Conviene entrare su Giunti Psychometrics o aspettare il primo prezzo di mercato? Ecco cosa sapere

Redazione Money Premium

08/07/2026

Il gruppo complessivo si muove su un fatturato stimato tra i 15 e i 20 milioni di euro, con margini potenzialmente in espansione grazie alla digitalizzazione e alle sinergie internazionali.

Conviene entrare su Giunti Psychometrics o aspettare il primo prezzo di mercato? Ecco cosa sapere

Il collocamento retail di Giunti Psychometrics Holding è in fase di avvio proprio in questi giorni, con apertura prevista per domani 9 luglio e chiusura il 14 luglio, mentre il bookbuilding per gli investitori istituzionali è già in corso.

L’intermediario per la raccolta ordini retail è Directa SIM, ma ogni risparmiatore deve verificare con il proprio broker la connettività a Borsa Italiana per poter partecipare all’IPO su Euronext Growth Milan.

La struttura societaria

Psychometrics Holding, controllata da Giunti Daniel, detiene l’81% del capitale. A seguire Giunti Editore (controllata da Giunti Lombardo Andrea) con il 12%, Cefeo Holding (sempre riconducibile a Giunti Lombardo Andrea) con il 4% e Holding Daniel (controllata da Giunti Daniel) con il 3%. Parallelamente al capitale ordinario, esistono 1.500.000 azioni a voto plurimo (10 voti per azione), non destinate alla negoziazione sul mercato.

Di queste, Psychometrics Holding ne possiede 1.215.000, Giunti Editore 180.000, Cefeo Holding 60.000 e Holding Daniel 45.000. Questa struttura garantisce alla famiglia Giunti un controllo nettamente maggiorato rispetto alla quota di capitale effettivamente detenuta.

I numeri di Giunti Psychometrics

Sul piano fondamentale Giunti Psychometrics mantiene il suo solido posizionamento come leader italiano e player internazionale nei test psicometrici scientificamente validati, con una storia che risale al 1950 e una presenza in circa 20 Paesi. La piattaforma digitale Giunti Testing continua a rappresentare il motore di transizione verso un modello SaaS con ricavi più ricorrenti, mentre l’acquisizione di quote maggioritarie come quella di Vetor Editora in Brasile rafforza l’espansione in America Latina. Le controllate estere, in particolare quella rumena, mostrano una crescita costante: nel 2025 ha registrato ricavi per circa 1,23 milioni di euro, in aumento del 28,5% rispetto all’anno precedente, con utile netto in miglioramento.

I dati della capogruppo italiana restano legati alla riorganizzazione del 2024: la holding ha chiuso quell’esercizio con ricavi intorno ai 6,2 milioni di euro e una perdita di 1,28 milioni, mentre Giunti Psychometrics Italia S.r.l. ha generato 7,84 milioni di ricavi e un utile netto di 2,8 milioni. Il gruppo complessivo si muove su un fatturato stimato tra i 15 e i 20 milioni di euro, con margini potenzialmente in espansione grazie alla digitalizzazione e alle sinergie internazionali. Il settore beneficia di trend strutturali forti legati alla salute mentale, alla valutazione HR e alla diagnostica educativa, con barriere all’ingresso elevate grazie alla validazione scientifica dei test e alle partnership esclusive, come quella storica con strumenti quali l’MBTI.

Quali rischi per un investitore retail?

Tuttavia per un investitore retail i rischi rimangono significativi. Si tratta di una realtà di dimensioni ancora contenute che debutta su un mercato come Euronext Growth Milan, storicamente caratterizzato da bassa liquidità, elevata volatilità e performance post-IPO spesso deludenti nel medio termine per molte small cap. La trasparenza finanziaria aumenterà solo con la pubblicazione completa del documento di ammissione, che dovrà contenere il piano industriale dettagliato, le proiezioni e l’impiego dei proventi. Senza un prezzo di offerta ragionevole rispetto ai multipli del comparto education-tech e assessment tools, il rischio di overpricing o di diluizione per i nuovi azionisti è concreto.

Per chi dispone di un orizzonte di medio-lungo termine e di una elevata tolleranza al rischio, partecipare al collocamento retail di Giunti Psychometrics potrebbe offrire esposizione a una nicchia di mercato in crescita strutturale, soprattutto se il prezzo finale risulterà attraente e supportato da una forte domanda istituzionale. Chi invece privilegia liquidità e minore volatilità farebbe meglio ad attendere i primi mesi di negoziazione, quando saranno disponibili maggiori dati di mercato e il sentiment post-quotazione.

Al momento, in assenza di dettagli sul pricing e sul documento di ammissione, non è possibile esprimere un giudizio definitivo di “convenienza”: l’operazione resta speculativa e va valutata caso per caso solo dopo aver esaminato con attenzione tutta la documentazione ufficiale. Monitorare l’andamento del bookbuilding istituzionale nelle prossime ore rimane la priorità per chi intende partecipare.