I David di Donatello sono i premi più prestigiosi del nostro cinema. Ma da dove nasce la cerimonia e, soprattutto, quanto vale davvero la statuetta?
Ieri sera si è alzato il sipario sulla 71esima edizione dei David di Donatello 2026, la più importante manifestazione dedicata al cinema italiano. La cerimonia degli oscar italiani è andata in scena il 6 maggio al Teatro 23 di Cinecittà a Roma, celebrando i protagonisti della stagione cinematografica appena conclusa.
A condurre la serata sono stati per la prima volta Flavio Insinna e Bianca Balti, che hanno accompagnato il pubblico tra premi, omaggi e riconoscimenti ai migliori film italiani dell’anno.
Il cinema italiano continua ad attraversare una fase complessa, soprattutto sul fronte delle sale cinematografiche, ma eventi come i David di Donatello rappresentano ancora una vetrina fondamentale per tutto il comparto audiovisivo italiano, dai registi agli attori fino alle maestranze tecniche.
E se da una parte la cerimonia accende i riflettori sui grandi vincitori dell’anno, dall’altra continua a incuriosire anche il valore del premio più ambito della manifestazione. Ma quanto vale davvero la statuetta del David di Donatello?
David di Donatello: le origini del premio
Il David di Donatello è considerato il premio più prestigioso del cinema italiano, assegnato ogni anno ai migliori film, documentari e cortometraggi italiani e internazionali. Ogni categoria prevede diverse candidature, ma il riconoscimento più ambito resta quello per il miglior film italiano.
La storia del premio nasce nel 1950, quando a Roma venne fondato l’Open Gate Club. Il simbolo iniziale era una porta aperta, immagine che rappresentava la rinascita artistica e culturale dell’Italia del dopoguerra e il ritorno della Capitale come centro del cinema internazionale.
La cerimonia venne ufficializzata nel 1955 e la prima edizione ebbe luogo nel 1956. I criteri di assegnazione si ispiravano a quelli degli Oscar hollywoodiani, ma il simbolo scelto per la manifestazione italiana fu il celebre David scolpito da Donatello.
Ancora oggi il premio mantiene lo stesso obiettivo delle origini: “stimolare la competizione nel campo industriale, tecnico ed artistico della produzione cinematografica” italiana e straniera.
Quanto vale la statuetta?
Il vincitore di un David di Donatello non riceve un premio economico in denaro, ma conquista una delle statuette più prestigiose del panorama cinematografico europeo. Il vero ritorno è soprattutto in termini di visibilità, prestigio e riconoscimento professionale.
La statuetta ha però anche un importante valore materiale. Realizzata da Bulgari, è una produzione artigianale ispirata al celebre David rinascimentale e costruita con materiali di pregio.
Il corpo della statuina è realizzato in ottone, pesa circa 1150 grammi ed è alto 21,8 centimetri. La base invece è in marmo bianco impiallacciato con malachite e pesa circa 1050 grammi. Complessivamente il premio raggiunge i 2200 grammi per un’altezza totale di 30,3 centimetri.
Non esiste una stima ufficiale precisa sul suo prezzo, ma il valore della statuetta è considerato molto elevato sia per il lavoro artigianale necessario alla sua realizzazione sia per il prestigio storico e simbolico legato alla manifestazione.
La produzione del David richiede infatti diverse elaborate fasi di lavorazione. Si parte dal modello in cera ottenuto tramite calco, successivamente rifinito per eliminare imperfezioni e dettagli superflui.
Il modello viene poi immerso in una soluzione gessosa per creare il calco definitivo all’interno del quale viene colato il metallo liquido che darà forma alla statuetta.
Dopo il raffreddamento, il David viene estratto e sottoposto ai processi di lucidatura, cesellatura e doratura galvanica. L’ultima fase è quella del processo di “invecchiamento”, che dona alla statuetta il caratteristico aspetto elegante e vissuto.
David di Donatello 2026: i vincitori della serata
Il grande trionfatore della 71^ edizione dei David di Donatello 2026 è stato Le città di pianura di Francesco Sossai, che ha dominato la cerimonia conquistando otto statuette. Il film ha vinto i premi più importanti della serata, tra cui miglior film e miglior regia, oltre ai David per migliore sceneggiatura originale, miglior produttore, miglior casting, miglior montaggio e migliore canzone originale con “Ti” di Krano.
A completare il successo della pellicola è arrivato anche il premio per il miglior attore protagonista assegnato a Sergio Romano per la sua interpretazione nel film di Sossai.
Grande attenzione anche per Gioia mia di Margherita Spampinato, che ha conquistato due premi importanti: Aurora Quattrocchi ha vinto il David come miglior attrice protagonista, mentre la stessa Spampinato è stata premiata come miglior regista esordiente.
Tra gli altri interpreti premiati spiccano Matilda De Angelis, vincitrice del David come miglior attrice non protagonista per il film Fuori di Mario Martone, e Lino Musella, che ha conquistato il premio come miglior attore non protagonista grazie alla sua interpretazione in Nonostante.
Ottima serata anche per Primavera di Damiano Michieletto, capace di portare a casa quattro David grazie ai premi per migliori costumi, miglior compositore, migliore acconciatura e miglior suono.
Tre riconoscimenti invece per La città proibita di Gabriele Mainetti, premiato nelle categorie migliore fotografia, migliore scenografia e migliori effetti speciali visivi.
Nel corso della serata spazio anche ai premi speciali: il David alla carriera è stato assegnato al regista Gianni Amelio, mentre Bruno Bozzetto e Vittorio Storaro hanno ricevuto il David speciale. Applausi anche per Ornella Muti, celebrata con un riconoscimento speciale ritirato durante la cerimonia.
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