Conto deposito o Btp, quale conviene? Rendimento e differenze

Claudia Cervi

06/11/2022

02/12/2022 - 15:07

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Conto deposito o Btp: quale conviene contro l’inflazione e in fase di tassi crescenti? Quale rende di più? Guida ai migliori strumenti per risparmiatori e investitori in base al rendimento.

Conto deposito o Btp, quale conviene? Rendimento e differenze

Conti deposito e Btp tornano a offrire rendimenti interessanti ai risparmiatori dopo oltre un decennio di tassi a zero. A determinare il balzo dei rendimenti di conti deposito e Btp è la nuova politica monetaria della Banca Centrale Europea che a luglio 2022 ha avviato un programma di rialzo dei tassi di riferimento per contrastare un’inflazione record su livelli massimi da 40 anni.

Il rendimento di conti di deposito e Btp varia in base alle caratteristiche del prodotto selezionato e non sempre un aumento dei tassi di interesse si riflette in un aumento del rendimento per l’investitore.

In questa guida vedremo quali sono i rendimenti di conti deposito e Btp, quali le differenze tra i due asset e quale conviene di più come strumento di protezione contro l’inflazione e in una fase di tassi crescenti.

I rendimenti del conto deposito

Il conto deposito è la soluzione più semplice per il risparmio a breve termine e può essere facilmente gestito dal proprio conto corrente online attraverso procedure dedicate. La sicurezza del conto deposito è garantita dall’adesione della propria banca al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), obbligatorio per legge. In caso di fallimento della banca, il FITD rimborsa fino a 100 mila euro.

Il conto deposito è senza dubbio la forma di investimento di breve termine a più basso rischio, ma difficilmente offre rendimenti annui lordi superiori al 4% (2,96% netti). Il tasso massimo è garantito per le somme vincolate, cioè che non possono essere ritirate per un determinato periodo di tempo (da un minimo di tre mesi a un massimo di 60 mesi). Se si vuole disporre del proprio denaro in qualsiasi momento bisogna invece accontentarsi di rendimenti più bassi.

I rendimenti dei Btp

Una strada potenzialmente più remunerativa ma più rischiosa è quella di investire in Btp.
Prendendo in esame un Btp Italia a 5 anni, paragonabile ai 60 mesi del conto deposito, si scopre infatti che il rendimento è maggiore rispetto al conto deposito: chi ha beneficiato dello stacco cedola semestrale il 28 ottobre scorso ha ricevuto un importo pari al 4,49% lordo (3,93% netti), che comprende anche la rivalutazione del capitale utilizzata come base per il calcolo della cedola all’inflazione italiana.

Come anticipato, l’investimento in Btp presenta però maggiori rischi e costi più elevati: pur trattandosi di un mercato liquido che permette di disinvestire in qualsiasi momento, il valore del Btp prima della scadenza subisce oscillazioni, al rialzo e al ribasso, in funzione dell’andamento dei tassi di interesse del mercato obbligazionario, soprattutto per scadenze più a lungo termine. Inoltre bisogna tenere in considerazione le commissioni bancarie per l’acquisto (tranne quando avvenga durante un’asta) e alla vendita e le tasse sul deposito titoli. A differenza del conto deposito, che non impone somme minime da investire, per investire in Btp è necessario un capitale minimo di 1.000 euro e multipli.

Ricordiamo infine che i Btp sono titoli garantiti dallo Stato e offrono la restituzione del capitale per un valore pari al nominale. In altre parole, un titolo acquistato a 98 euro sarà rimborsato a scadenza a 100 euro.

Quando conviene un conto deposito?

Per decidere quando conviene investire in un conto deposito occorre valutare tre variabili:

  • la propensione al rischio: l’investitore più prudente preferirà un conto deposito al Btp, accontentandosi di un rendimento più basso proporzionale alla sua rischiosità;
  • il vincolo temporale: l’investitore dovrà rinunciare a prelevare le somme dal conto per un certo periodo di tempo. Maggiore è l’orizzonte temporale del vincolo e più elevato è il rendimento;
  • i rendimenti in crescita: in uno scenario di tassi di interesse in salita, i conti deposito nella forma libera sono meno penalizzanti perché offrono rendimenti che si adeguano a quelli offerti dal mercato monetario. Al contrario, i conti vincolati non prevedono un adeguamento delle condizioni contrattuali. Pertanto, se i tassi di interesse continuassero a salire per tutta la durata del vincolo, l’investitore si dovrà accontentare del tasso negoziato inizialmente.

Quando conviene investire in Btp?

Il rialzo dei tassi di interesse Bce mette le ali ai rendimenti delle obbligazioni e dei titoli di Stato ma investire in Btp considerando solo la variabile rendimento potrebbe essere una scelta sbagliata. La domanda che si pongono molti investitori è un’altra: quando conviene acquistare Btp in una fase di restringimento di politica monetaria?

A impattare sull’andamento dei Btp sono infatti anche fattori di natura politica, che a loro volta determinano la variazione dello spread tra Btp e Bund a 10 anni, la durata del titolo e, le aspettative di crescita dell’inflazione, specie se si valuta l’acquisto di Btp Italia o Btp€i

Inoltre una politica monetaria più aggressiva ha effetti diversi sui titoli di Stato a seconda che si tratti di obbligazioni a tasso fisso o a tasso variabile (indicizzate all’inflazione).

I Btp sono titoli a tasso fisso e sono più sensibili all’aumento dei tassi di interesse: quelli acquistati quando i tassi erano più bassi sono meno attraenti di quelli di nuova emissione che offrono rendimenti più elevati. Questa differenza abbassa le quotazioni delle obbligazioni più vecchie costringendo gli investitori a mantenere l’investimento fino alla scadenza del titolo.

Nel caso di Btp a tasso variabile (indicizzati all’inflazione) le oscillazioni dovute al rialzo dei tassi di interesse saranno limitate. Le cedole future di questi titoli vengono infatti adeguate ai nuovi livelli del costo del denaro.

In un contesto di tassi in rialzo, conviene acquistare Btp con una vita residua più breve (duration), meno sensibili alle variazioni dei tassi: quando i tassi salgono, il valore dei Btp con duration più lunga diminuisce più velocemente rispetto al valore di titoli con vita residua più breve.

Meglio conto deposito o Btp?

L’aumento dei tassi di interesse Bce ha implicazioni sulla domanda aggregata e sulla distribuzione della ricchezza. In particolare, molti individui saranno indotti a spendere meno o a rinviare le decisioni di acquisto, determinando un rallentamento dell’economia. Allo stesso tempo la salita dei tassi comporta un maggior costo per chi deve a prendere a prestito il denaro (mutui e prestiti) e favorisce chi presta soldi, sotto forma di Titoli di Stato (Btp), conti deposito o altre forme di impiego.

Concludiamo con una sintesi per capire se sia meglio investire in un conto deposito o in Btp. In una fase di incertezza dei mercati finanziari e di inflazione crescente è fondamentale capire cosa fare con i propri risparmi.
Per proteggere almeno in parte il proprio denaro dall’inflazione gli investitori hanno a disposizione due strumenti a basso rischio: il conto deposito e i Btp.

Per gli investitori che vogliono limitare al minimo il rischio sarà meglio scegliere un conto deposito. Per chi decide di correre un rischio leggermente superiore e dispone di maggiori capitali da investire sarà meglio scegliere un Btp (legato all’inflazione).

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