Conto deposito o Btp? Ecco quale rende davvero oltre il 4%. Il miglior conto deposito sul mercato rende fino al 4,10% lordo con un vincolo di 36 mesi, ma sconta un’aliquota fiscale del 26%, oltre all’imposta di bollo dello 0,20% che ne riduce il guadagno. Sul mercato troviamo molti Btp con durata simile (con scadenza a fine 2027), con cedole lorde fino al 6,50%, che però trattano sopra la pari.
Come scegliere lo strumento più conveniente? Quale offre un rendimento netto superiore al 4%? Prima di rispondere a queste domande occorre chiedersi se sia meglio un prodotto più semplice e accessibile, come il conto deposito, o uno strumento finanziario più liquido e flessibile che può essere rivenduto prima della scadenza, come il Btp.
In generale, la risposta è che dipende dalla propria propensione al rischio, ma vediamo di seguito una simulazione di quanto si guadagna davvero con un conto deposito vincolato a 36 mesi e con tre Btp di durata simile, in scenari diversi.
1) Conto deposito Banca Aidexa con vincolo a 36 mesi
In uno scenario di investimento di liquidità a 36 mesi, il conto deposito che offre rendimenti più alti (del 4,10% lordo) è quello di Banca Aidexa, fintech italiana specializzata nell’accesso al credito alle micro e piccole imprese. Con un deposito di €50.000 vincolato per 3 anni permette di ottenere un guadagno lordo di €6.150, pari a €4.251 al netto di tutti gli oneri, aliquota del 26% e imposta di bollo.
Il rendimento netto complessivo è dell’8,5% in 3 anni.
2) Btp 1nv27 6,5%
Grafico Btp-1nv27 6,5%
Fonte Borsa Italiana
Il primo Btp che prendiamo in considerazione ha una durata simile a quella del conto deposito, nel novembre 2027, e una cedola lorda del 6,50%. L’entità della cedola non deve però trarre in inganno: per comprare questo Btp (Isin IT0001174611) occorre pagare €111 per ottenere a scadenza il valore nominale di €100.
Pertanto, se decidiamo di investire €50.000 in questo Btp, dobbiamo essere consapevoli del fatto che il rendimento netto complessivo terrà conto della minusvalenza derivante dalla differenza tra il prezzo di rimborso e il prezzo di acquisto più elevato.
Il rendimento netto complessivo è del 5,21% in 3 anni, con un guadagno netto di €2.600 circa. In questo caso, rende di più il conto deposito.
3) Btp Tf 0,25% Mz28
Grafico Btp Tf 0,25% Mz28 Eur
Fonte Borsa Italiana
Perché scegliere un titolo sopra la pari quando c’è un’offerta ampia di titoli scambiati sotto la pari? Prendiamo ora in considerazione un Btp con scadenza nel marzo 2028 (Isin IT0005433690), che vale attualmente €92,4. Sebbene la cedola lorda sia esigua, pari allo 0,25%, investendo €50.000 si ottiene un guadagno netto di €3.985,80, pari a un rendimento netto complessivo del 7,97%.
Anche in questo caso, il conto deposito rende di più del Btp. Tuttavia, il Btp è uno strumento più flessibile e può essere rivenduto prima della sua scadenza, se le condizioni di mercato sono favorevoli. In un contesto come quello attuale, in cui le banche centrali hanno avviato un ciclo di riduzione dei tassi, i titoli sulla parte breve della curva di rendimento risultano più sensibili alle variazioni di politica monetaria. Un taglio dei tassi di interesse dell’1% - con il tasso sui depositi che potrebbe scendere dal 3,25% al 2,25% entro metà 2025 - comporterebbe un aumento del prezzo di circa il 2,8%.
Proiezione tassi Bce 2025
Fonte Financial Times
In questo caso, il prezzo del Btp potrebbe salire a circa €95, permettendo di guadagnare circa €1.400, o €1.225 al netto dell’aliquota del 12,5%, in circa 1 anno, oltre a €110 di cedola annuale, portando a un guadagno netto complessivo del 2,7% annuo. Anche in questo scenario di tassi in calo, il conto deposito garantisce un maggior guadagno (2,83% al netto di tasse e oneri).
Solo nell’ipotesi di un taglio dei tassi più aggressivo, per esempio del 2%, questo Btp potrebbe rappresentare una valida alternativa al conto deposito. In questo scenario, il prezzo del Btp salirebbe di circa il 5,6%, a €97,50, permettendo di guadagnare complessivamente €2.559 netti, pari al 5,8% (in 1 anno).
4) Btp Tf 2,65% Dc27
Grafico Btp Tf 2,65% Dc27 Eur
Fonte Borsa Italiana
Infine analizziamo un Btp con scadenza nel dicembre 2027 (Isin IT0005500068), quotato poco sopra la pari, a €100,05 con cedola lorda del 2,65%.
Investendo €50.000 in questo Btp, il guadagno netto a scadenza si attesta a 3.492€, con un rendimento netto complessivo del 7% in 3 anni.
Anche in questo caso, l’investitore che volesse liquidare l’investimento prima della scadenza per sfruttare uno scenario di tassi Bce in calo dell’1%, potrebbe farlo, ottenendo un guadagno di €2.382 al netto dell’imposta del 12,5%.
In questo scenario, il Btp dicembre 2027 potrebbe rendere il 4,7% netto in un anno, battendo il rendimento annuale lordo del conto deposito al 4,10% (2,83% al netto di tasse e oneri).
Abbiamo (volutamente) lasciato in fondo l’analisi del Btp con cedola del 6,50% (Isin IT0001174611) in uno scenario di riduzione dei tassi Bce dell’1%: in questo caso, il prezzo del Btp potrebbe salire a €113,88, permettendo di guadagnare in un anno €3.693 (plusvalenza e cedole nette), con un rendimento netto del 7,4%, che supera di gran lunga il rendimento degli altri Btp e del conto deposito.
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