Cosa succede se Giorgia Meloni vince le elezioni europee?

Alessandro Cipolla

04/06/2024

Giorgia Meloni si è candidata alle elezioni europee perché non vuole vincere, ma stravincere: ecco cosa può succedere se Fratelli d’Italia dovesse fare il pieno di voti.

Cosa succede se Giorgia Meloni vince le elezioni europee?

Cosa succede se Giorgia Meloni vince le elezioni europee? Con la premier che ha deciso di candidarsi in prima persona il prossimo 8 e 9 giugno, questa domanda è di grande attualità visto come la leader di Fratelli d’Italia si sta spendendo molto in questa campagna elettorale ormai agli sgoccioli.

Oltre un anno e mezzo dopo il trionfo delle politiche, per Giorgia Meloni queste elezioni europee rappresentano il primo vero banco di prova a livello nazionale, ma non si tratterà solo di testare quale sia il suo reale gradimento nel Paese.

Le elezioni europee 2024 rappresentano anche un’occasione unica per la destra all’interno dell’Unione europea: mai come in questa occasione c’è la possibilità di rompere lo storico asse Popolari-Socialisti-Liberali che da sempre detta legge a Bruxelles.

Guardando invece in casa nostra, Giorgia Meloni alle europee dovrà respingere l’assalto del Partito Democratico che nelle sue liste può contare su diversi esponenti di peso, ma la presidente del Consiglio avrà l’occasione anche di prendersi definitivamente il centrodestra.

Nonostante le dichiarazioni di facciata, i rapporti tra la premier e Matteo Salvini continuano a essere descritti come pessimi, con i due leader che in questa campagna elettorale si sono punzecchiati a vicenda senza mai arrivare a uno scontro politico.

Queste elezioni europee così sembrerebbero avere molti significati per Meloni: bisogna fare un po’ di chiarezza allora su quali potrebbero essere i termini entro i quali dopo il voto si potrebbe parlare di vittoria o di sconfitta.

Elezioni europee 2024: come può vincere Meloni?

In Italia per parlare di una vittoria di Giorgia Meloni alle elezioni europee 2024 si deve partire da una percentuale: 26%, ovvero quanto preso da Fratelli d’Italia alle ultime politiche del settembre 2022.

In questa campagna elettorale, Meloni ha spiegato che l’obiettivo di Fratelli d’Italia è quello di confermare alle europee i voti presi alle politiche; di conseguenza se la premier dovesse riuscire a non scendere sotto questa asticella, per lei si tratterebbe senza dubbio di un successo.

C’è però chi mormora che Giorgia Meloni voglia provare a fare il “botto” il prossimo 8 e 9 giugno, arrivando al 30% tanto da essersi candidata in prima persona come capolista in tutte e cinque le circoscrizioni.

Guardando gli altri partiti, la presidente del Consiglio punterebbe anche a mantenere un buon divario tra FdI e il Partito Democratico, mentre un nuovo flop elettorale di Matteo Salvini potrebbe essere la pietra tombale dei progetti in grande del ministro che, come si evince anche dal nome del suo partito - Lega per Salvini Premier -, dopo le scorse europee quando arrivò a prendere il 34% si era messo in testa di arrivare lui a Palazzo Chigi.

Se allarghiamo lo sguardo allo scenario complessivo dell’Unione europea, Giorgia Meloni da tempo è a capo dei Conservatori e Riformisti, gruppo di centrodestra da sempre all’opposizione a Bruxelles al pari di Identità & Democrazia, gruppo questo più spostato a destra che vede la presenza anche della Lega di Matteo Salvini.

Ora che I&D ha cacciato i tedeschi di AfD che mai hanno rinnegato la politica nazista, non è da escludere un’unione tra questi due gruppi che potrebbe dare vita a una forza unitaria di destra molto numerosa all’interno del Parlamento europeo.

L’obiettivo di Giorgia Meloni sarebbe quello di tentare i Popolari nel dare vita a una maggioranza senza i Socialisti, tanto che di recente sono stati più che cordiali i rapporti tra la premier e Ursula von der Leyen, l’attuale presidente della Commissione che punta a un secondo mandato.

Ricapitolando, per Meloni sarebbe una vittoria riuscire a non andare sotto il 26% dei voti, mentre a Bruxelles la volontà sarebbe quella di non essere relegata ancora una volta all’opposizione: se il primo obiettivo sembrerebbe essere alla portata, per il secondo la strada appare più in salita.

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