Con Donald Trump per le banche europee saranno dolori. Ecco perché

Redazione Money Premium

16 Novembre 2024 - 06:48

La combinazione di deregolamentazione e riduzione delle tasse negli Stati Uniti consentirebbe alle banche americane di ampliare il volume dei prestiti e ottimizzare il capitale.

Con Donald Trump per le banche europee saranno dolori. Ecco perché

Con la prospettiva di una nuova era di deregolamentazione finanziaria negli Stati Uniti, le banche europee si trovano ad affrontare una sfida ancora più ardua nel tentativo di colmare il divario di redditività con i colossi finanziari americani.

Il secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca lascia presagire un ritorno a politiche meno restrittive per le banche statunitensi, favorendo le istituzioni finanziarie americane rispetto a quelle europee e britanniche, già indebolite da una bassa redditività e da economie stagnanti sin dalla crisi finanziaria globale del 2008-09.

Dalla crisi del 2008, le banche dell’area euro e del Regno Unito sono state caratterizzate da una ridotta profittabilità, in parte dovuta a economie più deboli e a politiche monetarie restrittive, rispetto alle controparti americane che, al contrario, hanno conosciuto una crescita significativa. Da allora, le banche statunitensi hanno visto una triplicazione del loro valore, mentre le azioni bancarie europee hanno subito una contrazione di circa il 10%. La redditività sul capitale proprio (Return on Equity, ROE) per le banche europee è stimata intorno al 5%, rispetto a un ROE del 10% per quelle statunitensi, un dato che riflette il divario nella generazione di entrate e nelle politiche di gestione del rischio.

Questo differenziale è legato alla capacità delle banche americane di generare maggiori commissioni e alle eredità di prestiti non performanti con cui le banche europee devono ancora confrontarsi. Inoltre, le banche europee devono operare in un contesto di regolamentazione più stringente, con requisiti patrimoniali elevati che limitano la possibilità di aumentare la leva finanziaria e prendere rischi significativi.

Il ritorno di Trump alla presidenza ha ridato slancio alle aspettative di un clima regolamentare meno restrittivo per le banche americane. L’industria bancaria statunitense auspica l’adozione di regolamenti meno rigorosi, che ridurrebbero i requisiti patrimoniali e faciliterebbero le fusioni, agevolando la crescita delle banche di investimento attraverso un aumento delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A). L’allentamento della normativa, inoltre, potrebbe favorire la crescita del volume dei prestiti, migliorando la competitività delle banche americane.

La combinazione di deregolamentazione e riduzione delle tasse negli Stati Uniti consentirebbe alle banche americane di ampliare il volume dei prestiti e ottimizzare il capitale in modo molto più efficace rispetto alle banche europee, attualmente soggette a una supervisione più stringente e a un contesto di tassi di interesse bassi.

Per le banche europee, la possibilità di competere con le rivali americane sembra sempre più difficile, considerando il contesto di vigilanza stringente e le politiche monetarie accomodanti che limitano i margini di profitto. Tuttavia, la prevista ondata di deregolamentazione negli Stati Uniti potrebbe offrire alle banche europee un’opportunità di fare pressione sui regolatori per ottenere un allentamento delle normative anche nel contesto europeo, che è attualmente più rigido.

Sebbene le banche europee siano frenate dalla regolamentazione, il settore delle fusioni e acquisizioni potrebbe offrire uno spiraglio di crescita. Dopo anni di stagnazione, il 2023 ha visto il ritorno di alcune operazioni significative, come la potenziale acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit e la possibile fusione tra BBVA e Sabadell in Spagna. Tuttavia, queste operazioni devono affrontare un complesso quadro politico e normativo, che potrebbe rappresentare un ostacolo alla realizzazione di questi accordi.

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca potrebbe favorire un aumento delle attività di fusione negli Stati Uniti, stimolando i ricavi delle banche di investimento attraverso le commissioni derivanti dalle operazioni M&A. Con un contesto normativo meno restrittivo, le banche regionali statunitensi potrebbero essere spinte a unirsi per competere su scala nazionale. Di conseguenza, le banche europee, già svantaggiate dal punto di vista regolamentare, potrebbero trovarsi ulteriormente marginalizzate.