondario, con minori volumi di scambio e una volatilità più marcata, che ne ha limitato il ruolo come asset di protezione. Tuttavia, negli ultimi anni la situazione è cambiata in modo significativo.
Perché il valore dell’argento sta crescendo
La quotazione dell’argento sta salendo con forza per una serie di motivi strutturali. In primo luogo, la domanda è in costante crescita grazie al suo utilizzo in settori chiave della transizione energetica e dell’intelligenza artificiale, come pannelli fotovoltaici, batterie per auto elettriche e microprocessori. Si tratta di comparti in rapida espansione che richiedono sempre maggiori quantità di questo metallo. In secondo luogo, l’estrazione di argento resta relativamente contenuta rispetto a quella dell’oro, anche a causa dei prezzi bassi degli anni passati, che hanno reso poco conveniente investire in nuovi progetti minerari. Guardando al lungo periodo, l’argento ha registrato una crescita del 540% in dieci anni, del 900% in vent’anni e addirittura del 1.535% in trent’anni.
Dall’inizio del 2026 le quotazioni dell’argento sono ulteriormente aumentate, soprattutto dopo le tensioni geopolitiche emerse in Venezuela e in Iran, che hanno contribuito ad alimentare l’incertezza sui mercati globali.
Cosa potrebbe far crollare la quotazione dell’argento
Secondo alcune voci di mercato, i prezzi di argento e oro potrebbero continuare a salire: tra gli analisti c’è chi ipotizza un possibile raggiungimento dei 150 dollari l’oncia per l’argento nei prossimi mesi. Nel lungo periodo, però, altri esperti prevedono scenari differenti, con l’argento intorno ai 70 dollari l’oncia e l’oro sui 4.000 dollari, ipotesi che implicherebbero un calo anche superiore al 25% rispetto ai livelli attuali. L’interesse crescente ha spinto anche gli ETF legati ai metalli preziosi, ma resta una domanda centrale: cosa potrebbe frenare l’ascesa delle quotazioni di oro e argento? Secondo gli esperti non tanto le politiche della Federal Reserve, quanto un brusco rafforzamento del dollaro, che avrebbe un impatto negativo sui prezzi delle materie prime. Per questo motivo, chi investe oggi in questi metalli a valori così elevati dovrebbe muoversi con cautela: il futuro potrebbe rivelarsi più doloroso del previsto.
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