Non solo BTP. I migliori titoli di Stato europei a 10 anni da valutare oggi

Flavia Provenzani

Commenta

Bund, Bonos, Oat, ma anche Romania e Polonia. Una guida a rendimenti, rating e rischio cambio dei principali titoli di Stato europei accessibili da un investitore italiano, per capire quando un rendimento più alto vale il rischio in più.

Non solo BTP. I migliori titoli di Stato europei a 10 anni da valutare oggi

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Per molti, prima o poi, arriva il momento in cui il BTP smette di bastare. Magari perché se ne hanno già troppi, magari perché ci si accorge che tutto il portafoglio obbligazionario dipende da un solo emittente. È in questo momento che si comincia a guardare altrove, oggi succede sempre più spesso, complice il ritorno di rendimenti che fino a pochi anni fa sembravano scomparsi per sempre.

Il principio da tenere a mente, però, è sempre lo stesso, qualunque sia l’emittente: un rendimento più alto non è mai gratis. Quasi sempre riflette un rischio che il mercato percepisce come maggiore, di credito, di liquidità o di cambio. E quel rischio, come ogni volta che si osserva ai mercati, è il caso di capirlo fino in fondo.

Titoli di Stato a 10 anni, il confronto tra i principali emittenti sovrani europei

La tabella indica per ciascun Paese un titolo specifico denominato in euro, con ISIN, scadenza vicina al 2036 e prezzo e rendimento rilevati il 24 settembre 2026.

PaeseTitoloISINPrezzo 24/09Rendimento a scadenza lordoRatingValuta
Germania Bund 3% Ag36 DE000BU2Z072 95,71 3,51% AAA (tutte le agenzie) Euro
Spagna Obligación 3,40% Ot36 ES0000012S22 94,88 4,02% A (S&P) Euro
Portogallo OT 3,25% Gn36 PTOTEDOE0010 94,61 3,92% A- (Fitch, outlook positivo) Euro
Italia BTP 4% Ot36 IT0005729931 96,35 4,5% BBB+ (S&P, outlook positivo) Euro
Grecia GGB 3,375% Gn36 GR0124042764 92,49 4,33% BBB (S&P/Fitch/DBRS) / Baa3 (Moody’s) Euro
Francia OAT 3,70% Nv36 FR0014018YR0 92,61 4,62% A+ (S&P, prossima revisione 28/11/2026) Euro
Romania (eurobond) Romania 5,625% mg37 XS2829810923 93,7 6,45% BBB- (S&P) Euro
Polonia Polonia Tf 2,375% Ge36 XS1346201889 86,46 4,15% A- (S&P) Euro

Nota: tutti i titoli in tabella, Romania e Polonia comprese, sono eurobond denominati e regolati in euro, quotati anche sul Mot di Borsa Italiana, quindi acquistabili con i normali intermediari italiani, senza le complicazioni di un conto titoli in valuta estera. Prima di operare, verificare la disponibilità del KID (il documento informativo richiesto dal regolamento Priips per la distribuzione retail nell’Unione europea) presso il proprio intermediario e considerare che alcuni di questi titoli, in particolare quelli di emittenti più piccoli come la Romania, possono avere una liquidità inferiore rispetto a un Btp o un Bund, con spread denaro-lettera più ampi.

Perché un rendimento più alto non è mai «gratis»

Tolto di mezzo il rischio di cambio, la tabella isola bene il rischio di credito puro, ne è il caso più chiaro la Francia. Dopo il declassamento di S&P da AA- ad A+ e le tensioni sul bilancio raccontate anche nei nostri articoli sullo spread, l’Oat rende oggi più del Btp (4,62% contro 4,50%) nonostante il rating francese resti, sulla carta, più alto di quello italiano. È un promemoria utile del fatto che il mercato prezza le aspettative future, non solo il rating attuale, e un titolo con rating migliore può comunque rendere di più di uno con rating peggiore se il primo sta peggiorando e il secondo migliorando. L’Italia, non a caso, ha ricevuto da S&P un miglioramento di outlook a gennaio 2026.

Calcolando lo scarto di ciascun titolo rispetto al Bund tedesco (un calcolo di redazione, fatto sui dati della tabella), la gerarchia del rischio percepito indica che il Portogallo paga circa 40 punti base in più della Germania, la Spagna circa 50, la Grecia circa 80, l’Italia circa 100, la Francia circa 110, la Polonia circa 65 e la Romania quasi 300, ordini di grandezza coerenti con i rating in tabella, con un’unica particolarità da spiegare: quella della Romania.

Il caso Romania

I quasi 300 punti base di extra-rendimento della Romania rispetto al Bund non si spiegano solo con il rating BBB- (comunque investment grade, l’ultimo gradino prima dell’area speculativa). Oesano anche l’outlook negativo assegnato da S&P nell’aprile 2026, un deficit pubblico ancora elevato (la stessa S&P lo stima al 6,5% del Pil nel 2026) e, in parte, la scadenza del titolo scelto per il confronto, il 2037, leggermente più lunga di quella degli altri titoli in tabella, quindi con una sensibilità ai tassi lievemente maggiore.

La Polonia, pur restando fuori dall’area euro come Paese, offre con questo eurobond un profilo diverso, con il rating A- che riflette i conti pubblici percepiti come più solidi di quelli rumeni e con lo scarto sul Bund (circa 65 punti base) vicino a quello dell’Italia, nonostante il rating polacco sia più alto.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Argomenti

# Btp

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su