Chi non ha ancora allacciato le utenze in un immobile deve pagare l’Imu? Con l’avvicinarsi della scadenza dell’acconto Imu, che va versato inderogabilmente entro il 16 giugno 2025, capire quando l’imposta va versata e quando no appare importantissimo. Le esenzioni previste per l’Imu sono molteplici, ma esiste uno sconto o un esonero per chi ha una casa non considerata abitabile perché priva delle utenze domestiche?
Sono obbligati a pagare l’Imu tutti i cittadini che detengono la proprietà di un immobile diverso dall’abitazione principale non di lusso a qualsiasi titolo. L’imposta, di fatto, non deve essere versata solo e sempre sui proprietari ma anche da eventuali comodatari, usufruttuari o eventuali coniugi separati e divorziati con diritto di abitazione. L’imposta si paga quasi sempre sulle seconde case, tranne in rare eccezioni previste dalla legge o dalle delibere comunali, in cui sono previste esenzioni o riduzioni.
Il dubbio principale, proprio riguardo le esenzioni, potrebbe nascere per le case considerate inabitabili e per quelle per le quali il proprietario non allaccia le utenze primarie (acqua luce e gas).
Cos’è l’Imu e quando si paga?
L’Imu è una tassa sul possesso dell’immobile e sono tenuti al pagamento tutti coloro che hanno diritto di proprietà degli immobili diversi dall’abitazione principale non di lusso. L’Imu, quindi, non si paga sulla casa in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno stabilito la propria residenza (anche se sono previste esenzioni per assimilazione all’abitazione principale anche per gli immobili in cui non si ha la residenza).
Le abitazioni principali a non essere esenti sono quelli che appartengono alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Le seconde case, invece, generalmente sono assoggettate al pagamento (anche in questo caso sono previste esenzioni e riduzioni in casi particolari).
Sulle seconde case l’Imu è quasi sempre dovuta.
In ogni caso l’Imu non è mai soggetta all’abitabilità dell’immobile, o almeno non come si intende nel caso della mancanza dell’allaccio delle utenze domestiche. Senza un’utenza di luce, acqua e gas vivere in un immobile se non impossibile è difficile: si tratta delle utenze principali, quelle che sono considerate fondamentali per abitare in una casa. Ma la loro assenza non incide sul dovere di pagare l’Imu. La casa non abitabile ai fini Imu, infatti, è una fattispecie particolare che poco ha a che vedere con l’assenza delle utenze domestiche.
Sono esentati dal pagamento dell’Imu solo quegli immobili che risulta essere accatastati con la categoria F/2 e che risultano nella fattispecie dei fabbricati collabenti. Si tratta, di fatto, di un’unità immobiliari non agibili e che il proprietario non può utilizzare perché pericolanti o in dissesto (si tratta dei fabbricati che sono paragonabili a un rudere). Si tratta di immobili parzialmente demoliti, pericolanti, con danni alle strutture molto ingenti.
In questo caso, non essendo l’immobile idoneo all’utilizzo abitativo (anche per l’integrità e la sicurezza di chi lo andrebbe ad abitare) non ha rilevanza ai fini Imu e l’imposta, quindi, non è dovuta. Ma solo in questo caso si può non pagare l’Imu per non “abitabilità” dell’immobile.
La normativa della Tari
Potrebbe risultare facile, quando si parla di mancato allaccio delle utenze, fare confusione con la normativa che regola la Tari. Se l’immobile non è abitato, e la cosa può essere desunta proprio dalla mancanza dell’allaccio delle utenze domestiche, di conseguenza, non può generare rifiuti. In molti Comuni per questa tipologia di immobili è prevista l’esenzione dal pagamento della tassa sulla spazzatura (visto che se l’immobile non è abitato non produce immondizia).
Lo stesso criterio non vale per l’Imu che si basa solo e unicamente sul possesso dell’immobile, un po’ come il bollo auto. Non è che se un veicolo non circola per un anno e rimane chiuso in garage perché è senza ruote, il bollo auto non è dovuto. Si deve pagare lo stesso.
La medesima cosa avviene per le case: se non si allacciano le utenze la proprietà l’Imu deve essere pagata in ogni caso, l’imposta, di fatto, è dovuta dal mese successivo a quello in cui si entra in possesso dell’immobile. Questo indipendentemente da quando si allacciano l’utenza elettrica, quella del gas e quella dell’acqua. La mancanza dell’allaccio delle utenze, al più, può garantire l’esenzione dal pagamento della Tari, ma non dall’Imu.