Scontro tra Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci dopo la diffusione di alcune chat private legate al caso Boccia. Il primo mostra le chat in diretta tv, il secondo parla di messaggi travisati
È scontro aperto tra i due conduttori Rai Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci, dopo che sono state diffuse alcune conversazioni private emerse da un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Roma tra il conduttore di Report e Maria Rosaria Boccia.
Giletti, durante l’ultima puntata del suo programma in onda tutti i lunedì su Rai 3, «Lo Stato Delle Cose», ha mostrato in diretta i messaggi che i due si sarebbero scambiati, criticando duramente in diretta tv Sigfrido Ranucci. Quest’ultimo, il giorno seguente, ha risposto a Giletti con un lungo post sul suo profilo Facebook e ha respinto le accuse parlando di frasi decontestualizzate e interpretate in modo scorretto.
Una vicenda che ha rapidamente superato i confini televisivi, trasformandosi in un confronto mediatico e politico. Attualmente, il centrodestra si sta schierando a favore di Massimo Giletti, mentre il centrosinistra a favore del conduttore di Report.
«Giro gay» nelle chat: cosa è stato detto e la reazione di Giletti
Le chat risalgono al 17 settembre 2024 ed emergono nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che coinvolge Maria Rosaria Boccia. I messaggi, dopo essere stati pubblicati su diverse testate nazionali, sono stati mostrati e commentati dallo stesso Giletti in diretta tv durante l’ultima puntata del suo programma «Lo Stato delle Cose» su Rai 3.
Nelle conversazioni tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia, il giornalista di Report scriverebbe «Ho visto Cerno all’Aria che tira», aggiungendo poi «quello è un altro del giro» e «amico di Marco Mancini, giro gay», definito in un passaggio successivo «pericolosissimo». Boccia risponderebbe citando Alfonso Signorini «come Signorini» ricevendo da Ranucci conferma: «Sì». A quel punto Boccia domanda «e il signor B?», figura la cui identità non è ancora nota, anche se durante la puntata, Giletti ha affermato di avere una propria idea su chi possa essere, e Ranucci replica: «e Giletti», sostenendo che anche lui farebbe parte del presunto “giro gay”.
Durante la trasmissione, Giletti ha commentato il contenuto delle chat esprimendo delusione personale e professionale: «Finire a parlare di questa roba è veramente triste», ha detto in studio, sottolineando come la libertà di informazione «non sia un venticello, non sia una battuta», ma «qualcosa di molto più serio». Il giornalista ha parlato di un’informazione fatta di coraggio e indipendenza, affermando di non riconoscere nei messaggi del suo collega «la sostanza di un combattente» e definendo la vicenda «una delusione umana profonda».
Giletti ha poi chiarito di non sentirsi offeso sul piano personale. «Non me ne frega niente del gay o dell’omosessuale. Siamo nel 2026», ha dichiarato, spiegando però di essere in disaccordo con il concetto di “lobby”, perché «la lobby vuol dire potere» e quel potere, ha aggiunto lui, lo avrebbe sempre contrastato.
La replica di Ranucci: «Chat travisate e accuse false»
Nel lungo post pubblicato il giorno successivo sui social, Ranucci ha replicato alle accuse sostenendo che Giletti avrebbe riproposto le chat «dopo che gli avevo spiegato il senso delle mie parole », ribadendo: «Questo è falso», in riferimento all’idea di aver accusato il collega di far parte di una “lobby gay”. Il conduttore di Report ha poi spostato l’attenzione su quello che secondo lui sarebbe il punto centrale della vicenda, affermando che «Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini», l’ex 007 coinvolto nel caso Abu Omar e nel dossieraggio Telecom-Pirelli.
Nel post, Ranucci sostiene che alcune conversazioni pubblicate da un quotidiano sarebbero state «non autentiche» e che nelle versioni circolate sarebbe scomparso il nome dello 007 Marco Mancini, figura che definisce «chiave» per capire il senso dei messaggi scambiati con Maria Rosaria Boccia e il riferimento alla vicenda dell’autogrill tra Matteo Renzi e lo stesso ex dirigente dei servizi.
Il riferimento riguarda il famoso incontro tra Renzi e Mancini del 23 dicembre 2020 in un’area di servizio di Fiano Romano, ripreso casualmente da una professoressa e poi reso pubblico da Report. Su questa vicenda, negli anni successivi Massimo Giletti aveva realizzato diverse puntate di approfondimento, arrivando anche a cercare la donna autrice delle immagini per raccoglierne la testimonianza.
Secondo il conduttore di Report, proprio l’assenza del nome di Mancini nelle versioni circolate avrebbe contribuito a far emergere solo una parte parziale delle chat, spostando l’attenzione su altre cose.
Il giornalista accusa inoltre Giletti e Tommaso Cerno di aver «sorvolato sulla figura di Mancini» durante la ricostruzione televisiva e di aver rilanciato tesi già smentite, a suo dire, da Procura e Tribunale di Roma, aggiungendo che il conduttore avrebbe «spacciato per un’inchiesta sua le carte degli avvocati di Mancini».
In chiusura, Ranucci esprime rammarico personale per lo scontro e richiama un episodio passato legato alla tutela di una fonte di Report, sostenendo che Giletti avrebbe cercato di «rivelare la nostra fonte», concludendo con una critica al clima del dibattito giornalistico e televisivo attuale.
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