Il caldo estremo di queste settimane sta mettendo a dura prova le reti di telecomunicazione e i data center di AI. Rischiamo davvero un blackout?
Stiamo vivendo una delle estati più calde degli ultimi anni. In Europa le temperature hanno toccato quote di 40 gradi, con minime non inferiori ai 26-27 gradi. Anche gli Stati Uniti sono alle prese con un’ondata di calore record, che sta mettendo a dura prova cittadini e infrastrutture.
Le reti di telecomunicazione non sono esenti da danni. I punti deboli della connessione a internet sono infatti la rete elettrica e i sistemi di raffreddamento. Con il caldo che aumenta, cresce anche la domanda di elettricità per l’aria condizionata, riducendo l’efficienza della rete e incrementando il rischio di blackout imprevisti. Il che provocherebbe a catena guasti a banda larga, telefonia mobile e data center di AI.
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Data center sotto sforzo
I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno scoperto di recente che i grandi data center possono generare isole di calore localizzate, innalzando le temperature intorno da 2 a 9,1 gradi °C. Sono stati presi in esame oltre 6.000 data center, concludendo che l’effetto di riscaldamento potrebbe estendersi fino a quasi 10 chilometri oltre il perimetro di ciascuna sede, interessando circa 340 milioni di persone.
Tutto questo solleva nuovi interrogativi su quando e come il rapido sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale influenzerà le singole località, in un periodo storico in cui si stanno registrando picchi di temperature sempre più elevati e ondate di calore intense.
I data center sono infatti parecchio vulnerabili poiché, generando notevoli quantità di calore, richiedono un raffreddamento continuo. Secondo una ricerca di XDI, che ha invece analizzato quasi 9,000 data center, molti dei più importanti hub digitali saranno soggetti a un aumento di inondazioni, tempeste, incendi boschivi e altre minacce legate al clima. Entro il 2050, questi tipi di eventi potrebbero verificarsi con una frequenza fino a 10 volte superiore rispetto a oggi.
C’è il rischio di un blackout?
Fortunatamente le reti mobili sono state progettate per resistere a condizioni meteorologiche estreme, quindi per il momento difficilmente può verificarsi uno spegnimento improvviso di internet. Il calore influisce infatti sui componenti del sistema radio, ma la maggior parte dei provider utilizza tecniche di raffreddamento per ridurre il rischio di guasti.
Tuttavia, potrebbero verificarsi cali di prestazioni. Secondo uno studio di Broadband.co.uk, non sono da escludere perdite di velocità in download comprese tra l’1% e l’8%, mentre per l’upload si va dal 2% al 27% con temperature esterne superiori ai 35 °C.
Dunque le alte temperature non manderanno in tilt internet, ma lo metteranno sotto pressione. Le cause principali di blackout rimangono carenze di energia e guasti alla rete elettrica.