Condono edilizio per silenzio assenso, ecco quando scatta

Patrizia Del Pidio

19 Gennaio 2026 - 10:48

Quando si forma il condono edilizio per silenzio assenso se il Comune non risponde entro 24 mesi alla richiesta del cittadino? Vediamo i requisiti necessari.

Condono edilizio per silenzio assenso, ecco quando scatta

In attesa delle novità che potrebbero essere previste nel prossimo futuro per il condono edilizio, vediamo come si può perfezionare la sanatoria con le regole del silenzio assenso. La Legge delega di revisione del Testo Unico sull’Edilizia è approdata in Consiglio dei Ministri. I provvedimenti contenuti nella delega dovranno essere approvati con decreti attuativi delegati entro 12 mesi, ma Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi, dopo aver visionato il testo, afferma che con la norma del silenzio assenso potrebbe prendere vita un pericoloso “maxicondono edilizio che lascia mano libera ai privati”.

L’introduzione del silenzio assenso per le pratiche di condono edilizio potrebbe dare il via a costruzioni massicce anche laddove il territorio è più fragile. Ma come funziona il silenzio assenso attualmente? Con la normativa attuale è già possibile il condono per silenzio assenso, ma non si forma automaticamente.

Condono edilizio per silenzio assenso

Il Comune ha 24 mesi di tempo per rispondere alle pratiche di condono presentate dai cittadini; trascorso questo tempo, però, il silenzio dell’amministrazione non si tramuta in una sanatoria in automatico. Per fare in modo che il condono scatti con il silenzio assenso è necessario che tutti i requisiti previsti dalla legge siano rispettati, compreso il versamento delle somme dovute.

Attualmente, il silenzio dell’amministrazione non si traduce automaticamente in una sanatoria allo scadere dei 24 mesi. Affinché il condono si perfezioni tramite silenzio assenso, è necessario che siano soddisfatti i seguenti presupposti:

  • requisiti soggettivi e oggettivi, l’immobile deve rientrare pienamente nei parametri previsti dalla legge;
  • decorrenza dei termini, devono essere trascorsi almeno due anni dalla presentazione dell’istanza senza che il Comune abbia notificato un diniego formale;
  • adempimenti economici, devono essere stati versati integralmente l’oblazione, gli oneri concessori e i contributi previsti.

In assenza del pagamento completo o della documentazione necessaria, il termine dei 24 mesi non produce alcun effetto abilitativo.

Il condono per silenzio assenso, quindi, si perfeziona solo quando, al momento della presentazione della domanda, sono stati corrisposti tutti gli importi dovuti e sono stati presentati tutti i documenti necessari.

Quali importi si devono versare?

I pagamenti che si devono effettuare comprendono l’oblazione, gli oneri concessori, il costo di costruzione e il contributo di concessione.
Per le domande di sanatoria il silenzio assenso si perfeziona solo in mancanza di un diniego formale dopo che sono trascorsi 24 mesi dal versamento degli oneri di sanatoria.

Appare chiaro che, in assenza della sicurezza di ottenere la sanatoria, non tutti sono disposti ad effettuare il pagamento delle somme dovute e che, attualmente, il silenzio assenso si perfeziona solo in rarissimi casi.

Le nuove regole in discussione

La riforma dell’edilizia entra nel vivo con il disegno di legge delega che prevede la drastica riduzione dei tempi autorizzativi per le sanatorie. L’obiettivo primario, si legge nella relazione, è la riduzione dei tempi necessari a ottenere la formazione dei titoli edilizi. Per contrastare l’immobilismo burocratico si punta a rafforzare il meccanismo del silenzio assenso.

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