Decreto Rilancio è anticostituzionale? I nuovi superpoteri di Gualtieri

Ecco quali sono i poteri assegnati al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri attraverso il Decreto Rilancio, sui quali sorgono alcuni dubbi di costituzionalità.

Decreto Rilancio è anticostituzionale? I nuovi superpoteri di Gualtieri

Tra le diverse misure previste dal Decreto Rilancio dello scorso 19 maggio, ce n’è una che sembra far sorgere qualche dubbio costituzionale riguardo i poteri del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. Si tratta del comma 8 contenuto all’interno dell’articolo 265 del Decreto, in cui viene riportato che al Ministero dell’Economia spetta il ruolo di monitorare e quindi ottimizzare le risorse disponibili, permettendo di rimodularle in maniera autonoma tramite propri decreti.

I nuovi poteri di Gualtieri nel Decreto Rilancio

Secondo Stefano Ceccanti, costituzionalista, senatore del Partito Democratico e, quindi, compagno di partito dello stesso Gualtieri, con questa norma si crea un problema istituzionale. Ceccanti ci tiene a ribadire che la sua non è una delle tante polemiche a cui siamo stati abituati nel centrosinistra. Ma, sostiene, nonostante le competenze e le capacità del ministro, questi non può prevalere sul Parlamento su temi così rilevanti dal punto di vista socio-economico del Paese.

Secondo questa interpretazione, attraverso il decreto il titolare del dicastero di Via XX settembre potrebbe assumere un ruolo di “primus inter pares” nei confronti degli altri ministri, valutando per ciascuno di essi il volume delle risorse a cui attingere per raggiungere i propri obiettivi.

Il Ministero dell’Economia respinge le accuse

Il Ministero dell’Economia respinge però al mittente tali accuse, sostenendo che non si tratta di “superpoteri” e non ci sarà alcun tipo di discrezionalità su come allocare le disponibilità economiche del Governo. Anzi, questa è la spiegazione del MEF, grazie a questo strumento sarà più semplice e più veloce erogare i fondi a chi ne ha necessità. Nella nota si rigetta anche qualsiasi riferimento alla discrezionalità, poiché eventuali variazioni saranno direttamente collegate a quanto già approvato e stabilito in sede legislativa.

Il silenzio dell’opposizione

Se da una parte ci si può sorprendere che questa rilevazione sia stata fatta da un parlamentare alla maggioranza di governo, stupisce ancora di più il silenzio dei partiti di opposizione rispetto ad un punto così importante. Soprattutto se si pensa alle polemiche che Salvini e Meloni indirizzano ogni giorno al governo, accusandolo di aver assunto una linea autoritaria approfittando dell’emergenza COVID-19.

La maggioranza torna a compattarsi

Intanto, a parte la voce solitaria del senatore dem, la maggioranza sembra fare quadrato attorno a Conte e Gualtieri, mostrando una compattezza che ultimamente sembrava aver perso, dopo le polemiche consumatesi dei giorni scorsi tra i vari partiti della coalizione giallo-rossa.

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