Cosa significa la lettera G sul cambio manuale?

Andrea Fabbri

2 Maggio 2026 - 05:24

Nel cambio manuale di alcune auto compare un’insolita lettera “G”. Ecco cosa significa, perché è stata introdotta e a cosa serve

Cosa significa la lettera G sul cambio manuale?

Anche se moltissime delle auto moderne vengono vendute con il cambio automatico di serie, il cambio manuale continua a resistere e rimane la scelta preferita di milioni di automobilisti.

Tutti conosciamo bene le sigle presenti sulla leva: la folle, i numeri delle marce e la “R” di retromarcia. In alcuni veicoli, però, compare anche una lettera in più, ovvero la “G”. Proviamo a capire cosa indica, su quali mezzi possiamo trovarla e la curiosa storia che si cela dietro alla sua introduzione.

La storia della marcia “G”

La lettera “G” presente sul cambio manuale è l’abbreviazione della parola tedesca «gelände» che significa terreno o fuoristrada. Attualmente è presente su mezzi particolari come quelli da lavoro o da off road, su alcune vecchie Mercedes a trazione integrale e su diversi modelli di Porsche.

Ed è proprio agli ingegneri di quest’ultima che si deve la sua introduzione nel mondo dell’automotive.

La marcia “G” è stata introdotta per la prima volta sulla Porsche 959, modello presentato al Salone di Francoforte nel 1985 e distribuito tra il 1986 e il 1988.

La 959 fu una vettura unica nel suo genere: pensata per competere nei rally venne “portata” su strada con un’infrastruttura ibrida che metteva insieme le linee e la velocità della 911 e alcune caratteristiche delle auto da competizione.

Quando venne presentata, la Porsche 959 era l’auto più veloce della storia. Una potenza e una velocità che generavano un rumore fuori scala rispetto ai limiti accettati all’epoca per il passaggio dei veicoli.

Per risolvere il problema gli ingegneri di Porsche decisero di introdurre la “G”. I regolamenti tedeschi sulle emissioni sonore di quegli anni prevedevano l’omologazione di una vettura tramite la quantità di rumore prodotta al massimo regine del propulsore nel primo rapporto del cambio.

Inserendo la “G”, Porsche riuscì a passare i controlli senza problemi, in quanto la sua prima marcia in realtà era una seconda.

Una delle super car più avanzate di sempre

Al di là del trucco utilizzato, più o meno etico e lecito, resta il fatto che la Porsche 959 ha rappresentato per oltre un decennio l’apice tecnologico del marchio di lusso tedesco.

Negli anni ‘80 era quasi impossibile trovare una macchina con un motore boxer a trazione integrale da 2.8 litri, 6 cilindri e la bellezza di 444 Cv di potenza. Non per niente la 959 rimase, con i suoi 314 km/h di velocità massima dichiarata, la vettura stradale più veloce del pianeta per molto tempo prima di essere scalzata dalla vetta dalla Ferrari con la mitica F40.

In tutto il mondo ne vennero distribuiti 292 esemplari e venne realizzata con due allestimenti diversi: la 959 Konfort con gli accessori interni e l’elettronica di bordo, e la Sport, priva dei sedili posteriori e delle sospensioni elettroniche attive. Uno “snellimento” ripagato da 100 kg di peso in meno e da un motore potenziato fino a 515 Cv.

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