È un buon momento per l’Italia dei brevetti. In attesa dei risultati del 2024, il nostro Paese è reduce da un 2023 da record, che ha portato a un totale di 5.053 domande di brevetto depositate all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), che ha rappresentato il livello più alto di sempre.
La quota dei 5 mila brevetti presentati non era mai stata raggiunta dall’Italia, che negli ultimi dieci anni, dal 2014 al 2023, ha depositato in media circa 4.448 domande all’anno. I risultati recenti sono incoraggianti, perché la progressione è evidente: nel 2014 l’Italia presentava all’EPO poco più di 3.600 domande in un anno. I numeri dimostrano una chiara crescita che fa ben sperare, anche perché è più alta della media (del 3,8% nel 2023, contro il +1,4% a livello europeo).
Tuttavia, per quanto aziende e inventori italiani si stiano dando da fare, il numero dei brevetti nazionali è molto basso se paragonato alla popolazione.
È sempre l’EPO a tenere il conto di questa particolare classifica, che mette in relazione il numero di brevetti depositati e quello degli abitanti, con l’obiettivo di misurare i tassi nazionali di “inventiva”. In questo caso la strada da fare è ancora lunga: nel 2023 l’Italia ha presentato appena 85,3 domande di brevetto ogni milione di abitanti, un livello che la pone solamente al diciottesimo posto nel mondo.
In testa c’è la Svizzera, che in un anno è capace di presentare oltre 1.085 domande di brevetto per milione di abitanti, davanti a Svezia (495) e Danimarca (444). Nel 2023 la Germania ne ha presentate 300 e la Francia quasi 160 (sempre ogni milione di abitanti). Insomma, l’Italia sta crescendo ma è ancora indietro rispetto ai principali paesi europei ed è anche ben sotto la media dei membri dell’EPO (136 brevetti ogni milione di abitanti nel 2023).
Numerosi brevetti italiani si riferiscono al cosiddetto “handling”, ossia a tutto ciò che riguarda il carico e la movimentazione delle merci e quindi dai carrelli elevatori ai magazzini robotizzati, fino ai sistemi di confezionamento e imballaggio, ambito che ha rappresentato l’8,6% delle domande presentate nel 2023. Seguono il settore dei trasporti (8,2%) e delle tecnologie mediche e biomediche (6,8%). Ne deriva che i leader dei brevetti in Italia sono proprio le grandi aziende che operano in questi comparti. Nel 2023 la capofila è stata infatti la bolognese Coesia, specializzata in soluzioni industriali e per l’imballaggio, che da sola ha presentato 157 domande di brevetto. Dietro c’è un’altra emiliana, Ferrari, che ha raggiunto quota 121, davanti a Iveco (48) e Pirelli (44). Nella top ten figurano anche Leonardo, l’ex Finmeccanica specializzata in tecnologie per aerospazio, difesa e sicurezza (40) e il Politecnico di Milano (38).
Il percorso italiano nella brevettazione è positivo ed è giusto festeggiare i risultati ottenuti negli ultimi anni. Tuttavia, è ancora limitato a pochi settori, in particolare quelli manifatturieri di forte tradizione, e soprattutto molto circoscritto a livello territoriale. Oltre il 70% delle domande di brevetto è depositato da aziende e inventori del Nord, in particolare di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.