Via la concessione e la ricostruzione ad Autostrade: il governo accelera, venerdì la decisione

Con due distinti disegni di legge il governo nel Consiglio dei Ministri di venerdì dovrebbe revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia e dare la ricostruzione del ponte a Fincantieri.

Via la concessione e la ricostruzione ad Autostrade: il governo accelera, venerdì la decisione

Esattamente un mese dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova, che ha causato 43 vittime, il governo discuterà durante il Consiglio dei Ministri di venerdì il piano per la ricostruzione del fondamentale viadotto.

Ma non solo, i decreti legge potrebbero essere due allargando il discorso anche alla concessione in mano ad Autostrade per l’Italia: il sentore è che il governo andrà a intraprendere la strada della revoca così come annunciato fin dalle ore calde del crollo.

La ricostruzione a Fincantieri

Stando ai rumors il governo potrebbe affrontare la questione Genova con due decreti leggi distinti: un modo questo per dilatare i tempi degli eventuali ricorsi e mettersi al riparo da immediate battute d’arresto.

Come detto più volte dal ministro Danilo Toninelli Autostrade per l’Italia metterà i soldi per la ricostruzione del ponte, ma la realizzazione sarà affidata a Fincantieri anche se c’è da capire se sarà coadiuvata da altri soggetti in quanto sostanzialmente si occupa di altro.

Il primo obiettivo è la demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi - ha spiegato Toninelli in un’audizione parlamentare - Partiremo dalle regole attuali del codice, e sulla base dell’eccezionalità potremo affidare direttamente a una società pubblica, pensiamo a Fincantieri, l’appalto per la ricostruzione del ponte. Il crollo del ponte Morandi non è dovuto a tragica casualità, ma a una mancata manutenzione che spettava ad Autostrade per l’Italia, che sarà esclusa dal progetto di ricostruzione”.

Un ostacolo da superare è però quello del Codice degli Appalti, visto che ci sarebbe un affidamento diretto a Fincantieri senza la necessaria gara europea: a Bruxelles quindi il governo sta cercando di ottenere una deroga per incappare nei ricorsi.

Con la via del decreto legge comunque i lavori dovrebbero ugualmente partire in un breve lasso di tempo, visto che così si eviterebbero le sospensive che potrebbero arrivare dal Tar o dal Consiglio di Stato: per impugnare questo strumento legislativo la parola spetta alla Corte Costituzionale con tempi lunghi per arrivare a una sentenza, anche due anni.

Revoca ad Autostrade

Lo stesso escamotage del decreto legge potrebbe allungare i tempi per uno scontato ricorso anche per quanto riguarda il secondo provvedimento che sarebbe in agenda, ovvero la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Sempre nel CdM di venerdì infatti dovrebbe essere certificata l’estromissione di Aspi, ipotesi da sempre avallata dalla parte pentastellata della maggioranza di governo e ribadita nei giorni scorsi da Luigi Di Maio.

Più fredda a riguardo invece è la Lega, con Alessandro Di Battista che però ha incalzato il carroccio parlando di “sputtanamento” nel caso di un ripensamento in materia di nazionalizzazione della autostrade.

Dovrebbe essere esclusa comunque la revoca anche agli altri concessionari, visto che Toninelli ha dichiarato che li convocherà “per chiedere un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a realizzare un programma di riammodernamento delle infrastrutture”.

L’obiettivo quindi è quello di estromettere Autostrade per l’Italia, ma non è detto che alla fine si possa procedere per la revoca, invece che con un decreto legge, attraverso le modalità previste dalla convenzione con la società, che passano per un accertamento tecnico delle responsabilità del «grave inadempimento».

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