Nel suo iter di conversione in legge il decreto fiscale 2026 ha ricevuto diverse proposte emendative che vanno dalla rottamazione al collegamento di casse e POS.
Il decreto fiscale 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 72/2026 sta concludendo il suo iter per la conversione in legge. Nella fase dedicata alla presentazione degli emendamenti sono state previste diverse integrazioni: il nuovo testo dovrebbe arrivare al Senato entro il 14 maggio e poi dovrebbe incassare l’approvazione definitiva della Camera.
Gli emendamenti che dovranno essere votati prevedono importanti novità su rottamazione quinquies, quater e omesso collegamento tra registratore di cassa telematico e Pos. Tra le proposte anche una misura che dovrebbe rendere meno dura la tampon tax revisionata diverse volte.
Rottamazione quater, cosa prevede la modifica?
L’emendamento che riguarda la rottamazione quater vorrebbe una riapertura dei termini per chi è decaduto dalla definizione agevolata per non aver pagato una o più rate. Per chi ha saltato la scadenza di novembre 2025 e di febbraio 2026, la prossima scadenza, quella del 31 maggio, potrebbe rappresentare una data per versare tutte le rate scadute e non pagate.
Rottamazione quinquies, cosa potrebbe cambiare?
Anche se la data ultima per aderire alla rottamazione quinquies è scaduta il 30 aprile, un emendamento vorrebbe ampliare il raggio di azione della definizione agevolata del 2026. Ovviamente, per ora, si tratta solo di proposte e per capire se ci sarà davvero spazio per la modifica bisogna attendere l’approvazione definitiva da parte del Parlamento agli emendamenti in questione.
Collegamento cassa POS
Un altro emendamento vorrebbe intervenire sulle sanzioni previste per chi non ha provveduto a collegare il registratore di cassa ai sistemi di pagamento elettronico (POS) entro il 5 marzo 2026 (data ultima prevista per gli strumenti di pagamento in uso nel mese di gennaio 2026). L’emendamento vorrebbe sanzioni più leggere (ricordiamo che oggi sono di 1.000 euro per ogni strumento non collegato fino a un massimo di 4.000 euro).
L’idea sarebbe quella di adottare una linea più flessibile per eventuali disallineamenti dei dati e per errori formali con una soglia di tolleranza del 5%: niente multe.
Decreto fiscale verso la conversione
I lavori per la conversione in legge del decreto fiscale dovrebbero essere ripartiti oggi, 11 maggio 2026 e dovrebbero proseguire fino all’approvazione definitiva che deve avvenire entro il 26 maggio.
Quanto già approvato nella prima fase, in ogni caso, rimane inalterato in sede di conversione. Quali misure, quindi sono certe? Di seguito un riassunto delle misure principali:
- credito di imposta per le imprese pari al 35% dell’importo richiesto per le aziende che hanno comunicato gli investimenti;
- operazioni permutative con decorrenza del nuovo regime Iva dai contratti stipulati dal 1° gennaio 2026;
- differenza negativa tra corrispettivo e valore dei beni concorre alla formazione del reddito nell’esercizio stesso e nei quattro esercizi successivi (applicabile per periodi di imposta dal 31 dicembre 2024);
- rinvio tassa sui pacchi dal 1° marzo 2026 al 1° maggio 2026;
- per l’iperammortamento dei beni strumentali viene abrogato il vincolo che limitava il beneficio ai beni prodotti negli Stati dell’UE o aderenti allo Spazio economico europeo;
- per i premi riconosciuti agli atleti dilettanti fino al 31 dicembre 2026 la soglia di esenzione è pari a 300 euro complessivi;
- imposta di bollo per soggetti diversi dalle persone fisiche sale da 100 a 118 euro.
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