Dall’agroalimentare alle EV: si rafforza il legame tra Cina e Brasile

Federico Giuliani

17 Febbraio 2024 - 07:15

Durante il suo primo viaggio dell’anno all’estero il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha fatto tappa anche in Brasile. E per un motivo ben preciso.

Dall’agroalimentare alle EV: si rafforza il legame tra Cina e Brasile

Durante il suo primo viaggio dell’anno all’estero il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha fatto tappa anche in Brasile. Qui, a fine gennaio, i due Paesi hanno concordato di semplificare le procedure di visto per riportare gli scambi turistici reciproci ai livelli pre-pandemia e, tra gli altri dossier, di accelerare l’istituzione del consolato brasiliano nella città cinese di Chengdu.

Ma questa è solo la punta dell’iceberg, perché nel corso dei colloqui Wang e il suo omologo brasiliano, Mauro Vieira, hanno parlato di molto altro, impegnandosi a “riavviare i meccanismi di coordinamento in tutti i settori” e rafforzando al tempo stesso gli scambi ad alto livello. “La Cina ha sempre dato priorità alle sue relazioni con il Brasile nella sua diplomazia generale e nella diplomazia con l’America Latina, e spera di rafforzare il coordinamento delle strategie di sviluppo ed estendere la cooperazione in nuove aree”, ha specificato Wang.

Tra le altre affermazioni rilevanti, l’inviato di Pechino ha sottolineato che le due nazioni, entrambi membri dei Brics, devono lavorare insieme per costruire un mondo multipolare basato sulla pace e sulla sicurezza. Al termine di una visita di due giorni, Wang ha fatto tappa nella città nord-orientale di Fortaleza per incontrare il presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Perché la Cina guarda al Brasile

Da quanto emerso il viaggio di Wang è servito per preparare la visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping, che avrà luogo in concomitanza con la riunione dei leader del G20 che si terrà a Rio, a novembre.

Durante il faccia a faccia, il citato Wang e Lula hanno parlato dell’attuale situazione internazionale, della crescente partnership tra Brasile e Cina nel settore delle energie rinnovabili e di progetti e azioni comuni in Africa, oltre che degli investimenti della cinese BYD, che sta costruendo una fabbrica di automobili nello Stato di Bahia.

Ma per quale motivo Pechino guarda con insistenza a Brasilia? Il motivo è presto detto: la Cina è il principale partner commerciale del Brasile, nonché il suo più grande mercato di esportazione, principalmente per la soia e il ferro. Le aziende cinesi stanno inoltre pianificando di aumentare i loro investimenti in Brasile, nella trasmissione di energia, nel petrolio e nei veicoli elettrici, mentre le due nazioni hanno collaborato in settori come l’energia rinnovabile, il 5G e le automobili.

“Mentre il mondo è entrato in un nuovo periodo di turbolenza e trasformazione, Cina e Brasile, i due maggiori Paesi in via di sviluppo e rappresentanti delle economie di mercato emergenti negli emisferi orientale e occidentale, dovrebbero rafforzare l’unità e la cooperazione per rispondere congiuntamente alle sfide globali”, ha fatto notare Wang a Lula.

Facciamo un passo indietro. La scorsa primavera il presidente brasiliano era in visita a Pechino, ospite del suo omologo cinese Xi Jinping. In quell’occasione Lula aveva portato con sé una delegazione di 240 rappresentanti delle imprese. Il flusso commerciale tra Cina e Brasile ammonta del resto a 150 miliardi di dollari all’anno e le esportazioni brasiliane verso la Cina hanno raggiunto gli 89 miliardi di dollari nel 2022. La Cina investe in una vasta gamma di settori in Brasile, con la chiara intenzione di sfruttare le ricche risorse e le dimensioni del mercato del Paese sudamericano.

Gli interessi di Xi, le esigenze di Lula

Da un lato, insomma, la Cina intende consolidare i rapporti con un partner capace di rispondere alle proprie esigenze strategiche, in primis blindare la propria sicurezza alimentare. Da questo punto di vista la soia e la carne made in Brazil rappresentano una manna dal cielo per il gigante asiatico, al contrario ben felice di dirottare i propri investimenti nell’enorme mercato latinoamericano.

Basti pensare che, a colpi di pragmatismo, in meno di due decenni la Cina è passata dall’essere praticamente irrilevante per l’economia di Brasilia a diventare il principale partner economico del Paese, sia nel commercio che, più recentemente, negli investimenti diretti e nella finanza.

Intanto, BYD ha pianificato di investire 3 miliardi di reais (620,17 milioni di dollari) in un nuovo complesso industriale nel nord-est del Brasile, con l’obiettivo di incrementare la produzione locale per offrire prezzi più competitivi. Il suddetto complesso, composto da tre stabilimenti, sorgerà nel parco industriale di Camacari, nello stato nord-orientale di Bahia, su un terreno precedentemente occupato da uno stabilimento Ford che ha chiuso i battenti nel 2021.

Secondo i programmi, uno degli stabilimenti sarà dedicato alla produzione di telai per autobus e camion elettrici. Il secondo sarà focalizzato sulle auto ibride ed elettriche - con una produzione iniziale stimata in 150.000 auto all’anno - mentre il terzo lavorerà litio e fosfato di ferro per il mercato estero.

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