Dall’abolizione della comunicazione dati IVA alla sua “quadruplicazione mascherata”

Francesco Oliva

21/10/2016

Comunicazione dati IVA annuale abolita lo scorso anno: un ademplimento in meno? Macché! Ce ne saranno quattro in più: le nuove comunicazioni dati iva trimestrali. Ecco perché.

Dall’abolizione della comunicazione dati IVA alla sua “quadruplicazione mascherata”

Lo scorso anno molti professionisti hanno espresso soddisfazione alla notizia dell’abolizione della comunicazione dati iva con conseguente introduzione dell’obbligo di dichiarazione iva in forma autonoma entro il 28/2. Personalmente ritengo, ma è un opinione personale, che tale soddisfazione sia discutibile poiché il nuovo sistema obbligherà contribuenti e professionisti ad inviare una dichiarazione iva integrativa in tutti i casi in cui al 28/2 non si abbiano a disposizione tutti i documenti IVA relativi all’anno precedente.

In questi giorni si parla addirittura dell’introduzione di un nuovo obbligo di trasmissione telematica trimestrale dei dati iva: quindi - di fatto - una sorta di quadruplicazione mascherata e aggravata di quella che era la Cadi annuale. Con l’aggravante di un sistema sanzionatorio che appare addirittura più folle di quello fantasticamente pensato per le certificazioni uniche, con sanzione di 25 euro per ogni mancata comunicazione di fattura con tetto massimo di 25.000 euo; con la beffa di un’ipotesi credito d’imposta di 100 e 50 euro per, rispettivamente, “adeguamento tecnologico” ed “invio delle fatture”.

La chiamano «Semplificazione fiscale» ma si tratta chiaramente di una beffa per contribuenti e professionisti contabili e fiscali. O perlomeno lo sarà fin quando non cambierà il sistema nel suo complesso.

Comunicazioni dati iva trimestrali o mini dichiarazioni iva?

Nella Legge di Stabilià 2017 attualmente in discussione si introduce un nuovo obbligo di comunicazione dati iva trimestrali. L’obiettivo è ovviamente quello di ridurre gli spazi di evasione fiscale iva oggi presenti per il contribuente.

Tuttavia, il nuovo sistema previsto delle comunicazioni trimestrali dati iva presenta notevoli difficoltà applicative, a partire dai software che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione di contribuenti e professionisti.

Certamente l’intento di semplificazione fiscale esiste: il nuovo adempimento esonera il contribuente dallo spesometro, dalla black list e dalle lettere d’intento.
Mancano però i riferimenti di sistema ovvero delle regole che effettivamente semplifichino la vita reale di contribuenti e professionisti.

Assurdo appare poi il nuovo sistema sanzionatorio, solo parzialmente mitigato dall’introduzione di un ipotetico credito d’imposta per “adeguamento tecnologico” ed “invio delle fatture”.

Le attuali ipotesi di sanzioni per mancata o errata comunicazione di fatture con iva prevede una sanzione di 25 euro per mancato invio, con un tetto massimo di 25.000 euro a contribuente. Parallelamente si prevede di introdurre credito d’imposta di 100 e 50 euro per, rispettivamente, “adeguamento tecnologico” ed “invio delle fatture”.

Dichiarazione iva: dal 2017 solo in forma autonoma e senza comunicazione dati iva annuale

Dallo scorso 1° febbraio 2016 e fino al 28 febbraio era possibile presentare la dichiarazione IVA 2016 in forma autonoma.
Si tratta dell’ultimo anno in cui la presentazione della dichiarazione IVA dal 1° al 28 febbraio 2016 sarà una facoltà del contribuente.
Dalla prossima dichiarazione IVA 2017, infatti, entrerà in vigore l’obbligo di presentare il modello IVA in forma autonoma nel periodo compreso tra il 1° ed il 28 febbraio, con la contestuale abrogazione della comunicazione annuale dati IVA.

Di conseguenza, questo è l’ultimo anno in cui il contribuente potrà presentare la dichiarazione IVA unitamente al modello UNICO entro il 30 settembre 2016.

Per maggiori approfondimenti sulla dichiarazione iva di quest’anno:
Dichiarazione IVA 2016: modello, istruzioni, scadenze e novità di quest’anno

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