Coronavirus in Africa: curarsi grazie ai terroristi

Violetta Silvestri

17 Giugno 2020 - 17:04

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Il coronavirus in Africa preoccupa soprattutto per la fragilità delle strutture sanitarie. In Somalia, è stato appena inaugurato un centro di cure per i contagiati. Con una caratteristica: è stato finanziato dai terroristi di Al-Shabaab

Coronavirus in Africa: curarsi grazie ai terroristi

Il coronavirus in Africa è sotto osservazione da tempo, soprattutto per le difficoltà del giovane e popoloso continente nel settore sanitario.

Dalla Somalia, a tal proposito, è arrivata una buona notizia: l’inaugurazione di un centro specializzato per la cura di contagiati dalla COVID-19.

Unico dettaglio, degno di attenzione, è l’artefice di tale struttura: il violento gruppo terrorista somalo Al-Shabaab.

Il finanziamento del centro è stato rivendicato apertamente dagli uomini affiliati di Al-Qaeda, dimostrando quanto il legame impegno sociale e terrorismo sia solido. Soprattutto in tempi difficili come quelli dominati dal coronavirus.

In Somalia nasce il centro anti-coronavirus di Al-Shabaab

L’annuncio è arrivato direttamente dalla stazione radio del gruppo terroristico: “Il comitato di Al-Shabaab per la prevenzione e il trattamento del COVID-19 ha aperto un suo centro in Somalia”.

Nello specifico, la struttura adibita per la cura dei contagiati dal coronavirus si trova a Jilib. Mogadiscio è situata a circa 380 km a Sud.

Tutto è pronto, secondo quanto è stato dichiarato in una trasmissione radiofonica della stazione Andalus, di proprietà dei terroristi. I somali sono stati quindi invitati a prendere in considerazione la struttura in caso di sintomi legati al virus. A disposizione ci sono anche mezzi adibiti al trasporto di malati.

Una notizia importante per la Somalia, se non fosse che questa propensione all’impegno sociale del gruppo affiliato a Al-Qaeda non fa che rafforzare il potere di terribili terroristi nel Paese africano.

Finora, la nazione somala ha registrato più di 2.600 casi di contagio e circa 88 decessi. Una situazione sotto controllo, quindi, che però potrebbe aver bisogno da un momento all’altro di strutture sanitarie come quella di Al-Shabaab.

Il gruppo jihadista esiste sul territorio dal 2006 ed è ufficialmente legato al terrorismo di Al-Qaeda. Dal 2017 c’è lo stato di guerra in Somalia, proprio per tentare di arginare la forza violenta e sanguinaria di Al-Shabaab, che finora si è dimostrato piuttosto radicato e resistente.

Con l’intento di rovesciare il Governo di Mogadiscio e di prendere il potere sullo Stato in nome della legge islamica più intransigente, il gruppo ha portato avanti attentati e azioni crudeli negli anni. Ormai la Somalia è considerata un posto sicuro per i terroristi africani.

Ecco perché questa ultima notizia sull’ospedale finanziato da Al-Shabaab preoccupa più che far gioire. Il segnale è di una presenza benevola per la popolazione in difficoltà, con l’intento più profondo di radicare il potere e continuare a terrorizzare.

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