In Borsa aveva perso l’80% del valore. Poi ha cambiato strategia e ha quasi triplicato il fatturato. Ecco quanto fattura Damiani e perché oggi cresce di più.
La storia di Damiani è quella di un gruppo che in Borsa ha perso l’80% del suo valore, ma che lontano da Piazza Affari ha quasi triplicato i ricavi. E i numeri del 2025 confermano questo trend.
Oggi la maison italiana della gioielleria di alta gamma supera i 400 milioni di fatturato, segnando un nuovo massimo mentre il mercato globale resta incerto. Una crescita che non è frutto del caso, ma di un cambio di strategia iniziato con il delisting del 2019.
L’uscita dalla Borsa ha rappresentato l’inizio di una nuova fase completamente diversa. Da allora Damiani continua a crescere e a investire, confermandosi una delle realtà più interessanti del lusso italiano.
Cosa è successo veramente? Come hanno fatto i ricavi a crescere del +188%?
leggi anche
Da promessa italiana del tech al crollo del 91% dai massimi. Cosa c’è dietro la discesa di Eurotech?
Dal crollo in Borsa (-80%) a oggi: come è cambiato il fatturato di Damiani
Per anni la storia di Damiani in Borsa è stata altalenante, se non deludente. Dal debutto a Piazza Affari nel 2007 al delisting del 2019, il gruppo ha perso quasi l’80% della capitalizzazione, con un fatturato che in 12 anni è rimasto sostanzialmente fermo in un range compreso tra i 150 e i 165 milioni. Un paradosso tipico del lusso “family-driven”: brand forte, ma poco compatibile con le logiche di breve periodo dei mercati finanziari.
Il 2019 segna però il punto di svolta. Con l’uscita dalla Borsa, Damiani inizia ad avere più spazio di manovra: razionalizza la rete di vendita, rafforza il controllo diretto sul retail e riposiziona il brand su una fascia più alta. Da qui parte una vera trasformazione industriale, non solo finanziaria.
| Anno | Fatturato (€ mln) | Note |
|---|---|---|
| 2019 | 132 | Anno del delisting |
| 2020 | 140 | Impatto Covid ma tenuta del gruppo |
| 2021 | 180 | Ripartenza post-pandemia |
| 2022 | 220 | Crescita trainata da retail |
| 2023 | 300 | Forte accelerazione |
| 2024 | 340 | Consolidamento crescita |
| 2025 | >400 | Nuova accelerazione |
Negli ultimi due anni, Damiani ha registrato una forte accelerazione, superando i 400 milioni di euro, dopo aver archiviato il 2024 sopra i 380 milioni. L’obiettivo dichiarato dal presidente Guido Grassi Damiani è di raggiungere il mezzo miliardo di ricavi entro due o tre anni.
+188% dopo il delisting: perché fuori dalla Borsa Damiani cresce di più
Dal 2019 a oggi il fatturato è passato da poco più di 130 milioni a oltre 400 milioni di euro, con un incremento del +188%. Ma ancora più interessante è la qualità di questa espansione.
Negli ultimi anni il gruppo ha puntato su crescita dei margini, controllo diretto della distribuzione e rafforzamento del brand. Una strategia tipica del lusso, difficile da gestire quando bisogna rispondere ai mercati ogni trimestre.
Fuori dalla Borsa, invece, il gruppo ha potuto muoversi con più libertà. E i risultati si vedono anche nelle operazioni: l’accordo con Richemont per Baume & Mercier ha rafforzato l’orologeria di alta gamma, mentre l’ingresso del laboratorio Carraro a Valenza ha consolidato produzione e know-how. Dunque una crescita che consente un maggior controllo della filiera.
Inoltre ha spinto anche sul lato retail, con oltre 30 nuove aperture nel mondo. Tra queste spicca Casa Damiani Seoul, nel distretto di Gangnam, segnale chiaro di quanto l’Asia sia centrale nella strategia del gruppo. Lo dimostra anche l’apertura, attraverso Rocca, di una boutique dedicata a H. Moser & Cie.
È proprio questo l’effetto del delisting: lontano da Piazza Affari, Damiani ha costruito una crescita più solida e senza vincoli nel lungo periodo, puntando su mercati chiave e sul valore del brand nel tempo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA