Lo spendere d’impulso come reazione all’ansia da futuro incerto. Il meccanismo psicologico, chi ne è più colpito, come interromperlo
Ascoltare le notizie di politica nazionale ed estera in questo 2026 è decisamente scoraggiante. Crisi lavorative, aumento dell’inflazione, conflitti internazionali ecc ecc. Non è facile gestire lo stress che genera un periodo di questo tipo.
Per affrontarlo molti decidono di aumentare il numero di acquisti online. Un fenomeno che è stato recentemente definito “Doom Spending” e che colpisce in particolar modo i Millennials e la Gen Z.
La definizione di doom spending
Il Doom Spending, termine che in italiano potremmo tradurre con «spesa da catastrofe imminente» è il meccanismo che porta le persone a comprare compulsivamente nei momenti in cui il futuro appare sempre più cupo e incerto.
Una forma di consolazione per abbassare il livello di ansia che ricorda da vicino lo shopping compulsivo fatto nei momenti di tristezza. L’unica differenza è la motivazione: nel doom spending è il pessimismo verso il futuro.
Quando è stato coniato il termine e quali sono le fasce d’età più colpite
A definire per la prima volta il termine di Doom Spending è stato qualche anno fa un sondaggio condotto da Credit Karma, società statunitense specializzata in ricerche di mercato relative ai consumi. Una ricerca che ha svelato che quasi il 30% degli americani si “coccola” con acquisti compulsivi quando sente la paura nei confronti del futuro.
Interessanti anche i dati relativi a genere ed età di chi compra nei momenti difficili. Gli uomini sembrano più “affetti” dalla “sindrome della spesa catastrofica” rispetto alle donne (33% contro 21%) mentre il 43% dei Millennials e il 35% dei membri della Gen Z ha dichiarato di soffrirne.
Come uscire dal meccanismo del doom spending
Se siamo anche noi vittime di questo meccanismo ci sono buone notizie: possiamo applicare alcune strategie per minimizzare il problema e salvare i nostri risparmi per le spese davvero necessarie.
La prima è quella di prendere consapevolezza dei meccanismi emotivi che invogliano a comprare. Noi non siamo ciò che compriamo e anche nelle situazioni che appaiono più difficili e più incerte esistono molti altri modi (quasi sempre gratuiti) per abbassare il livello d’ansia, gratificarsi e trattarsi bene.
Dal punto di vista strettamente economico, invece, una buona abitudine è quella di iniziare a creare un report delle spese mensili. Avere davanti quanto abbiamo speso potrebbe aiutarci a comprare con moderazione e a eliminare gli account dalle piattaforme in cui acquistiamo più spesso.
Un altro stratagemma funzionale è quello di imparare a temporeggiare e aspettare uno o due giorni prima di procedere a un acquisto online. Questo ci permetterà di riflettere con la dovuta tranquillità sulla reale necessità che abbiamo di comprare qualcosa o, se non possiamo fare a meno di un oggetto, di cercare prezzi più vantaggiosi.
Adottare questi accorgimenti ha anche un altro effetto benefico indiretto. L’auto-consapevolezza della capacità di gestire le spese migliora notevolmente l’autostima e contribuisce ad aumentare la considerazione di sé stessi. Un passo fondamentale per non cadere nella tentazione del Doom Spending.