Congedo obbligatorio per obesità: i nuovi licenziamenti per le Forze Armate

Il congedo obbligatorio per obesità definito dalla circolare IMC continua a far parlare di sé: il licenziamento arriva dopo due anni di convalescenza. Ecco la novità.

Il congedo obbligatorio per obesità imposto ai lavoratori delle Forze Armate sembra superare i problemi di estetica dei lavoratori. Il requisito dell’indice di massa corpore (IMC) può persino innescare un licenziamento ed il COCER vuole vederci chiaro.

Nelle Forze Armate non si può essere riformati per obesità, tuttavia la Circolare impone un congedo coatto a chi supera il limite IMC anche a chi è già operativo. Oltre il congedo e superati i 730 giorni di aspettativa previsti successivamente, si rischia di compiere l’abbandono del servizio.

Il congedo per obesità potrebbe di conseguenza configurarsi come metodo indiretto di licenziamento, in quanto con l’abbandono del servizio si perde anche la possibilità di ricollocazione civile. La Legge parla chiaro e malgrado il requisito sia stato sottoposto a parere parlamentare, risulta applicabile.

Vediamo cosa prevede la Circolare IMC e come potrebbe comportare un licenziamento.

Congedo obbligatorio per obesità: i nuovi licenziamenti per le Forze Armate

Il congedo obbligatorio per obesità nelle Forze Armate sembra più uno scherzo che un effettivo requisito di idoneità al lavoro, eppure la Legge impone dei requisiti per la presa di servizio, specificando una diversa percentuale per donne e uomini.

Nelle Forze Armate, infatti, è previsto che l’IMC non superi i 30 punti per gli uomini e i 28 punti per le donne. Superare questa soglia rende il soggetto non idoneo al servizio militare, poiché l’obesità è considerato un ostacolo al lavoro.

Essere obesi si configura come un disarmonia somatica o distrofia costituzionale di grado rilevante, ciò significa che un uomo di circa 1 metro e 80 con peso superiore ai 104 kg è giudicato permanentemente inabile alla divisa. Le tabelle si riferiscono ai requisiti di accesso, ma niente vieta il loro riciclo ai militari attualmente in forze.

Congedo obbligatorio per obesità: licenziamenti per estetica

Il congedo obbligatorio per obesità potrebbe diventare un arma per i licenziamenti, poiché la Circolare sembra essere applicata in via generale e non per le nuove reclute delle Forze Armate. L’interrogazione parlamentare promossa dall’On. Zaccagnini nel febbraio 2016 è caduta nel dimenticatoio e la prassi continua ad essere la stessa.

Per obesità viene imposto un congedo obbligatorio di 180 giorni, con l’obiettivo di ridurre l’IMC di almeno 1 punto, così da rientrare nei parametri standard. In seguito si passa alle convalescenze, che superando i due anni possono portare alla rinuncia al servizio e all’abbandono delle Forze Armate.

Il licenziamento imposto anche in modo indiretto non è accettabile e sembra che il COCER Esercito non abbia perso tempo: il delegato Foti ripropone il problema sperando che arrivi presto una risposta all’interrogazione, la situazione potrebbe prendere una brutta piega.

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