Contributi a fondo perduto decreto Ristori 5: le novità in arrivo per le partite IVA

Rosaria Imparato

23/02/2021

23/02/2021 - 11:08

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Fondo perduto, il decreto Ristori 5 è atteso per la prossima settimana: quali novità in merito al calcolo del contributo e alla platea di beneficiari? Vediamo le novità in arrivo per le partite IVA, facendo una panoramica dell’evoluzione della normativa dal decreto Rilancio a oggi.

Contributi a fondo perduto del decreto Ristori 5, quali sono le novità per le partita IVA?

L’ultimo provvedimento della saga Ristori si sta facendo attendere da parecchie settimane: l’iter di approvazione del provvedimento ha subìto dei rallentamenti rispetto alla tabella di marcia inizialmente prestabilita, vista la crisi politica sfociata nella creazione di un nuovo Governo.

Non solo dovrebbero modificarsi le modalità di calcolo per l’erogazione del contributo, ma cambia anche la platea di beneficiari: vediamo quali sono le novità in arrivo.

Contributi a fondo perduto decreto Ristori 5: le novità in arrivo per le partite IVA

Sono tantissime le partite IVA che attendono con fiducia il decreto Ristori 5: il provvedimento, di cui si attende l’approvazione e la pubblicazione, promette grandi interventi economici (visto anche lo scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro).

In particolare, il Ristori 5 dovrebbe intervenire sui contributi a fondo perduto, modificando le modalità di calcolo e ampliando la platea di beneficiari.

Sono tre, finora, le grandi novità:

  • dovrebbe essere superato il criterio dei beneficiari in base al codice ATECO;
  • il calo di fatturato preso in considerazione non è più di un solo mese (aprile 2019/aprile 2020) ma annuale;
  • potrebbero essere inclusi tra i beneficiari anche i professionisti iscritti agli Ordini.

Il decreto Ristori 5 quindi supera i criteri inizialmente stabiliti dal decreto Rilancio, che sono stati usati come struttura di base per i successivi provvedimenti per accelerare le tempistiche di erogazione dei finanziamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo le anticipazioni del Sole 24 Ore del 23 febbraio, l’obiettivo del MEF è quello di riattivare la contemporaneità tra obblighi di chiusura e aiuti economici, tenendo in considerazione anche le chiusure decise a livello regionale.

Il meccanismo di calcolo dovrebbe basarsi sulla perdita di fatturato superiore al 33% su tutto il 2020, tenendo in considerazione i costi fissi sostenuti dalle imprese.

Il superamento dei codici ATECO, inoltre, se da un lato amplia la platea di beneficiari, dall’altro lato rende più macchinoso capire come strutturare le procedure di richiesta e accredito. Resta quindi fissa l’incognita sui tempi effettivi di erogazione degli aiuti.

Fondo perduto decreto Ristori 5: novità per i beneficiari e le modalità di calcolo

Il superamento dei criteri stabiliti dal decreto Rilancio non è una novità di poco conto per le partite IVA.

L’erogazione dei nuovi contributi dovrebbe infatti avvenire a prescindere dal codice ATECO e quindi dal settore economico di appartenenza: questa decisione aprirebbe le porte dei finanziamenti a tutte quei settori -dalla ristorazione al turismo, ma non solo- che per motivi di “stagionalità” della propria attività non sono rientrati tra i beneficiari.

Dall’altro lato, ancora non si conoscono con certezza i parametri di riferimento per determinare il calcolo del fatturato.

Col decreto Rilancio e i primi quattro decreti Ristori la percentuale era il 33%, e dava diritto a un contributo calcolato come segue:

  • 20% per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000€;
  • 15% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 100.000€ e 400.000€;
  • 10% per soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400.000€ e 5.000.000€.

Fino alla pubblicazione del testo del decreto Ristori 5 non possiamo avere la certezza di come verranno calcolati i nuovi contributi a fondo perduto, così come -visto che cambierà anche la platea di beneficiari- le modalità di richiesta degli stessi: non resta che attendere la pubblicazione del provvedimento.

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