Dengue, allarme Oms: “Metà della popolazione a rischio”, ecco a quali zanzare fare attenzione

Ilena D’Errico

21/04/2023

Virus dengue, i contagi salgono esponenzialmente e l’Oms lancia l’allarme. Almeno metà di tutta la popolazione mondiale è a rischio contagio, ecco perché e quali sono le zanzare vettrici.

Dengue, allarme Oms: “Metà della popolazione a rischio”, ecco a quali zanzare fare attenzione

La situazione legata al virus dengue è rapidamente peggiorata, tanto che l’Oms ha ufficialmente lanciato l’allarme. Il tasso di contagio della dengue è stato monitorato con rinnovata attenzione in Italia già dall’inizio di questo mese, per l’appunto quando c’è stato un contagio nel nostro paese. Allora, però, la preoccupazione era decisamente contenuta, trattandosi di un virus di importazione. Nonostante ciò, la diffusione è andata contro le previsioni e ora si considera almeno metà della popolazione a rischio.

La vera e propria emergenza è concentrata per il momento in Argentina, dove quest’anno si contano già 41.257 casi di cui ben 39 decessi. Il tasso di contagio è dunque cresciuto esponenzialmente e di preciso è pari a un incremento del 48,4% rispetto al 2020. Secondo il ministero della Salute argentino tutti i campioni studiati erano stati infetti dal sierotipo Denv-2, originario del Sud-est asiatico, che fino a quest’anno circolava soltanto in Perù e Brasile.

L’Organizzazione mondiale della sanità qualche giorno fa ha lanciato un allarme internazionale, proprio per la rilevata incidenza delle infezioni causate dagli arbovirus, tra cui proprio la dengue (ma anche zika e chingungunya). Le stime dell’Oms riportano circa 390 milioni di persone colpite in tutto il mondo, con un numero di contagi annuali stimato da 100 a 400 milioni. La malattia non è comunque preoccupante per le persone sane, nelle quali la maggior parte delle volte si risolve (in circa 2 settimane) senza causare danni. L’attenzione si rivolge più che altro ai soggetti fragili, ad esempio portatori di malattie cardiovascolari o diabete.

Virus Dengue in Italia, come si diffonde e a quali zanzare fare attenzione

La dengue non si trasmette da uomo a uomo, ma solo tramite la puntura di una zanzara che ha precedentemente punto una persona infetta. Le zanzare trasportatrici del virus sono per lo più l’Aedes aegypti (la zanzara della febbre gialla) e l’Aedes albopictus (la zanzara tigre).

La zanzara della febbre gialla è il principale vettore della dengue ed è presente esclusivamente nelle regioni tropicali, dunque non in Italia. Non è invece da sottovalutare la zanzara tigre, essendosi ormai diffusa procacemente in tutta l’Europa meridionale e considerando che il clima italiano risulta particolarmente favorevole alla proliferazione delle zanzare pericolose.

Di conseguenza, il rischio di un paese è direttamente proporzionale alla presenza delle zanzare vettrici. Alla luce di ciò, i paesi più a rischio sono:

  • Brasile;
  • Australia;
  • Colombia;
  • Indonesia;
  • Vietnam.

Alla luce di ciò, nel 2024 in queste zone la World mosquito program rilascerà delle zanzare geneticamente modificate, portatrici di un batterio che impedisce il contagio della dengue, in grado di proteggere da questo tipo di malattie fino a 70 milioni di persone.

Rischio Dengue, prevenzione, cure e vaccino

La strategia migliore per affrontare i contagi da dengue consiste nella prevenzione, mancando una cura specifica per questo virus. Nella maggior parte dei casi, i pazienti contagiati sono infatti trattati con farmaci adatti ad alleviare i sintomi causati dall’infezione, come antipiretici per la febbre. La prevenzione rappresenta quindi uno strumento fondamentale, soprattutto per tutelare i soggetti più fragili, per i quali un contagio potrebbe avere conseguenze disastrose.

Per via del modo in cui avviene il contagio, la prevenzione consiste principalmente nell’adozione di strategie per evitare le punture di zanzara. Si raccomanda quindi l’uso di repellenti, abiti adatti e zanzariere, oltre alla rimozione delle acque stagnanti e alla disinfestazione dei luoghi colpiti. In ogni caso, l’Agenzia europea per il farmaco (Ema) ha approvato un nuovo vaccino specifico che potrebbe coprire buona parte della popolazione, nel dettaglio a partire dai 4 anni fino alla terza età, passando per l’età adulta.

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