Cosa sta per accadere al mercato del Gnl (e al Qatar)?

Violetta Silvestri

27 Febbraio 2024 - 13:01

Il mercato del Gnl è in continuo fermento: cosa sta per accadere? Perché questo combustibile è sempre più cruciale per il prossimo decennio e quanto peserà nel tempo il ruolo del Qatar.

Cosa sta per accadere al mercato del Gnl (e al Qatar)?

Nel pieno di una rivoluzione energetica in corso a livello mondiale, spinta dalla guerra russa in Ucraina 2 anni fa, il Gnl si appresta a diventare un protagonista sempre più cruciale per le forniture globali. Con l’Europa al primo posto come importatore di questo carburante e il Qatar a dominare la scena come Paesi con maggiore potenzialità e quindi influenza.

Non c’è dubbio che il mondo si trova alle prese con un ridimensionamento quasi epocale e sicuramente strutturale del settore energetico: lo stop ai flussi russi sostenuto dall’Europa da una parte e l’incalzare della transizione verso fonti green dall’altra stanno ridisegnando relazioni commerciali, politiche energetiche dei singoli Paesi, mappe geopolitiche.

Tra gli Stati vincitori della corsa al più pulito Gnl, necessario per esempio alle nazioni europee per compensare il gas russo, spiccano senza dubbio Usa, ma soprattutto Qatar. Tutte le prospettive sul gas naturale liquefatto che riguardano soprattutto il futuro del vecchio continente (e quindi dell’Italia).

Il futuro del Gnl è d’oro

Woodside Energy Group, il principale esportatore australiano di gas naturale liquefatto, prevede che il consumo di carburante aumenterà del 50% nel prossimo decennio.

“Stiamo vedendo segnali di crescita della domanda nell’Asia emergente”, ha sottolineato l’amministratore delegato Meg O’Neill, come riportato da Bloomberg. “Ci saranno momenti in cui vedremo arrivare una discreta quantità di nuova offerta, ma è probabile che la crescita della domanda la assorbirà nel corso dei prossimi anni.”

Le prospettive sono tra le più ottimistiche del settore. Le aziende energetiche e gli ambientalisti discutono infatti sul ruolo del gas nella transizione mondiale verso carburanti più puliti. Il combustibile risulta essere un buon compromesso in questa fase di passaggio a un’energia non inquinante.

Woodside sostiene da tempo che sarà necessario più gas per integrare l’espansione delle fonti energetiche rinnovabili che però sono “intermittenti” e ha segnalato di essere aperto a ulteriori espansioni della sua attività per quanto riguarda la produzione di Gnl.

Anche il Qatar, che compete con Stati Uniti e Australia come il più grande trasportatore di gas naturale liquefatto, è ottimista sulla domanda e ha da poco annunciato piani per un aumento del 13% della capacità annuale, in aggiunta a un’espansione già precedentemente progettata.

Il mercato del Gnl è ottimista. I prezzi spot del gas asiatico sono al livello più basso dal 2021, in parte a causa del clima mite e delle elevate scorte in Europa e Asia. Senza l’avvio di un importante impianto di liquefazione quest’anno, l’offerta e la domanda saranno “abbastanza bilanciate” per il 2024 e i prezzi potrebbero aumentare a causa dalla situazione in Medio Oriente o dalla crescita in Cina secondo O’Neill.

Anche se nel 2025 inizierà una maggiore produzione, la domanda tornerà a crescere grazie ad acquirenti che erano in disparte dopo la crisi energetica del 2022 a causa dei prezzi elevati, come Bangladesh e India. E questa dinamica favorirà l’aumento delle quotazioni.

Perché il Qatar sarà cruciale per il Gnl

Il Qatar sta cercando ulteriori accordi sul gas in Europa e Asia nella scommessa che la domanda continuerà a crescere, mentre si imbarca in un nuovo progetto multimiliardario per espandere le esportazioni.

La crescita della popolazione, in particolare in Asia, stimolerà la domanda insieme alla ripresa economica in tutto il mondo, ha affermato il ministro dell’Energia del Qatar Saad Al-Kaabi. Il Paese sta anche cercando di siglare più contratti in Europa, ha detto secondo quanto riportato da Bloomberg.

La spinta del Qatar evidenzia l’importanza del gas per il Paese. Le esportazioni di carburante rappresentano la maggiore fonte di entrate, il che lo ha già reso uno degli Stati più ricchi e ha contribuito ad aumentare la sua influenza globale da quando ha iniziato le spedizioni circa due decenni fa.

Il Qatar aggiungerà 16 milioni di tonnellate di capacità produttiva annua entro la fine di questo decennio, oltre a un’espansione di 49 milioni di tonnellate all’anno già in corso. Ha firmato un patto della durata di 27 anni con China Petroleum & Chemical Corp. e con aziende europee come Eni SpA, TotalEnergies SE e Shell Plc. Tuttavia, i dati BloombergNEF mostrano che il Paese ha bisogno di trovare acquirenti per l’offerta proveniente da circa la metà dell’espansione in corso.