Così il BTP diventa più pericoloso di quanto pensi

Tommaso Scarpellini

18 Luglio 2025 - 14:22

La guerra commerciale potrebbe affossare più di quanto pensi i rendimenti dei BTP in portafogli. Anche se non si parla esattamente di perdite visibili, ma non per questo inconcrete.

Così il BTP diventa più pericoloso di quanto pensi

Se compri un BTP non indicizzato e l’aumento dell’inflazione europea e statunitense dovesse contagiare anche l’Italia, il tuo rendimento reale potrebbe essere molto più basso di quanto pensi. Fino ad avvicinarsi, nei casi estremi, quasi allo zero.

Beh sì, è proprio in questi contesti che tutti tornano a guardare al BTP indicizzato, specie in un momento di ardita guerra commerciale che minaccia i tassi d’inflazione globale.

Ma cosa intendo dire? Questo esempio ti lascerà senza fiato.

Un quadro tecnico che pochi stanno evidenziando

I dati più recenti confermano la tendenza. Nell’Eurozona il tasso di inflazione è aumentato al 2% a giugno rispetto all’1,90% di maggio 2025. In USA, passa al 2.7%.

I titoli di giornale si limitano a riportare che il dato “ha rispettato le previsioni degli analisti”, ma nessuno sottolinea l’aspetto chiave: le previsioni stesse indicavano già un aumento dell’inflazione. Quindi non è un segnale confortante, è semplicemente un segnale previsto… ma comunque negativo per chi detiene bond nominali.

Se i rendimenti restano fermi, ma l’inflazione sale, comunque il rendimento reale diminuisce. Se i rendimenti salgono per inseguire l’inflazione, il prezzo delle obbligazioni già in portafoglio scende. Il risultato? Una doppia trappola per gli obbligazionisti.

Il caso italiano

In Italia, l’inflazione è confermata in crescita al +1,7% su base annua. Il rendimento del BTP a 10 anni si colloca attorno al 3,61%. Facendo due conti, il rendimento reale si aggira intorno all’1,9%. Ma attenzione: basta un nuovo scatto dell’inflazione per eroderlo ulteriormente, soprattutto considerando la situazione internazionale con i dazi e le tensioni commerciali che possono innescare ulteriori rincari.

Ed è qui che entrano in gioco le obbligazioni indicizzate all’inflazione. L’ultimo BTP Italia, ad esempio, offrirà un rendimento del 2% (somma di 1,84% + 0,15%), e soprattutto protegge il capitale dall’erosione inflazionistica grazie all’indicizzazione. Sommando questi parametri al tasso d’inflazione dell’1,7%, ci si trova davanti a uno strumento che, almeno in termini di rendimento reale, diventa improvvisamente più competitivo rispetto ai BTP nominali.

Uno scenario che invita a riflettere

Non stiamo parlando di allarmismo, ma di pura logica finanziaria. In un contesto in cui l’inflazione rialza la testa e i rendimenti nominali non riescono a tenere il passo, le obbligazioni tradizionali rischiano di essere un parcheggio poco conveniente per il capitale. La stessa logica, non è scontata per gli strumenti indicizzati all’inflazione, almeno per quanto riguarda il rendimento da cedola.

iShares Italy Govt Bond UCITS iShares Italy Govt Bond UCITS Grafico lineare dell'iShares Italy Govt Bond UCITS. Fonte: baha.com

Indipendentemente da tutto, in questo momento questi sono dettagli da non trascurare.

Il punto è semplice: se ci aspettiami che la guerra commerciale, generi un’impennata dell’inflazione globale, aumenta la probabilità che quest’ultima eroda silenziosamente i rendimenti.

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