Cosa prevede il nuovo Testo Unico PMI?

Nadia Pascale

26 Marzo 2026 - 12:06

In arrivo il Testo Unico PMI, la nuova disciplina mira al riordino della materia al fine di rendere più snelle le attività di gestione delle PMI e ridurre gli oneri burocratici per le imprese.

Cosa prevede il nuovo Testo Unico PMI?

In arrivo il Testo Unico PMI, a prevederlo è la legge annuale PMI pubblicata in Gazzetta ufficiale, ecco cosa cambia tra semplificazioni e incentivi per le imprese. Ttutte le novità per le imprese nella riforma di Start up e PMI.

La Legge PMI (Legge 34 del 2026) contiene la delega al Governo per disciplinare e riordinare la normativa inerente Start up e PMI innovative. Il governo entro 12 mesi deve provvedere ad adottare un decreto legislativo, Testo Unico PMI, che preveda il riordino e il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di start-up innovative, di spin-off, di PMI innovative e di incubatori e acceleratori di startup. Da riordinare anche le disposizioni inerenti le attività delle filiere, formazione, alta formazione, ricerca e investimenti rivolti a tali soggetti.

Ecco cosa prevedono le linee guida per il Testo Unico PMI e start up innovative e le novità per le imprese.

Testo Unico PMI e start up: ecco cosa prevede

La Legge PMI e start up pubblicata in Gazzetta ufficiale prevede che il decreto legislativo contenente il Testo Unico per il riordino e riassetto della normativa su PMI, start up innovative, incubatori e acceleratori, debba attenersi a principi specifici:

  • razionalizzazione della materia;
  • abrogazione esplicita di tutte le norme che hanno esaurito la loro funzione, sono obsolete e prive di contenuto normativo;
  • coordinamento delle norme che sono vigenti adottando anche le necessarie modifiche per assicurare coerenza giuridica, logica e funzionale alla materia;
  • semplificazione e riordino della materia con riduzione di oneri e incombenze per le imprese, certezza del diritto e tutela, libera concorrenza e rispetto dei principi di proporzionalità e gradualità;
  • riordino materia relativa alla formazione, in particolare collaborazione tra le istituzioni universitarie, le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, gli enti pubblici di ricerca e le imprese, per la creazione di start-up innovative e spin-off per la valorizzazione delle attività di ricerca, dei modelli innovativi e del trasferimento tecnologico.

Creazioni reti di imprese, arrivano nuovi incentivi

La Legge PMI prevede incentivi per la creazione delle reti di impresa istituite ai sensi del Decreto legge 5 del 2009, si parte dal presupposto che i costi per la gestione delle piccole imprese possano essere più elevati, viene quindi favorita la creazione delle reti che possono insieme effettuare investimenti fruttuosi per ricerca e sviluppo, per l’adozione di nuove tecnologie evolute in grado di rendere più efficiente la gestione.

Viene esclusa la tassazione della quota di utili destinata al fondo comune o al patrimonio destinato alla realizzazione di un progetto della rete di impresa. Tale quota viene decurtata dal calcolo per la formazione del reddito. L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può superare il limite massimo di un milione di euro annui.

La quota di utili accantonata in un’apposita riserva non concorre alla formazione del reddito d’impresa, a condizione che la riserva non sia successivamente utilizzata per finalità diverse dalla copertura di perdite o che non venga meno l’adesione al contratto di rete.
L’agevolazione può essere fruita a condizione che la rete non acquisti soggettività giuridica e nel limite complessivo di 15 milioni di euro per ciascuna delle annualità dal 2027 al 2029, esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute dalle imprese aderenti al contratto di rete per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.

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