La dipendenza del mercato energetico dai combustibili fossili è vista da molti esperti come un punto di debolezza. La Russia e gli Stati Uniti continuano a utilizzare la variabile energetica come un’arma per la propria «guerra fredda» creando non pochi timori riguardo la nascita di possibili future instabilità geopolitiche. Una soluzione individuata da alcuni esperti è fare maggior affidamento sull’energia rinnovabile.
Crisi energetica, cosa ci aspetta?
Il clima mite di questo inverno è stato un vero e proprio colpo di fortuna per i cittadini e i Paesi europei. Attualmente i timori legati a una crisi energetica sembrano un ricordo passato o un rischio sopravalutato. Per alcuni esperti, però, il pericolo non è ancora del tutto superato. Secondo il presidente esecutivo di Iberdrola SA, Ignacio Galan, la «fortuna» non è una ragione sufficiente per decretare la fine dei timori riguardo una possibile crisi energetica. Questo perché il clima mite ha contribuito ad abbassare la domanda di carburante ma non ha ridotto la dipendenza del mercato energetico ai combustibili fossili.
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L’energia è al centro della guerra economica che sta contrapponendo gli Stati Uniti e i loro alleati alla Russia. Quindi, davanti alle attuali preoccupazioni, un Paese che fa affidamento esclusivamente sui combustibili fossili resta abbastanza instabile da un punto di vista energetico. Questo perché, sebbene le probabilità di riempire i giacimenti per il prossimo inverno con quasi nessun gas russo stia aumentando, si prevede che il mondo sarà ancora a corto di gas fino al 2026 e che l’attuale instabilità geopolitica complicherà le cose.
Quali soluzioni alla crisi energetica mondiale
Secondo l’opinione di Galan durante l’esposizione al World Economic Forum a Davos la soluzione è da ricercare nelle energie rinnovabili in modo da evitare shock futuri della domanda. Per tale ragione, ha affermato il presidente esecutivo, la società Iberdrola SA sta già investendo nella transizione energetica in previsione del 2025. Anche l’Unione Europea sta cercando di ridurre la propria dipendenza dal gas con piani per aumentare le energie rinnovabili alzando le prospettive di copertura energetica al 45% entro il 2030.
Lo stesso Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International Energy Agency, si è mostrato preoccupato riguardo i pericoli che potrebbero nascondersi dietro una crisi energetica di queste dimensioni. Allo stesso tempo è apparso molto ottimista riguardo l’impulso che dovrebbe ricevere il settore dell’energia pulita a causa del blocco Russo. Crescono quindi le motivazioni per l’adozione di un sistema a energie rinnovabili, non solo a causa dei problemi legati all’inquinamento ma adesso anche per una questione d’indipendenza energetica di un Paese.