Se compri un BTP non indicizzato e l’aumento dell’inflazione europea e statunitense dovesse contagiare anche l’Italia, il tuo rendimento reale potrebbe essere molto più basso di quanto pensi. Fino ad avvicinarsi, nei casi estremi, quasi allo zero.
Beh sì, è proprio in questi contesti che tutti tornano a guardare al BTP indicizzato, specie in un momento di ardita guerra commerciale che minaccia i tassi d’inflazione globale.
Ma cosa intendo dire? Questo esempio ti lascerà senza fiato.
Un quadro tecnico che pochi stanno evidenziando
I dati più recenti confermano la tendenza. Nell’Eurozona il tasso di inflazione è aumentato al 2% a giugno rispetto all’1,90% di maggio 2025. In USA, passa al 2.7%.
I titoli di giornale si limitano a riportare che il dato “ha rispettato le previsioni degli analisti”, ma nessuno sottolinea l’aspetto chiave: le previsioni stesse indicavano già un aumento dell’inflazione. Quindi non è un segnale confortante, è semplicemente un segnale previsto… ma comunque negativo per chi detiene bond nominali.
Se i rendimenti restano fermi, ma l’inflazione sale, comunque il rendimento reale diminuisce. Se i rendimenti salgono per inseguire l’inflazione, il prezzo delle obbligazioni già in portafoglio scende. Il risultato? Una doppia trappola per gli obbligazionisti.
Il caso italiano
In Italia, l’inflazione è confermata in crescita al +1,7% su base annua. Il rendimento del BTP a 10 anni si colloca attorno al 3,61%. Facendo due conti, il rendimento reale si aggira intorno all’1,9%. Ma attenzione: basta un nuovo scatto dell’inflazione per eroderlo ulteriormente, soprattutto considerando la situazione internazionale con i dazi e le tensioni commerciali che possono innescare ulteriori rincari.
Ed è qui che entrano in gioco le obbligazioni indicizzate all’inflazione. L’ultimo BTP Italia, ad esempio, offrirà un rendimento del 2% (somma di 1,84% + 0,15%), e soprattutto protegge il capitale dall’erosione inflazionistica grazie all’indicizzazione. Sommando questi parametri al tasso d’inflazione dell’1,7%, ci si trova davanti a uno strumento che, almeno in termini di rendimento reale, diventa improvvisamente più competitivo rispetto ai BTP nominali.
Uno scenario che invita a riflettere
Non stiamo parlando di allarmismo, ma di pura logica finanziaria. In un contesto in cui l’inflazione rialza la testa e i rendimenti nominali non riescono a tenere il passo, le obbligazioni tradizionali rischiano di essere un parcheggio poco conveniente per il capitale. La stessa logica, non è scontata per gli strumenti indicizzati all’inflazione, almeno per quanto riguarda il rendimento da cedola.
iShares Italy Govt Bond UCITS
Grafico lineare dell'iShares Italy Govt Bond UCITS. Fonte: baha.com
Indipendentemente da tutto, in questo momento questi sono dettagli da non trascurare.
Il punto è semplice: se ci aspettiami che la guerra commerciale, generi un’impennata dell’inflazione globale, aumenta la probabilità che quest’ultima eroda silenziosamente i rendimenti.