Cosa succede in Russia e perché il pil pro capite è aumentato di oltre il 20% nell’ultimo biennio

Federico Giuliani

6 Agosto 2024 - 07:00

Analizzare l’economia russa in questo periodo è un autentico rompicapo. Ecco cosa dimostrano gli ultimi dati.

Cosa succede in Russia e perché il pil pro capite è aumentato di oltre il 20% nell’ultimo biennio

In Russia, nel biennio 2021-2023, il consumo pro capite dei cittadini è aumentato di oltre il 20%. Che cosa sta succedendo all’ombra del Cremlino?

In superficie notiamo un’economia in forte espansione, con molte persone in condizione di spendere e spandere, facendo aumentare i prezzi. In profondità c’è però un “sistema surriscaldato”, in crescita ma trainato principalmente dalla spesa pubblica in tempo di guerra, nonché dal settore legato alla Difesa. I dati che balzano all’occhio sono tuttavia confortanti per Mosca, visto che nel 2023 il Paese ha fatto registrare una crescita del pil del +3,6% e un tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,6%.

Allo stesso tempo la crisi del lavoro – in alcuni settori manca ancora il personale - ha fatto salire i salari, contribuendo a un’inflazione elevata che ha superato il 9% su base annua, ben al di sopra dell’obiettivo ufficiale del 4%. Non è un caso che la banca centrale russa abbia lanciato l’allarme, ancora una volta, in merito al richiamato surriscaldamento dell’economia, aumentando i tassi dal 16% al 18% nel tentativo di frenare l’aumento dei prezzi.

“I tassi di crescita del Pil sono rimasti elevati nel primo e secondo trimestre del 2024 mentre l’inflazione stava accelerando. Ciò suggerisce che il surriscaldamento dell’economia è rimasto considerevole”, ha spiegato a chiare lettere Elvira Nabiullina, governatrice della banca centrale russa, durante il suo annuncio di aumento dei tassi.

I paradossi dell’economia russa

Analizzare l’economia russa in questo periodo è un autentico rompicapo. In ogni caso, nonostante le pesanti sanzioni subite a causa dell’offensiva in Ucraina, il sistema di Mosca non è ancora imploso, e anzi sembra essere resiliente, sostenuto dalla spesa statale per alimentare attività militari e pompare sussidi.

Nel complesso, ha sottolineato il Financial Times, il consumo pro capite è aumentato di oltre il 20% dal 2021 al 2023, con la spesa per il turismo in evidenza, in aumento di oltre il 90%. Anche la spesa per cultura, hotel, servizi di trasporto e servizi personali è aumentata. Altro che collasso imminente: siamo arrivati al punto che un residente di Mosca ha raccontato al FT che il suo vicino gli aveva mostrato le foto di un leone domestico.

“Tutti coloro che appartengono alla classe medio-alta si godono una vita davvero bella”, ha spiegato Sergei Ishkov, investitore e imprenditore moscovita. “I consumi sono in forte espansione a causa di una combinazione di massicce spese di bilancio e carenze di manodopera, che determinano forti pressioni sui salari”, ha invece affermato Bartosz Sawicki, analista di mercato presso la fintech Conotoxia.

Attenzione però, perché la spesa militare, pari a circa il 7% del Pil, starebbe portando a gravi squilibri macroeconomici. Nel frattempo, Nabiullina ha fatto sapere che la banca centrale russa potrebbe aumentare nuovamente i tassi se necessario.

Cosa aspettarsi per il futuro

Secondo le stime russe, il Pil nazionale dovrebbe crescere intorno al 3,5-4% nel corso del 2024. Nel 2025 potrebbe però rallentare allo 0,5-1.5% di crescita su base annua. La banca centrale russa ha comunque rassicurato sul fatto che manterrà alto il suo tasso di interesse chiave per tutto il tempo necessario a raffreddare l’inflazione. Se necessario, potrebbe persino imporre ulteriori aumenti dei tassi per ridurre i rischi economici.

“Le riserve di forza lavoro e capacità produttiva sono state quasi esaurite”, ha affermato Nabiullina. “La carenza di queste risorse potrebbe causare una situazione in cui la crescita economica rallenterà nonostante qualsiasi tentativo di aumentare la domanda”, ha aggiunto.

Come se non bastasse, qualsiasi tentativo di stimolare la domanda non farebbe altro che alimentare ancora di più l’inflazione. Ciò potrebbe creare “uno scenario di stagflazione che potrebbe essere fermato solo tramite una profonda recessione”, ha avvertito la stessa Nabiullina spiegando il forte aumento dei tassi da parte della banca centrale. La prossima riunione della banca centrale si terrà il 13 settembre.

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