Debiti, crisi e rischio fallimento. Poi il rilancio: quanto fattura oggi d’Amico International Shipping e perché il titolo vola in Borsa.
Per anni il mercato l’ha considerata una società a rischio fallimento.
Debito elevato, settore ciclico, risultati fragili. Un titolo che molti davano per spacciato.
Poi, nel giro di pochi anni, d’Amico International Shipping è passata da simbolo di stress finanziario a caso di rilancio in Borsa, con il titolo in crescita di oltre +150% dai minimi.
Non per un colpo di fortuna.
Ma per una combinazione di taglio del debito, disciplina industriale e ciclo di mercato favorevole.
Oggi fattura centinaia di milioni, genera cassa come non mai e presenta fondamentali che fino a poco tempo fa sembravano irraggiungibili.
Ecco quanto fattura oggi e perché il mercato ha completamente cambiato giudizio.
Da azienda sull’orlo del fallimento al rilancio: il caso d’Amico International Shipping
Per anni d’Amico International Shipping è stata percepita dal mercato come una società fragile. Il gruppo ha attraversato una delle fasi più difficili della sua storia. Il debito netto ha sfiorato i 500 milioni di dollari, mentre il ciclo negativo dello shipping cisterniero erodeva margini e valore della flotta.
Il titolo è finito sotto pressione costante, con il rischio concreto di violazione dei covenant e una capitalizzazione che rifletteva scenari estremi. Non un tracollo improvviso, ma una lenta perdita di fiducia.
A salvare d’Amico non è stato un evento straordinario, ma una scelta precisa: sopravvivere prima, rilanciarsi poi.
Taglio del debito, dismissione delle navi meno efficienti e una gestione finanziaria sempre più prudente hanno posto le basi per il cambio di passo che sarebbe arrivato negli anni successivi.
Quanto fattura oggi d’Amico (e perché il ciclo tanker ha fatto esplodere i numeri)
Oggi d’Amico International Shipping è una società completamente diversa da quella che il mercato guardava con sospetto solo pochi anni fa. La società ha sede in Lussemburgo ma fa parte del Gruppo d’Amico, fondato in Italia nel 1936, la cui ultimate holding è d’Amico Società di Navigazione S.p.A..
Fatturaoltre 400 milioni di dollari, con margini Ebitda vicini al 70%.
Numeri che fino a poco tempo fa sembravano fuori portata.
Il motivo non è solo manageriale.
È soprattutto ciclico.
Dal 2022 il mercato dei product tanker è entrato in una delle fasi più favorevoli degli ultimi decenni: rotte più lunghe, poche navi disponibili, noli in forte crescita.
A spingere il settore sono stati diversi fattori: dalla riallocazione della capacità di raffinazione verso Medio Oriente e Asia alle tensioni geopolitiche che hanno riconfigurato i flussi energetici, aumentando in modo strutturale le ton-miglia percorse.
In questo contesto d’Amico si è trovata con la flotta giusta, nel momento giusto, e soprattutto con una struttura finanziaria finalmente in grado di reggere il ciclo.
I numeri lo dimostrano.
Nel 2023 la società ha chiuso l’anno migliore della sua storia.
Il 2024 ha confermato il trend, con ricavi intorno ai 370 milioni di dollari, marginalità ancora sopra il 70% e una generazione di cassa che ha cambiato radicalmente il profilo di rischio del gruppo.
Non è solo un boom di fatturato.
È il risultato di un ciclo favorevole cavalcato da una società finalmente meno indebitata, più efficiente e più disciplinata.
Ed è per questo che tra maggio 2023 e maggio 2024 il titolo ha guadagnato circa il 150% in Borsa.
Da aprile 2025, l’azione quotata a Piazza Affari segna oltre +100%, certificando il cambio di giudizio del mercato.
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