Ron De Santis ha scelto un tema nazionale cruciale su cui impostare la sua campagna nazionale per le primarie, convinto che sia anche vincente, poi, per l’elettorato in generale: la difesa dell’ordine pubblico, nella doppia declinazione della lotta ai clandestini alle frontiere e della repressione della criminalità domestica. Law & Order, insomma, lo slogan popolare tra i cittadini che le politiche lassiste dei liberal e della sinistra hanno reso una bandiera dei conservatori.
L’ultima mossa del governatore della Florida è stato l’annuncio di una coalizione di 90 sceriffi in nove Stati che hanno dichiarato di volersi dedicare alla soluzione della crisi ai confini sotto la sua leadership, offrendogli quindi un endorsement esplicito di peso. Negli USA, lo sceriffo è un importante ufficiale della Contea incaricato di compiti giudiziari, tra i quali l’esecuzione dei processi e degli ordini delle corti e dei giudici. Le Contee, secondo livello amministrativo locale degli Stati Uniti, sono suddivisioni territoriali degli Stati dai quali dipendono direttamente. Tra i compiti degli sceriffi c’è quello di prendersi cura dei prigionieri, di fare i supervisori delle giurie, di prevenire le infrazioni che minano la pace sociale. Di norma la carica di sceriffo è elettiva, e ci sono Stati le cui leggi richiedono ai candidati certe qualifiche. Gli sceriffi eletti sono quindi politicamente importanti, in quanto direttamente responsabili verso i cittadini della propria Contea, verso la Costituzione del loro Stato e, da ultimo, verso la Costituzione degli Stati Uniti. Le responsabilità operative specifiche degli sceriffi e delle loro agenzie variano da Contea a Contea: molti, per esempio, hanno il ruolo di capi della polizia locale e spesso sono incaricati di gestire le prigioni e di garantire la sicurezza delle sedi governative.
L’essersi assicurato l’appoggio di questa larga coalizione di ufficiali in nove Stati (Florida, California, Colorado, Sud Dakota, Maryland, Illinois, New York, Arizona e Oregon) è un primo successo significativo di DeSantis sul tema della sicurezza. In una dichiarazione di sostegno al governatore della Florida, gli sceriffi hanno sostenuto che “il governo federale ha fallito nella sua responsabilità di assicurare i confini della nostra nazione”, e hanno citato il record dei 2,4 milioni di migranti fermati nell’anno fiscale 2022 (da inizio ottobre 2021 a fine settembre 2022) e gli oltre 1,6 milioni fermati, finora, nel 2023.
«Le conseguenze dell’abdicazione del governo federale si fanno sentire in tutta la nazione. Cartelli e membri di bande stanno portando livelli record di fentanyl e altre droghe nelle nostre comunità mentre i nostri ufficiali lavorano 24 ore su 24 per combattere queste istituzioni criminali»,
hanno affermano nella loro dichiarazione di sostegno a DeSantis.
«Come sceriffi, siamo grati che la Florida abbia riconosciuto la crisi al nostro confine e stiamo collaborando con il Sunshine State (Stato del Sole ndr) per riportare la legge e l’ordine nelle nostre strade».
Gli sceriffi hanno elogiato DeSantis per aver creato una task force anti-contrabbando, schierato le forze dell’ordine, tra cui la Guardia Nazionale e le pattuglie di agenti sulle autostradale fino al confine, e lanciato il programma per il trasporto degli immigrati clandestini nelle giurisdizioni “santuario” (quelle amministrazioni che ‘proteggono’ gli irregolari non collaborando con gli agenti federali che hanno il compito di perseguirli e incriminarli per il reato di ingresso illecito in America).
«È un peccato che il governo federale abbia effettivamente abbandonato gli Stati di confine e li abbia costretti, come avviene in Florida, ad affrontare da soli questo fardello. Non possiamo più stare immobili a guardare la nostra nazione invasa dall’attività delle bande, e colpita dalla violenza legata alla droga»,
hanno affermato gli sceriffi.
"Chiediamo alle altre forze dell’ordine di fare lo stesso”.
In una dichiarazione di sostegno, DeSantis ha spiegato che l’immigrazione illegale «non ha solo devastato le comunità lungo il confine meridionale, ma ha danneggiato gli Stati in tutto il paese con l’afflusso mortale della droga fentanyl portata dai cartelli dello spaccio, e con l’innalzamento dei tassi di criminalità violenta. Sono orgoglioso di lavorare con questo gruppo, iniziale e in crescita, di leader delle forze dell’ordine, e di mettere a disposizione le risorse e la leadership della Florida per la soluzione di questo problema nazionale».
Per capire la gravità del problema della diffusione del fentanyl, droga prodotta in Cina, si deve sapere che è cinquanta volte più potente dell’eroina e 100 volte più forte della morfina, e può essere prescritto come antidolorifico o anestetico. Ma, usato illegalmente, è stato collegato a quasi 1.700 overdose mortali nel solo Texas nel 2021. La Drug Enforcement Administration (DEA) ha riferito che i suoi test di laboratorio dell’anno scorso hanno rivelato che sei su 10 pillole di fentanyl contengono una dose potenzialmente letale - rispetto a quattro su 10 nel 2021. Dal marzo del 2021, secondo l’ufficio del governatore, gli sforzi congiunti delle truppe del Dipartimento della pubblica sicurezza (DPS) del Texas, degli investigatori criminali e degli specialisti dell’intelligence dedicati alle operazioni di frontiera hanno portato al sequestro di oltre 342 milioni di dosi letali di fentanyl.
La dimensione della crisi lungo l’intero confine con il Messico è impressionante e DeSantis ha fatto una visita in loco alcune settimane fa, tenendo una tavola rotonda con sceriffi di vari Stati e ricevendo briefing confidenziali da ufficiali di frontiera e da pubblici ministeri. Se eletto, ha promesso di dichiarare l’emergenza nazionale, di riprendere la costruzione del muro e di ripristinare la politica “Remain-in-Mexico" (quella negoziata da Trump, e cancellata da Biden, che obbligava i migranti a rimanere in Messico durante la procedura di concessione dell’asilo).
A maggio, DeSantis aveva firmato una legge contro l’immigrazione illegale approvata dal parlamento della Florida a maggioranza repubblicana, che inasprisce le sanzioni contro il contrabbando, impone ai datori di lavoro di verificare la cittadinanza dei dipendenti e impedisce ai comuni di rilasciare documenti d’identità a chi si trova nel paese illegalmente.
Un’altra iniziativa di rilievo del governatore Law & Order è stata l’assunzione di poliziotti dagli altri Stati. Esattamente un anno fa, DeSantis aveva annunciato una campagna di reclutamento sul piano nazionale, offrendo 5mila dollari netti di bonus a chi si trasferisce in Florida per fare il poliziotto. Il 26 giugno, DeSantis ha comunicato il bilancio del primo anno del programma, che ha già investito oltre 15 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza: lo Stato ha infatti riconosciuto 2265 bonus a nuove reclute o ad agenti già in servizio, provenienti da 48 Stati e da due Territori. Gli arrivi da California, New York e Pennsylvania sono stati 230, parte di quella sempre più ampia migrazione di americani verso lo Stato del Sole, un trend che offre a DeSantis un forte argomento di propaganda. Soprattutto contro Donald Trump, che di recente ha attaccato la Florida chiamandolo uno stato fallito (e dove lui, ridicolo nella sua contraddizione, ha peraltro scelto di risiedere dal 2019).