Crowdfunding immobiliare: dal 2012 raccolti 11 miliardi di euro

Secondo la ricerca “Real Estate Crowdfunding-Report 2018”, redatta dal Politecnico di Milano e dal gruppo Bertoldi il real estate crowdfunding, anche detto crowdfunding immobiliare, dal 2012 ha raccolto 11 miliardi di euro. In testa gli USA. L’Italia vale solo il 3,6% degli investimenti mondiali

Crowdfunding immobiliare: dal 2012 raccolti 11 miliardi di euro

Il real estate crowdfunding, anche detto crowdfunding immobiliare, non smette di crescere e attira continuamente nuovi sostenitori. Non è infatti un caso se la nuova frontiera degli investimenti nel mattone a partire dal 2012, anno della sua diffusione, ad oggi ha permesso alle piattaforme attive in questo ramo del crowdfunding di raccogliere a livello mondiale circa 11 miliardi di euro.

A sostenerlo è una ricerca chiamata “Real Estate Crowdfunding-Report 2018”, redatta dal dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano insieme al gruppo Bertoldi, proprietario della piattaforma Walliance.

Gli Stati Uniti si confermano il mercato più fruttuoso per il crowdfunding immobiliare, tant’è che 7,4 miliardi di euro, ossia il 60% degli 11 miliardi di euro raccolti in questi anni, sono stati investiti proprio nei Paesi a stelle strisce. L’Europa invece si ferma a 1,75 miliardi di euro. Una quota analoga a quest’ultima si conta infine nel resto del mondo.

Tra l’altro proprio la categoria “resto del mondo” rappresenta una novità importante dell’edizione di quest’anno perché per la prima volta sono state mappate piattaforme nell’area Asia-Pacifico, Medio Oriente e Sud America.

Crowdfunding immobiliare: differenze tra USA e Europa

In base a questi numeri contenuti nella ricerca “Real Estate Crowdfunding-Report 2018”, si evince notevolmente che il mercato statunitense è molto più maturo e meno frammentato di quello europeo.

Proprio per questo in questo ramo del crowdfunding negli Stati Uniti anche si contano meno piattaforme dell’Europa, 38 contro 58, esse raccolgono molto di più rispetto a quelle del Vecchio Continente. Nel resto del mondo se ne contano invece 27.

Inoltre, va anche detto che negli USA il fenomeno del crowdfunding immobiliare è nato nettamente prima. Tant’è che vi è stata un’esplosione del numero dei portali nel biennio 2013/2014, mentre in Europa questa forte crescita si è avuta più tardi, a cavallo tra il 2015/2016.

Quanto rende il crowdfunding immobiliare?

Altri due dati molto importanti della ricerca redatta dal Politecnico di Milano e dal gruppo Bertoldi, riguardano le tipologie delle piattaforme che ospitano maggiormente campagne di raccolta di crowdfunding immobiliare e il rendimento garantito da questo particolare investimento.

Partendo dal primo dato, si può evincere che a livello mondiale il 45% delle piattaforme che ospitano campagne di crowdfunding immobiliare sono di tipo lending, il 30% equity e il 19% di tipo misto, anche detto ibrido. Solo una piccola quota residuale, soprattutto in Cina, non rientra in queste categorie a causa di alcune particolarità proprie del mercato asiatico.

Tralasciando ciò, è indubbio poi che il real estate crowdfunding rende bene: tassi compresi il 5% e oltre il 10% effettivo per progetto. Nel caso della piattaforma italiana Walliance addirittura del 13%.

I numeri dell’Italia

Infine, dopo aver analizzato i numeri del crowdfunding immobiliare a livello mondiale, la ricerca “Real Estate Crowdfunding-Report 2018”, ci permette anche di definire un quadro della situazione italiana.

Infatti, anche se i dati mondiali sono aggiornati all’anno scorso, il consuntivo del Bel Paese arriva fino al primo semestre 2019. E a quella data, le piattaforme italiane avevano raccolto 435,6 milioni di euro, pari a circa il 3,6% planetario.

Nonostante la differenza con il resto del mondo sia abbastanza evidente, bisogna sottolineare che la crescita del crowdfunding immobiliare in Italia è davvero importante: dei 435,6 milioni di euro finora raccolti, 206 sono stati investiti tra luglio 2018-giugno 2019.

Delle 5 piattaforme attive in Italia, Walliance è senza dubbio quella che ha raccolto di più: 11,1 milioni di euro. Seguono Housers con 6,28 milioni di euro e Crowdestate con 2,6 milioni di euro.

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