Congedo per gravi patologie, come riscattare fino a 24 mesi di contributi per la pensione

Patrizia Del Pidio

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Guida Inps al riscatto contributi ex L. 106/2025 per malati oncologici. Requisiti di invalidità, simulazione dei costi e deduzione Irpef.

Congedo per gravi patologie, come riscattare fino a 24 mesi di contributi per la pensione

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La circolare Inps 108 del 22 ottobre 2026 ha fornito indicazioni sulla nuova tipologia di riscatto dei contributi introdotta dalla legge 106/2025.

In essa è previsto che i lavoratori dipendenti che lavorano nel settore pubblico o privato affetti da malattie oncologiche o da malattie invalidanti o cronico con un grado di invalidità pari o superiore al 74%, posso fruire un periodo di congedo non superiore a 24 mesi, continuativo o frazionato.

Durante il periodo di congedo il lavoratore ha il diritto di conservare il posto di lavoro, non ha diritto ad alcuna retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa, ma può procedere al riscatto dei contributi per il periodo di congedo. Questo consente al lavoratore di non perdere quel periodo ai fini della pensione.

Per chi deve affrontare una grave patologia che prevede un’assenza prolungata dal lavoro, fino ad ora, l’assenza si traduceva in un buco contributivo che pesava sulla futura pensione. Grazie all’attuazione della Legge 106/2025 le cose sono cambiate perché secondo le istruzioni dell’Inps ora è possibile riscattare fino a 24 mesi di congedo non retribuito.
Non si tratta di contributi figurativi gratuiti, ma di un vero e proprio riscatto oneroso interamente a carico del lavoratore che è pienamente efficace a tutti gli effetti per il diritto alla pensione e per il calcolo del suo importo.

In questa guida chiara e completa vedremo esattamente quali sono i requisiti richiesti, come simulare i costi dell’onere e la procedura passo dopo passo per inviare la domanda all’Inps.

Chi può chiedere il riscatto

Il nuovo riscatto introdotto dall’Inps non è aperto a tutti, ma è riservato a una platea ben definita di lavoratori che si trovano in precise condizioni lavorative e di salute.

La misura è rivolta ai lavoratori dipendenti, sia pubblici, sia privati, che sono affetti da malattie oncologiche, croniche o invalidanti, incluse le malattie rare. Il lavoratore deve essere in possesso del verbale di invalidità civile che attesti una percentuale pari al 74% o una superiore.

Possono essere riscattati esclusivamente i periodi di congedo fruiti ai sensi della legge n. 106/2025 e a partire dalla data della sua entrata in vigore (9 agosto 2025). Eventuali assenze precedenti, anche se dovute alle medesime patologie, restano escluse da questa specifica agevolazione.

Riscatto o prosecuzione volontaria

La normativa offre al lavoratore una flessibilità importante per recuperare i contributi persi durante il periodo di congedo.
L’Inps su questo aspetto prevede libera scelta, il lavoratore può decidere in autonomia se procedere al riscatto dei contributi oppure scegliere la prosecuzione volontaria dei versamenti. In entrambi i casi si possono coprire i buchi contributivi onerosamente.

Per presentare domanda non è necessario essere ancora dipendenti dell’azienda presso la quale il lavoratore era in servizio quando ha fruito del congedo. Questa precisazione serve a tutelare chi ha dovuto cambiare impiego o ha dovuto interrompere il rapporto di lavoro.

La richiesta per il riscatto dei contributi si deve presentare alla gestione previdenziale Inps in cui risultano accreditati gli ultimi contributi relativi al rapporto di lavoro sospeso dal congedo.

Come fare domanda e documenti

La richiesta di riscatto va presentata per via telematica all’Inps. La si può inoltrare o con l’ausilio di un Patronato o in autonomia tramite l’autenticazione al portale dell’istituto con Spid, Cie o Cns.

Alla domanda è necessario allegare il provvedimento di autorizzazione al congedo emesso dal datore di lavoro o, in alternativa, la dichiarazione successiva del datore di lavoro che attesti il periodo di assenza. In questo secondo caso è necessario allegare la documentazione sanitaria che comprova la grave patologia e le prove dell’effettiva interruzione del rapporto di lavoro (ad esempio le buste paga con l’indicazione delle giornate di congedo).

Per presentare domanda, dopo l’autenticazione, è necessario selezionare la macro area “Pensione e Previdenza”, cliccare sulla voce «Ricongiunzioni e riscatti» e selezionare il servizio «Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa».

Dopo aver selezionato la funzionalità per presentare una nuova domanda è necessario scegliere la gestione previdenziale corretta (quella in cui risultano accreditati i contributi del rapporto di lavoro interrotto o sospeso). A questo punto è necessario inserire i dati relativi ai periodi di congedo fruiti (date di inizio e fine per ogni periodo), caricare gli allegati obbligatori in formato PDF e inviare la domanda.

Costo e deducibilità

Il periodo di congedo per gravi patologie non prevede che il datore di lavoro versi contributi, proprio per questo il riscatto è interamente a carico del richiedente.

Per determinare l’importo del pagamento il sistema di calcolo che l’Inps adotta è quello contributivo che si basa su:

  • l’aliquota contributiva previdenziale prevista dalla gestione pensionistica di riferimento alla data di presentazione della domanda;
  • la retribuzione di riferimento prendendo la retribuzione imponibile percepita dal lavoratore nei 12 mesi più recenti rispetto alla data di domanda di riscatto.

Vediamo un esempio pratico per capire come funziona il calcolo. Un lavoratore con una retribuzione imponibile di 30.000 euro nei 12 mesi precedenti la domanda e con un’aliquota contributiva del 33%, dovrà versare 9.900 euro per riscattare un anno di contributi.

Ovviamente questo calcolo deve essere inteso come puramente indicativo e come simulazione, l’esatto importo da versare, invece, deve essere calcolato dall’Inps nel provvedimento di accoglimento della domanda.
Sebbene l’investimento sia significativo, l’onere del riscatto è interamente deducibile dal reddito complessivo e porta, quindi, ad avere uno sconto sull’Irpef.

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