Criptovalute, ecco come la Cina influenza l’andamento di Tether

Redazione Crypto

10 Ottobre 2024 - 06:33

Secondo un report di Chainalysis, i broker OTC cinesi hanno movimentato un volume record di 75,4 miliardi di dollari solo nella prima parte del 2024.

Criptovalute, ecco come la Cina influenza l’andamento di Tether

Nonostante il governo cinese abbia vietato formalmente le criptovalute da anni, molti cittadini continuano ad operare in questo mercato.

Il risultato è che gli investitori cinesi riescono a influenzare in maniera significativa il panorama globale delle criptovalute, come dimostrato dal recente comportamento della stablecoin USDT (Tether). Questo fenomeno evidenzia una dinamica complessa tra le politiche economiche del paese e l’attrattiva delle criptovalute, con effetti evidenti sui mercati globali.

USDT, una delle stablecoin più utilizzate a livello globale, ha recentemente registrato un leggero sconto rispetto al valore del dollaro statunitense. Secondo i dati di CoinMarketCap, da fine settembre Tether ha scambiato sotto la parità, attestandosi intorno a $0,9995. Sebbene lo scostamento sia minimo, alcuni economisti sostengono che questa tendenza rifletta un cambiamento nel comportamento degli investitori cinesi, che stanno gradualmente allontanandosi dalle criptovalute per concentrarsi sul mercato azionario domestico.

La motivazione dietro questo cambiamento risiede nei recenti pacchetti di stimolo economico lanciati dal governo cinese. Questi hanno spinto una parte significativa del capitale dagli asset digitali, come USDT, verso il mercato azionario cinese, in cerca di rendimenti più promettenti. Le borse cinesi, in particolare, hanno beneficiato delle politiche di stimolo, con un aumento significativo dell’indice Shanghai Composite e dell’Hang Seng China Enterprises Index, che hanno registrato incrementi del 20% e del 25% rispettivamente.

Le stablecoin come USDT sono criptovalute progettate per evitare la volatilità associata ad asset digitali come Bitcoin. Ancorando il loro valore a valute fiat, in questo caso il dollaro statunitense, rappresentano un’alternativa più stabile per gli investitori che cercano rifugio dagli sbalzi di prezzo tipici delle criptovalute. Lanciato da Tether nel 2014, USDT è diventato rapidamente la stablecoin più importante sul mercato, con una capitalizzazione attuale di circa 119 miliardi di dollari.

In Cina, l’USDT ha acquisito un ruolo cruciale nel panorama delle criptovalute a partire dal 2017, anno in cui il governo ha vietato il trading diretto di criptovalute e ha bloccato l’accesso ai principali siti di scambio. Gli investitori cinesi, però, hanno continuato a utilizzare la stablecoin per aggirare queste restrizioni, trasferendo fondi all’estero e sfruttando piattaforme over-the-counter (OTC) o exchange come Binance per continuare a investire. Secondo un report di Chainalysis, i broker OTC cinesi hanno movimentato un volume record di 75,4 miliardi di dollari solo nella prima parte del 2024, dimostrando una domanda forte nonostante i divieti imposti dal governo.

Il governo cinese ha annunciato il 24 settembre un vasto pacchetto di stimoli economici con l’obiettivo di contrastare il rallentamento economico del paese e raggiungere gli obiettivi di crescita previsti per la fine dell’anno. Tra le misure principali vi sono state la riduzione del rapporto di riserva obbligatoria di 50 punti base e la riduzione del tasso repo a sette giorni di 0,2 punti percentuali. Gli economisti avevano previsto che queste politiche avrebbero potuto avere un effetto rialzista anche sulle criptovalute, ma Bitcoin ha mostrato poca reattività, mantenendosi tra i 50.000 e i 70.000 dollari senza grandi oscillazioni.

Di contro, i mercati azionari cinesi hanno risposto con entusiasmo. L’indice Shanghai Composite ha registrato un aumento del 20% dalla chiusura di fine settembre, il suo livello più alto da maggio 2023, mentre l’Hang Seng China Enterprises Index è salito di oltre il 25%. Questo ha confermato l’attrattiva del mercato azionario cinese per gli investitori locali, che vedono opportunità di crescita nei titoli azionari, soprattutto in un momento di stimoli governativi.

Nonostante le restrizioni governative, il mercato delle criptovalute rimane vivo in Cina, alimentato dalla creatività degli investitori che continuano a trovare modi per aggirare le normative. Tuttavia, il recente calo di interesse per USDT e il riorientamento verso il mercato azionario suggeriscono che gli investitori cinesi potrebbero concentrarsi maggiormente sugli asset tradizionali, specialmente se le politiche economiche continueranno a supportare la crescita delle borse locali.

Il caso dell’USDT mostra come il mercato globale delle criptovalute non sia isolato dalle decisioni economiche prese in Cina, un paese che, nonostante il suo approccio restrittivo verso il settore, continua a svolgere un ruolo determinante nel plasmare le dinamiche dei mercati digitali. L’evoluzione futura dipenderà in gran parte da come si svilupperanno le politiche economiche e finanziarie cinesi, nonché dall’equilibrio che gli investitori sceglieranno tra criptovalute e asset tradizionali.